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Caco e Tasone del Friuli furono duchi del Friuli tra il 610 ed il 617-625 circa

Caco e Tasone erano i figli maggiori del duca Gisulfo II del Friuli e di Romilda, già adolescenti quando il padre cadde in battaglia contro gli Avari.

Albero genealogico di Gisulfo II. Clicca sull’immagine per ingrandire

 

Caco e Tasone, fatti prigionieri, furono condotti come tutti i Longobardi catturati dagli Avari in Pannonia; giunti nella terra lasciata dal loro popolo ai tempi di Alboino, appresero l'intenzione dei loro nemici di uccidere tutti i maschi maggiorenni, dopo essersi spartiti le donne e i bambini come schiavi. Caco, Tasone e il più grande dei loro fratelli ancora bambini, Radoaldo, tentarono allora la fuga a cavallo. Uno di loro temette che il fratellino più piccolo, Grimoaldo, non fosse in grado di sostenere la cavalcata e fece per ucciderlo, ritenendo "che era meglio per lui morire di spada che sopportare il giogo della prigionia". Il piccolo Grimoaldo, tuttavia, lo convinse a desistere, dimostrandogli di saper cavalcare. Catturato nuovamente, riuscì a uccidere il suo carceriere e a ricongiungersi con i fratelli.

Tornati sani e salvi a Cividale divennero duchi i due figli maggiori, Tasone e Caco, che ressero il ducato per almeno quindici anni.

Tra il 610 ed il 617-625 circa, Caco e Tasone assunsero il governo del ducato e lo espansero a danno degli Slavi, che da allora furono costretti fino ai tempi di Rachis a versare un tributo ai Longobardi.

Non sono note altre attività politiche e militari fino alla definitiva scomparsa di Caco e Tasone dalla scena politica; Paolo Diacono la fa coincidere con l’alleanza stretta con l’esarca di Ravenna Gregorio (619-625), tradizionalmente datata a poco prima del 625.

L’adozione dei due duchi friulani tramite la cerimonia del taglio della barba, sinonimo di un cambio di alleanze nella parte nord-orientale del Regnum, e forse un riflesso delle lotte tra Adaloaldo e Arioaldo, fu fatale a entrambi: attirati a Oderzo dall’esarca Gregorio, Tasone e Cacco furono uccisi dalle truppe bizantine. Come loro successore si preferì Grasulfo II, fratello di Gisulfo II, anziché la seconda coppia di fratelli Radoaldo e Grimoaldo, che fuggirono presso il Ducato di Benevento.

La morte di Caco e Tasone

I due fratelli ricercarono un'alleanza con i bizantini come il padre, ma caddero in un'imboscata tesa loro nella città di Oderzo dal patrizio bizantino Gregorio. Questi aveva promesso a Tasone di adottarlo come figlio, con il rito del taglio della barba; il duca lo raggiunse insieme al fratello e con una piccola scorta. Appena arrivati a Oderzo, Gregorio fece chiudere le porte della città e inviò i suoi armati contro i Longobardi. I fratelli compresero immediatamente la situazione, si prepararono a combattere e si scambiarono il bacio della pace e l'ultimo saluto. Si dispersero quindi per le strade, uccidendo chiunque si trovassero davanti e, scrive Paolo Diacono, "facendo grande strage dei Romani; ma alla fine anche loro furono uccisi". Gregorio mantenne comunque la sua promessa: ordinò che gli portassero la testa di Tasone e gli tagliò la barba. All'epoca la città di Oderzo era retta dal vescovo san Tiziano.

La vendetta arriverà cinquant'anni dopo ad opera di Grimoaldo, fratello minore dei due divenuto nel frattempo re dei Longobardi: questo raderà definitivamente al suolo la città nel 667.

I fratelli di Caco e Tasone.

Gellia del Friuli

Sorella maggiore di Caco e Tasone. La sua storia è nota in quanto fu presa prigioniera dagli Avari.

Sposò Garibald II von Bayern, figlio di Tassilo I. Garibald II faceva parte della famiglia Agilofinges come Romilde, sorella di Tassilo I.

Appa del Friuli

Sorella maggiore di Caco e Tasone. La sua storia è nota in quanto fu presa prigioniera dagli Avari.

Sposò Leutharis III.

Rodoaldo e Grimoaldo

Dopo l'uccisione a Oderzo, per mano bizantina, dei suoi fratelli maggiori, Caco e Tasone, correggenti del trono ducale, divenne duca il loro zio Grasulfo II. Non volendo sottostare al parente, Grimoaldo e il suo terzo fratello maggiore Radoaldo ripararono a Benevento presso il duca Arechi, che li accolse come figli.

Alla morte di Arechi il ducato di Benevento passò prima a suo figlio Aione e poi, dopo che quest'ultimo cadde in combattimento per mano dei pirati slavi sbarcati a Siponto, a Radoaldo.

Rodoaldo muore nel 647, dopo cinque anni di governo come duca di Benevento.

Per elezione del popolo longobardo fu eletto Grimoaldo.

Grimoaldo sposò Ita (Uta de Bavaria, principessa bavarese), una fanciulla nobile prigioniera, con la quale ebbe Romualdo e due figlie, di cui una di nome Gisa. Questa, ostaggio dell'imperatore Costante II, morì in Sicilia. L'altra sorella venne data in sposa al neo-duca di Spoleto Transemundo, dopo la riconquista di Benevento.

 

Mario Brozzi, I duchi longobardi del Friuli, Memorie storiche forogiuliesi, 1972, vol 52, 11-32

Francesco di Manzano. Annali del Friuli. Volume 1. 1858