20 ottobre 1885. Nubifragio a Trieste. Danni gravissimi.

 

Nella mattina del 20 ottobre iniziò a piovere abbondantemente. L’alta marea allagò parecchie vie: la Piazza Grande, la Riva della Sanità, la Riva Carciotti.

In Piazza Barriera vecchia, l’acqua era entrata in tutte le botteghe a destra della strada. Al di fuori c’era una barricata di sedie, tavolini, panche e panchine.

In Barriera c’era uno spettacolo curioso ed originale. Una ventina di carretti facevano il trasporto di passanti al di là del lago. Tassa modica: due "soldetti" e tutti li spendevano volentieri.

L’acqua arrivava da tutte le vie adiacenti: dalla Madonnina, dalla via Erta, dalla via dell'Istituto, da Rozzol. Barriera era colma.

In Chiadino, le vie Rossetti e dell’Istituto erano dei torrenti. Si narra che un forestiero, passando per quelle vie, credette di aver raggiunto l’indirizzo in via …. Delle Acque.

Anche dal lato opposto della città tutte le vie erano dei torrenti. Altrettanto alla veduta Romana.

Ci fu anche la “colma” al Ponterosso  e al caffè Tomaso.

Per tutta la città l’acqua fece ingenti danni.

Da Opicina e dalle colline vicine le acque scorrono nei diversi torrenti, i quali poi si uniscono in un unico torrente che si interra a Roiano.  Il torrente ha trascinato a valle  terra e sassi.  Il torrente  Martesin, carico di detriti è straripato facendo crollare un muro di cinta e il casello del guardiano dei dazi. Il guardiano fu trascinato via dalla corrente.

A valle del torrente i negozi si riempirono di acqua e detriti. L’acqua raggiunse il metro.

 

Il Piccolo 21 ottobre 1885