Zenone si accorda con Teodorico. Odoacre viene sconfitto ed ucciso il 15 marzo 493.

 

Zenone si allea con Teodorico

Circa un secolo prima gli Ostrogoti furono separati dai loro connazionali Visigoti e assoggettati agli Unni. Da quel momento avevano fatto parte del grande impero di Attila. Alla morte del grande condottiero riuscirono a liberarsi dall’influenza degli Unni e si stanziarono in Pannonia e fecero un patto con l’imperatore bizantino Marciano. Teoderico, in giovane età, ebbe l’occasione di passare alcuni anni alla corte imperiale bizantina imparando ad unire il sangue barbaro e l’educazione civile.

A causa della morte di suo zio re, Teodorico fece ritorno nella propria terra ove regnava suo padre. A diciotto anni, all’insaputa del padre, radunò un esercito e conquistò la città di Singidono ma, invece di unirla al regno paterno, se la tenne per se. Da questo momento iniziò a scorazzare e a trattare con l’Imperatore bizantino.

Nel 474 Teodorico l'Amalo succede al trono degli Ostrogoti dopo la morte del padre e proseguì la politica di alleanza con il vicino Impero Bizantino, dal quale otteneva compensi per i servigi di protezione dei confini. L'imperatore bizantino, alleandosi con Teodorico, sperava che questi riuscisse a porre sotto il controllo ostrogoto le nuove popolazioni barbariche che si stavano spingendo ai confini dell'Impero, assicurando così a Bisanzio una zona di influenza che fungesse da cuscinetto tra l'Impero e le popolazioni barbariche.

 

Dopo la morte di Teodorico Strabone nel 481, Teodorico l'Amalo divenne sovrano di tutta la nazione ostrogota, e iniziò a diventare fonte di problemi nella penisola balcanica; Zenone decise allora di stringere alleanza con Teodorico, che nominò magister militum praesentialis e persino console per l'anno 484 – carica ricoperta per la prima volta da un barbaro non cittadino romano.

Zenone fece combattere Teodorico contro Illo e l'usurpatore Leonzio, che furono assediati a Papurio dal 484 al 488. Cionondimeno, Teodorico si ribellò di nuovo nel 486, attaccando Costantinopoli e tagliando i rifornimenti idrici; Zenone decise di comprare la pace e di liberarsi di Teodorico invitandolo a recarsi in Italia a combattere Odoacre (488).

A ricompensa dell’eliminazione di Odoacre, Zenone promise ai Goti l’Italia; e Teoderico guido la spedizione probabilmente con il titolo di magister per Italiam.

Gli Ostrogoti partirono nell’autunno del 488.

Teodorico prese la strada alla volta del Friuli con i Goti guerrieri, vecchi, fanciulli, donne, armamenti, carri e masserizie. Strada facendo fece guerra con diverse popolazioni e ulteriori guerrieri si unirono all’esercito. A febbraio Teodorico giunse sul fiume Vuka (Croazia). Il varco era difeso dai Gepidi che erano sotto Odoacre. Combatterono in mezzo al fiume. Teodorico vinse ed uccise il re dei Gepidi.

Quando Odoacre seppe dell’esercito che stava per raggiungere i suoi confini, riunì il suo esercito e gli andò incontro. Si fermò sulle rive del fiume Isonzo e attese.

Teodorico attraversò le Alpi Giulie e nella primavera del 489 raggiunse l’Isonzo accampandosi nel sito detto al Ponte (così chiamato perché un tempo c’era un ponte di pietre costruito dagli antichi romani) ma anche chiamato Pons Sontii (in località Mainizza). Dall’altra parte del fiume vedeva l’accampamento dell’esercito di Odoacre.

 

Alcuni pensano che il 27 marzo 489 altre fonti riportano il 28 agosto (il Muratori sottolinea che la data era incerta), Teodorico schierò il suo esercito e ci fu una battaglia sanguinosa ove la peggio toccò a Odoacre. Quando Odoacre vide le prime schiere cadere per mano dei Goti, decise di fuggire con il resto dell’esercito. Inizialmente chiese rifugio presso i vicini castelli ma poi si ritirò fino a Verona sperando che la città e l’Adige fossero sufficienti a bloccare l’avanzata di Teodorico.

 Una seconda disfatta a fine settembre, presso Verona, costrinse Odoacre a ritirarsi a Ravenna. I Goti dilagarono nella pianura padana. Furono prese Milano e Pavia. La guerra si protrasse per un anno con alterne vicende.

La situazione cambio quando truppe visigote giunsero in aiuto di Teoderico. L’11 agosto 490, Odoacre subì una terza disfatta presso le rive dell’Adda. Si chiuse nuovamente a Ravenna e subì l’assedio degli Ostrogoti.

Teodorico fece bloccare il porto con una grande flotta che aveva il compito di impedire l'arrivo dei rifornimenti via mare ma anche di sorvegliare Odoacre ed impedirne una fuga improbabile ma non impossibile. Odoacre, rinchiuso all'interno della città, si trovò di colpo senza cibo. Molti morivano per fame, e i soldati si aggredivano tra di loro per pochi grammi di cibo.

L’assedio proseguì ancora per molti mesi. Le mura di Ravenna resistettero all’assedio ma la fame obbligo Odoacre  il 27 febbraio 493 alla resa. Odoacre diede suo figlio Telane in ostaggio a Teodorico. I 5 marzo 493 furono aperte le porte di Ravenna.  

Teodorico prese il possesso della città e del Porto di Classe.

Teoderico e Odoacre stipularono una tregua, e stabilirono di governare insieme l’Italia.

Ma nel volgere di pochi giorni, Teoderico uccise personalmente Odoacre in un agguato, il 15 marzo 493. Tutta la famiglia di Odoacre subì la stessa sorte.

Zenone non vide il trionfo di Teoderico su Odoacre. Mentre la guerra in Italia si prolungava, l’imperatore mori a Costantinopoli, senza eredi, il 9 aprile 491.

 

Francesco di Manzano. Annali del Friuli. Volume 1. 1858

Lodovico Antonio Muratori, Annali d’Italia e delle opere varie. Volume II. 1838

Cesare Balbo. Storia d’Italia sotto i barbari. 1856

Umberto Roberto, unità e divisioni dell’impero (dalla morte di Valentiniano III all’età di Giustino I, 455-527)

Francesco Bertolini, Storia del Medioevo, 1866 (43)