Le tensioni politiche dopo la morte di Carlo Magno

La morte di Carlo Magno creò non poche tensioni all’interno dell’Impero d’Occidente e la delicata situazione politica e amministrativa della Marca del Friuli. Emerge la figura importante di Eberardo del Friuli

#AltoMedioevo

 

Nell’811, tre anni prima di morire, Carlo Magno detta il suo testamento.

Fra i testimoni spicca Unroch II, fedele compagno di tante avventure militari in giro per l’Europa: a lui spettano ampi territori nel Ducato del Friuli.

Carlo Magno conosceva bene il Ducato del Friuli infatti, pochi anni prima, alla corte di Aquisgrana, accolse Paolino di Aquileia e Paolo Diacono, celebre autore della Historia Langobardorum («Storia dei Longobardi»).

Le tensioni dopo la morte di Carlo Magno

La morte di Carlo Magno creò non poche tensioni all’interno dell’Impero d’Occidente.

Alla morte del padre nell'814, Ludovico ereditò l'intero Impero carolingio e tutti i suoi possedimenti. Fu incoronato imperatore da papa Stefano IV nella Cattedrale di Reims con l'olio santo contenuto nella santa Ampolla nell'816.

Ludovico, probabilmente influenzato dalle pratiche religiose della vecchiaia di suo padre Carlo e da Benedetto di Aniane, vide come soluzione alla debolezza del potere centrale, che faticava a imporre la sua autorità nel vastissimo impero, la riforma innanzitutto spirituale, con la promulgazione di un impero cristiano ordinato e sereno, coeso non tanto dall'aderenza giuridica a determinate leggi ma da una profonda consapevolezza religiosa.

Una delle riforme primarie fu accertarsi che tutte le case religiose nel regno di Ludovico aderissero alla Regola di San Benedetto.

Subito dopo la sua ascesa, Ludovico aveva assicurato la sua posizione come imperatore con una "purga morale", con la quale aveva mandato tutti i suoi fratellastri illegittimi nei monasteri e aveva costretto tutte le sue sorelle nubili a farsi suore: questa paura di perdere il potere era figlia dell'atmosfera di intrigo e di violenza che dominava la corte di Aquisgrana, alla quale nemmeno il "Pio" era estraneo.

La sua politica aggressiva raggiunse il culmine con la lotta contro suo nipote Bernardo, re d'Italia, figlio del defunto fratello Pipino. Nell'817 Bernardo si ribellò contro Ludovico per essere stato esautorato dalla sua legittima carica di re d'Italia.

Nell'818, dopo la repressione della rivolta, Ludovico fece imprigionare ed accecare Bernardo, che morì dopo tre giorni di atroci sofferenze.

Il governo d’ Italia passò allora a Lotario primogenito di Ludovico

Nell'817, alla dieta di Aquisgrana, l'imperatore Ludovico il Pio, con la Divisio Imperii, concesse al suo primogenito Lotario il titolo imperiale, e con l'incoronazione a imperatore aggiunto fu sancita la sua superiorità sui fratelli, mentre al secondogenito, Pipino, concesse la sovranità, col titolo di re, sull'Aquitania, il tolosano e la Settimania, che già governava, e al terzogenito, Ludovico il Germanico, concesse la sovranità, col titolo di re, sulla Baviera, la Carinzia e la Boemia. Questa suddivisione, conosciuta anche come Ordinatio Imperi, fu ratificata dall'imperatore a Nimega, nell'819.

La situazione politica e amministrativa della Marca del Friuli

La Marca del Friuli era l’ultima frontiera e doveva difendere l’impero carolingio dalle invasioni barbare. Dagli atti storici emerge che i marchesi avevano libertà di azione in quanto la frontiera era ampia ed instabile. Le attitudini militari dei marchesi friulani diventano a questo riguardo un requisito fondamentale per lo svolgimento del loro ruolo in territori spesso anche molto distanti dal Friuli, un ruolo che si esplicita in via principale proprio attraverso il coordinamento di attività militari.

Un ulteriore importante elemento è che i marchesi erano tutti legati alla tradizione militare di matrice franca ed alle sfere più alte dell'aristocrazia carolingia.

In questa fase il Friuli è una marca di confine, ed il suo ruolo è essenzialmente quello di rappresentare un punto d'appoggio per le azioni belliche nel contesto del fronte slavo e di quello avarico.

In quegli anni si affaccia alle frontiere orientali dell'impero il pericolo dei Bulgari, l'ultima popolazione che riuscendo a superare lo storico confine della Drava e a stanziarsi pericolosamente alle porte del territorio friulano, rappresentando una concreta minaccia alla sicurezza.

Nell’826 Balderico del Friuli intervenne alla Dieta d’Ingeleim comunicando all’Imperatore Ludovico che nulla sapeva delle intenzioni dei bulgari.

Due anni dopo, la monarchia francese sentiva sempre più gli effetti della sua decadenza. In Catalogna l’armata imperiale era stata un fallimento nei confronti dei Mori. Nel confine orientale, i Bulgari stavano devastando i territori senza incontrare alcuna resistenza.

L’imperatore approfittò a riorganizzare la Marca suddividendola in quattro contee, ossia in quattro governi di città: probabilmente furono Cividale, Treviso, Ceneda e Vicenza. Secondo il Liruti la contea del Friuli includeva il Friuli, l’Istria, la Carniola e la Carinzia. Balderico venne destituito ed al suo posto venne nominato Unruoch II del Friuli, amico di Carlo Magno.

Non si conosce molto di Unruoch II del Friuli, Sposò Engeltrude, figlia del conte di Tolosa Begone, dalla quale ebbe cinque figli e una figlia:

Eberardo (ca. 815 – 866), suo successore, che sposò la figlia di Ludovico il Pio Gisella;

Berengario (ca. 790 – ca. 836), conte di Tolosa, che morì in battaglia;

Amedeo (825 – ?), conte di Payn Langres;

Ternois (825 – ?), che sposò il conte Gebhard Nieder-Lahngau;

Alardo, abate di San Bertino;

Amadeo (827 – ?), conte di Borgogna;

Una figlia che sposò Suppone III, duca di Spoleto.

Nell'846 abdicò a favore del figlio Eberardo, che assunse la carica di margravio del Friuli.

Eberardo, il mediatore

Eberardo fu uno dei principali personaggi del periodo carolingio. 

Eberardo venne educato presso la Scuola di palazzo (o Scuola palatina) fondata da Carlo Magno ed organizzata da Alcuino di York, e qui studiò i programmi medioevali conosciuti come trivium e quadrivium. Fu in questo periodo che egli sviluppò il suo talento per le scienze, nonché il suo senso della pietà.

Il marchese Eberardo del Friuli, aristocratico di grande rilievo nello scenario dell’Europa medievale, possidente di un esteso patrimonio in Francia e in Italia settentrionale, dotato di cultura e appassionato collezionista di codici, che dimostra di sapere leggere e scrivere, innalzato addirittura alla santità secondo alcuni (ma non accettato dalla chiesa), è il primo marchese a dimostrare di vivere stabilmente tra Veneto e Friuli per buona parte della sua vita.

Rimane probabile che la marca continuasse a comprendere intorno alla metà del IX secolo, oltre all’attuale regione Friuli Venezia Giulia, il territorio trevigiano, che giungeva fino a Mestre, un retroterra quasi obbligato, visto che con la fine del regno longobardo Carlo Magno soppresse il piccolo ducato di Ceneda. Verso oriente la marca superava il confine dell’Isonzo per comprendere probabilmente l’attuale Slovenia, ma i confini non sono determinabili.

 

{modal url="images/storia/fvg249.jpg" title="Probabili confini della marca carolingia Veronese ed Aquileise."}Probabili confini della marca carolingia Veronese ed Aquileise.{/modal}

Probabili confini della marca carolingia Veronese ed Aquileise. Il fiume Piave (Plavis) propone invece una possibile linea di scansione ulteriore dividendo l’area friulana da quella veneta in cui tra la fine del IX secolo ed il X è documentata la presenza di conti nelle principali città di Verona, Padova, Treviso e Vicenza. Clicca sull’immagine per ingrandire

 

 

Francesco di Manzano. Annali del Friuli. Volume 1. 1858

Luigi Zanin, L'EVOLUZIONE DEI POTERI DI TIPO PUBBLICO NELLA MARCA FRIULANA DAL PERIODO CAROLINGIO ALLA NASCITA DELLA SIGNORIA PATRIARCALE, tesi di Dottorato di ricerca in Storia sociale europea dal medioevo all'età contemporanea, Università Ca’ Foscari di Venezia

S.Romanin, Storia documentata di Venezia, Tomo 1, 1853

 



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