Con Ottone I la marca è parte del Ducato di Baviera

La marca di Verona fu istituita nell'888 dal re d'Italia Berengario I, che decise di porre la sua capitale a Verona, relegando a un ruolo subalterno la marca del Friuli. Con Ottone I la marca è parte del Ducato di Baviera

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Argomenti trattati

Gli imperatori del Sacro Romano Impero: Ottone I

La marca di Verona e Aquileia al tempo di Ottone I

   Introduzione

   La marca di Verona e Aquileia con Ottone I

   Enrico I di Baviera, detto Enrico il Leone

   Enrico II di Baviera, detto Enrico il Litigioso

Venezia e il patriarcato di Aquileia ai tempi di Ottone I

Il patriarcato di Aquileia al tempo di Ottone I

 



Introduzione

Il Sacro Romano Impero ebbe una forte influenza nella regione dell’attuale Friuli Venezia Giulia in quanto il legame con i popoli germanici era molto forte.

Gli imperatori del Sacro Romano Impero si sono susseguiti da una epoca all’altra, passando da Carlo Magno fino a Francesco II d'Asburgo-Lorena. Il loro titolo esatto era, in latino, Romanorum Imperator (Imperatore dei Romani), mentre in tedesco era Römischer Kaiser (Imperatore Romano)

Tra l’888 e il 962 ci fu il periodo dell’anarchia feudale. Per un certo periodo il trono d'Italia continuò a essere collegato al titolo di imperatore dei Romani; vale a dire che solo i sovrani che dominarono il Regnum Italiae furono quelli che riuscirono a farsi assegnare anche il titolo imperiale (cosa che però non riuscì a nessuno in seguito alla morte di Berengario I e fino alla discesa di Ottone I). Si ebbero anche contemporaneamente vari monarchi, il cui potere, poco più che nominale, era sempre limitato dai loro feudatari e dai vari pretendenti al trono.

Dopo un lungo periodo di crisi, nel X secolo gradualmente rinacque l’Impero. Nel 919 infatti i feudatari tedeschi elessero il duca di Sassonia Enrico come re di Germania, smisero di combattersi fra loro e concentrarono le loro energie nel tentativo di fermare le scorrerie dei popoli nomadi nei territori orientali del regno. Nel 955 Ottone I, figlio di Enrico, sconfisse gli Ungari nella battaglia di Lechfeld, liberando definitivamente l’Europa dalle loro scorrerie. Grazie al prestigio acquisito in guerra, nel 962 Ottone I fu incoronato imperatore a Roma dal papa. L’Impero era rinato, però aveva un’estensione molto diversa dal precedente: l’autorità dell’imperatore infatti si estendeva solamente al Regno di Germania e a una parte dell’Italia; per questo venne chiamato Sacro romano Impero germanico.

La marca di Verona e Aquileia fu istituita da Berengario I nel 888.

Durante il periodo di Ottone I, la marca di Verona e Aquileia è strettamente legata al Ducato di Baviera.

 

L’epoca di Ottone I di Sassonia. (azzurro) Imperatori dei romani, (blu) Re d’Italia, (giallo) papa in carica, (rosso) margravio di Verona, (arancione) patriarchi di Aquileia. Clicca sull’immagine per ingrandire

 

La marca di Verona e Aquileia con Ottone I

La marca di Verona fu istituita nell'888 dal re d'Italia Berengario I, che decise di porre la sua capitale a Verona, relegando a un ruolo subalterno la marca del Friuli, che in precedenza era stata il principale centro di potere dell'Italia nordorientale. Il territorio della marca si estendeva tra il fiume Adda, il fiume Po e i confini orientali del regno, ricalcando i confini dell'Austria longobarda. Al suo interno comprendeva circoscrizioni minori come la marca del Friuli, la marca di Trento e la marca d'Istria. 

L ’invasione magiara ebbe profonde conseguenze nell’ordinamento dell’ Italia, giacché Ottone I, dopo aver ripetutamente combattuto contro gli Ungari, per impedire a loro di solcare nuovamente i confini italiani occupò la Marca Veronese e quella di Aquileia.

Ci fu così uno smembramento dell’Italia, sanzionato da Ottone I appena discese la prima volta nella Penisola. L ’Istria, il Friuli e la regione di Verona, già riunite in una Marca (detta veronese e aquileiese), furono poste alla dipendenza del duca della Baviera e annesse alla Germania. La decisione venne presa nella Dieta di Augusta nell’agosto 952.

La dieta di Augusta. Questa dieta si tenne su una striscia di terra tra due fiumi, il Lech e Schmutter (dove ci fu la Battaglia di Lechfeld nel 955), nei pressi di Augusta, guidata da Ottone I di Sassonia, detto il Grande. Lo scopo era di controllare le rotte commerciali che collegavano la Germania e l' Italia.

Alla Dieta di Augusta (952) Ottone I re di Germania ridistribuì i feudi:

  • Il regno d’Italia fu assegnato in feudo a Berengario II re d’Italia.
  • La marca del Friuli, insieme a quella di Verona (fino all’Adda), con gli importanti passi alpini, fu aggregata al ducato di Baviera.
  • Il ducato di Carinzia fu assegnato al fratello Enrico I (di Sassonia) duca di Baviera, che riceve anche la Carantania, elevata a ducato, e l’Istria.

Proprio l’esame della documentazione veronese conferma come le decisioni assunte in quel contesto portarono alla modifica dei precedenti assetti favorendo un controllo ancor più diretto della marca veronese da parte della grande aristocrazia imperiale.

La marca veronese e aquileiese da questo momento viene governata da una figura di altissimo livello della familia imperiale, il duca di Baviera Enrico, potenziale e temuto concorrente del fratello Ottone I. Con questa azione, Ottone I dominava i valichi delle Alpi Giulie e si assicurava l’entrata nella Penisola.

Questo importante passaggio portò ad un indebolimento della figura del conte-marchese del Friuli e limitò allo stesso tempo il disegno di natura regionale che i patriarchi di Aquileia stavano perseguendo.

L’influenza imperiale giunge fino ai margini dell’area lagunare e dei territori di Adria e Rovigo con la nomina di rappresentanti filoimperiali fra il clero di vescovadi minori come quello di Altino e di Cittanova.

Il rapporto tra il potere centrale e l’alto clero veneto e friulano continua a rimanere saldo soprattutto in forza della provenienza prevalentemente tedesca dei vescovi posti al comando delle diocesi venete e friulane. Questo ruolo di fedeltà, e se vogliamo pure di presidio, favorì ulteriormente i piani di riorganizzazione imperiale sul Friuli resi manifesti oltre vent’anni dopo la dieta di Augusta con l’annessione della regione alla Carinzia (976)

Con il passare del tempo, l’impero ampliò la potenza temporale dei Patriarchi d ’Aquileia, rendendo sempre più tenue la dipendenza del Friuli dalla signoria transalpina. Anche il conte d’Istria fece rapidamente autonomo il suo governo.

La Baviera nel 976, con le marche d'Austria, Carinzia e Verona.

Enrico I di Baviera, detto Enrico il Leone

Enrico era il figlio maschio secondogenito del duca di Sassonia e re dei Franchi orientali, Enrico I di Sassonia (876 – 936) e della sua seconda moglie, Matilde di Ringelheim (890 – 968). Enrico era fratello di Ottone I.

Enrico I di Baviera nacque Nordhausen tra il 919 e il 922 e morì il 1º novembre 955.

Enrico aveva sposato, nel 938 circa, Giuditta di Baviera, che era figlia del duca di Baviera, Arnolfo, detto il Cattivo o il Demonio e di Giuditta del Friuli, figlia del conte Eberardo di Sülichgau (discendente dall'Unrochingio, Eberardo del Friuli) e di Gisella di Verona.

Enrico da Giuditta ebbe tre figli:

Gerberga (ca. 940 - † 1001), badessa di Gandersheim;

Edvige († 994), che sposò il duca di Svevia, Burcardo III († 973);

Enrico, detto il Litigioso (951 - † 995), duca di Baviera.

Discendenza di Enrico I di Sassonia. Clicca sull’immagine per ingrandire.

Eberardo di Fraconia, nel 939, si alleò a Gilberto di Lotaringia e organizzò una rivolta contro Ottone I, a cui partecipò anche Enrico, nella speranza di conquistare il trono.

I ribelli vennero sconfitti nelle battaglie di Birten e di Andernach. Eberardo di Franconia morì in quest’ultima battaglia.

Enrico invece, dopo la sconfitta di Birten fu costretto a lasciare la Germania e, dopo la sconfitta di Andernach, a cui non partecipò, si recò alla corte di Luigi IV di Francia, che, nel frattempo aveva appoggiato i ribelli. Poco dopo il fratello Ottone lo perdonò e fece ritorno in Sassonia nel 940.

Enrico, assieme ai Sassoni orientali, complottò per uccidere Ottone I e sostituirlo al trono dei Franchi Orientali. Ottone I scoprì l’intrigo, fece arrestare i congiurati e mettere a morte. Enrico riuscì a fuggire ma venne catturato e solo dopo una lunga penitenza (durata da Pasqua a Natale di quello stesso anno) e con l’intervento della madre Matilde ci fu la riconciliazione.

Nel 947 ad Enrico venne assegnato il ducato di Baviera.

Nel 952, Ottone I decise di annettere la Marca di Verona e Aquileia al ducato di Baviera di conseguenza Enrico I di Baviera venne nominato margravio di Verona.

Tra il 953 ed il 954 venne sconfitto e cacciato da Ratisbona, capitale del suo ducato, dal nipote (il figlio di suo fratello Ottone I), Liudolfo di Svevia  e da Corrado di Lorena (genero di Ottone I).

Il re Ottone I corse in suo aiuto invadendo la Baviera e, nel 955, riportò Enrico nel suo ducato

Poco dopo, in quello stesso anno (955), Enrico morì.

Enrico II di Baviera, detto Enrico il Litigioso

Alla morte di Enrico I, venne nominato margravio di Verona suo figlio Enrico.

Enrico II ereditò il titolo di duca di Baviera alla tenera età di 4 anni. Governò sotto la tutela della madre e solo alla fine degli anni ’60 assunse il governo.

Enrico sposò Gisela di Borgogna, nipote dell'imperatrice Adelaide), nel 972 dalla quale ebbe dei figli:

Enrico (971 - 1024), futuro imperatore del Sacro Romano Impero con il nome di Enrico II;

Bruno († 1029), futuro arcivescovo di Augusta;

Gisella (c.a. 980 - 1055), andata in sposa a Stefano I, re d'Ungheria, canonizzato da papa Gregorio VII nel 1083 come "santo Stefano d'Ungheria", e lei stessa fu dichiarata "beata" nel 1975.

Brigida, suora presso il monastero di San Paolo di Regensburg, badessa di Andlau.

Inoltre Enrico II di Baviera ebbe anche un figlio naturale di nome Arnolfo che arcivescovo di Ravenna dal 1013 al 1019.

Discendenti di Enrico I. Clicca sull’immagine per ingrandire

Enrico II aveva ottimi collegamenti con tutte le famiglie regnanti nel sud dell'impero.

La Baviera, la Svevia e il Regno di Borgogna formarono un serio accentramento del potere politico, a cui l'imperatore Ottone II dovette resistere.

Nel 973 morì l'imperatore Ottone I, ma anche il cognato di Enrico, il duca Burcardo III. Il matrimonio di sua sorella Edvige con lui rimase senza figli e quindi non vi fu alcun legittimo successore per il Ducato di Svevia. In quanto fratello della vedova del duca, Enrico II poté quindi rivendicare il ducato di Svevia, soprattutto perché nello stesso anno nacque il suo figlio maggiore Enrico.

Quando Ottone il Grande morì il 7 maggio 973, il disegno per una sicura successione era stata preparata da tempo. Ottone II era re da dodici anni e imperatore da più di cinque. A differenza di suo padre, non aveva nemmeno un fratello che potesse contestare il suo dominio. La mattina dell'8 maggio, i grandi del regno presenti gli resero omaggio.

 

 

 

Riferimenti

Riferimenti

Cronistoria, Ottone I, la vittoria di Lechfeld e il rallentamento delle invasioni magiare

HistoriaRegni, Adelaide di Borgogna, l’imperatrice santa

Storie parallele, LA DINASTIA DEGLI OTTONI: LE ORIGINI DI UN NUOVO POTERE IMPERIALE

Privilegium Othonis

Francesco di Manzano. Annali del Friuli. Volume 1. 1858

Luigi Zanin, L'EVOLUZIONE DEI POTERI DI TIPO PUBBLICO NELLA MARCA FRIULANA DAL PERIODO CAROLINGIO ALLA NASCITA DELLA SIGNORIA PATRIARCALE, tesi di Dottorato di ricerca in Storia sociale europea dal medioevo all'età contemporanea, Università Ca’ Foscari di Venezia

Attilio Tamaro, Storia di Trieste, volume 1, 1924



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