Il Cronologo del Cuspiniano afferma che l’imperatore Giulio Nepote fu ucciso il 9 maggio 480

 

Tradizionalmente Romolo Augusto è considerato l'ultimo imperatore d'Occidente. Tuttavia quando Romolo venne deposto da Odoacre, capo degli Eruli, il 4 settembre 476, non venne nominato un nuovo imperatore: un imperatore esisteva già, era Giulio Nepote e regnava de jure col sostegno dell'Imperatore d'Oriente, Zenone, dopo che quest'ultimo riprese il potere in seguito alla breve parentesi di regno dell'usurpatore Basilisco.

Odoacre, saputo che Zenone era ritornato al potere, aveva inviato una ambasciata di senatori a Costantinopoli per farsi riconoscere come rappresentante imperiale in Italia e ottenere il titolo di patricius; lo stesso fece Giulio Nepote, rammentandogli che non aveva mai abdicato ufficialmente dalla carica imperiale e che aspirava ancora al governo dell'Italia.

Davanti alle due ambascerie Zenone accettò una soluzione di compromesso: Odoacre sarebbe rimasto rappresentante imperiale in Italia col titolo richiesto, mentre Giulio Nepote avrebbe potuto continuare a mantenere il suo titolo imperiale senza però esercitare alcun potere effettivo.

«Queste [decisioni] Zenone le prese a favore di Nepote, per la pietà della disgrazia sua e di quella di Nepote e, ripensando alla comune sorte degli uomini, fu addotto alla compassione degli altri. A ciò lo spinse anche Verina, che appoggiava la moglie di Nepote, che era sua parente.» (Malco, storico bizantino)

Giulio Nepote, pertanto, rimase in Dalmazia, regnando solo nominalmente sull'Impero d'Occidente, mentre Odoacre governava effettivamente in Italia, coniando monete a nome di Giulio Nepote Augusto.

Dopo la perdita dell’Italia, rimanevano in Occidente due sole enclaves di potere romano: Giulio Nepote in Dalmazia, che rivendico la sua legittima posizione di Augusto d’Occidente fino alla sua morte (480); e Siagro, che rimase al governo dei territori romani nel Nord della Gallia fino al 486-487.

L’omicidio di Giulio Nepote avvenne nel palazzo, che un tempo fu di Diocleziano, in una data non precisa tra aprile e maggio 480 a Salona (Croazia). Nepote fu ucciso da due comites Ovida e Viatore (comes era un grado dell’esercito romano).

Il Cronologo del Cuspiniano afferma che l’imperatore fu ucciso il 9 maggio 480.

Ovida si nominò tiranno ma il suo regno durò un anno.

Nel 481 Odoacre si recò in Dalmazia, uccise Ovida e s’impadronì della regione unendola all’Italia e la fece governare da dei prefetti.

 

Giovanni Cattalinich, Storia della Dalmazia, volume II

Lodovico Antonio Muratori, Annali d’Italia e delle opere varie. Volume II. 1838

Umberto Roberto, unità e divisioni dell’impero (dalla morte di Valentiniano III all’età di Giustino I, 455-527)