Analisi del divario tra dati statistici e percezione dei cittadini nella gestione della sicurezza urbana

Intervento delle forze dell'ordine in piazza Garibaldi a Trieste

Intervento delle forze dell'ordine in piazza Garibaldi a Trieste (foto AAcanfora)

Trieste unisce alta qualità della vita e forte insicurezza: gli interventi frequenti e percezione di rischio minano la vivibilità.

Trieste mostra un forte contrasto: alta soddisfazione generale e buoni servizi, ma un crollo nella sicurezza, scesa al 103° posto nazionale. In quartieri come Barriera Vecchia la percezione di rischio cresce, soprattutto di notte, anticipando spesso i dati ufficiali. I frequenti interventi per microconflitti non sempre diventano denunce, creando uno scarto tra statistiche e realtà vissuta. La sensazione di insicurezza incide sul benessere, soprattutto per donne e adulti.

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Indice

Sostenibilità e Sicurezza: il nodo critico di Trieste

Percezione di insicurezza da parte dei cittadini

La percezione del cittadino quanto è reale?

Che tipo di percezione abbiamo a Trieste?

Crimine percepito o crimine reale: cosa pesa di più?

Interventi vs. denunce a Trieste,  una lettura interpretativa

Sostenibilità e Sicurezza: il nodo critico di Trieste

La sostenibilità non riguarda solo l’ambiente: include anche pace, giustizia e istituzioni solide, come definito dall’SDG 16. Senza sicurezza non può esistere sviluppo sostenibile, e allo stesso tempo uno sviluppo fragile mette a rischio la sicurezza stessa.

Secondo la classifica del Sole 24 Ore, Trieste oggi occupa il 17° posto per qualità della vita, sostenuta da cultura, servizi, turismo e innovazione. Tuttavia, questo dato positivo nasconde una criticità crescente: la sicurezza urbana. Nel settore “giustizia e sicurezza” la città scende al 103° posto, perdendo altre quattro posizioni in un solo anno. Il trend è netto: dal 28° posto del 2010 al 103° attuale.

Vivendo in una delle aree più delicate della città, ritengo necessario analizzare con attenzione i dati e comprendere quali fattori abbiano portato a una situazione così complessa e rischiosa. Una criticità che, al di là delle appartenenze politiche, continua a non trovare risposte adeguate né soluzioni efficaci.

Percezione di insicurezza da parte dei cittadini

Un indicatore rilevante per comprendere il benessere urbano è la percezione della sicurezza, ovvero la quota di famiglie che ritiene la zona in cui vive a rischio di criminalità.

Provincia

Abitanti

%famiglie

Posizione nazionale

Trieste

198.629

18

63

Gorizia

33.500

8

9

Udine

98.400

14

38

Pordenone

52.693

13

32

Fonte: BES Istat, 2023 – famiglie che ritengono la propria zona “molto” o “abbastanza” a rischio criminalità.

Lo studio della Commissione Europea Quality of Life in European Cities (2023), condotto in 26 città italiane e 59 europee, analizza anche come i cittadini percepiscono la sicurezza nei contesti urbani. I dati, pubblicati nel 2024, mostrano che la soddisfazione generale per la vita nella propria città è elevata: oltre l’80% nelle città italiane considerate. Il valore più basso si registra a Taranto (47,8%), mentre il più alto a Trento (95,4%). Sei città superano il 90% di soddisfazione: Trento, Trieste, Cagliari, Bergamo, Brescia e Bolzano. Trento guida anche la classifica europea delle 85 città analizzate.

Tuttavia, confrontando questi risultati con i dati aggiornati al 2025 del Sole 24 Ore, emerge un calo significativo del senso di sicurezza percepito a Trieste.

Tra le domande poste ai cittadini figura quella sulla sicurezza nel camminare da soli di notte nella propria città. Il rapporto europeo evidenzia che le città italiane mostrano valori relativamente bassi: si va dal 16,9% di Catania al 63% di Verona. Bari, Parma, Venezia, Genova, Taranto, Milano e Catania registrano percentuali inferiori al 30%. Inoltre, l’indagine conferma una tendenza costante: ci si sente più sicuri a camminare di notte nel proprio quartiere che nel resto della città. A Genova, ad esempio, il 55% degli intervistati si sente sicuro nel proprio quartiere, ma solo il 28,8% nell’intera città.

Alla luce di questi dati, è evidente che la percezione generale di sicurezza è diminuita, e che la sensazione di insicurezza notturna risulta ancora più marcata.

Nel caso di Trieste, la percezione della sicurezza varia molto a seconda della zona considerata. La Barriera Vecchia, ad esempio, risulta relativamente tranquilla durante il giorno, mentre nelle ore notturne emergono criticità significative, con interventi delle forze dell’ordine quasi quotidiani.

La percezione del cittadino quanto è reale?

Una delle domande fondamentali è : la percezione della popolazione anticipa quello che sono i dati pubblicati?

La politica utilizza questa percezione dicendo che è solo una sensazione intensificata dalle discussioni televisive, che i numeri dicono cose diverse. Ma è veramente così?

Nel caso della sicurezza urbana: sì, la percezione spesso anticipa i trend

Gli studi mostrano che la percezione di insicurezza cambia più rapidamente dei dati reali (reati, denunce, statistiche di polizia).

Le persone reagiscono a:

  • ·       episodi mediatici,
  • ·       cambiamenti nello spazio urbano (illuminazione, degrado, chiusura di negozi),
  • ·       presenza o assenza di altre persone in strada,
  • ·       conflitti sociali percepiti.

Questo significa che la percezione può peggiorare anche quando i reati diminuiscono, oppure migliorare prima che i dati mostrino un calo.

È un fenomeno ben documentato in sociologia urbana.

Inoltre non bisogna dimenticare che le statistiche ufficiali vengono raccolte su base annuale, richiedono validazione e vengono pubblicate dopo mesi dalla chiusura dell’anno.

La percezione è invece istantanea

Per questo motivo, la percezione può essere un indicatore anticipatore, soprattutto per:

  • ·       qualità dello spazio pubblico,
  • ·       vivibilità dei quartieri,
  • ·       fiducia nelle istituzioni,
  • ·       presenza di fenomeni emergenti non ancora misurati.

Ovviamente ci sono casi in cui la percezione non anticipa i dati e questo succede quando:

  • ·       Amplificazione mediatica: un singolo episodio molto visibile altera la percezione generale.
  • ·       Bias di disponibilità: ricordiamo più facilmente eventi rari ma impressionanti.
  • ·       Polarizzazione politica: la sicurezza diventa un tema identitario.

Nota. Il bias di disponibilità è un meccanismo mentale che ci porta a valutare la frequenza o la pericolosità di un evento in base alla facilità con cui ci viene in mente. In altre parole, ciò che ricordiamo più facilmente — perché recente, emotivamente forte o molto raccontato dai media — ci sembra automaticamente più comune o più grave, anche quando i dati dicono il contrario.

Che tipo di percezione abbiamo a Trieste?

Trieste, a causa della sua situazione particolare, si trova nella condizione di anticipo dei dati. Anche se per alcuni reati  ha dati oggettivi di criminalità bassi rispetto alla media italiana, negli ultimi anni è cresciuto un discorso pubblico sull’insicurezza, soprattutto in alcune zone della città, legato:

  • ·       alla vivibilità del centro,
  • ·       alla presenza di persone senza dimora,
  • ·       alla chiusura serale di alcune zone,
  • ·       a episodi isolati molto discussi.

Il cittadino valuta e osserva il numero di interventi delle forze dell’ordine che poi, molte volte, non si traduce in una denuncia.

Soprattutto se si tratta di questioni tra migranti è difficile che si traduca in una denuncia ma, spesse volte, “la resa dei conti” sarà fatta il giorno dopo in un contesto al di fuori della legge.

Questo è un esempio perfetto di come la percezione possa cambiare prima dei dati, oppure indipendentemente dai dati.

Importante sottolineare che i dati pubblicati da ISTAT sono relativi all’anno solare 2023. In due anni la situazione può cambiare molto

Crimine percepito o crimine reale: cosa pesa di più?

La letteratura internazionale mostra come la criminalità, sia percepita sia reale, influenzi profondamente il dibattito pubblico e politico, modellando il senso di sicurezza, protezione e benessere delle persone. Questo rende centrale il dilemma tra ciò che i cittadini sentono e ciò che i dati registrano, un nodo che incide direttamente sulle decisioni politiche. Tuttavia, le evidenze disponibili non sono univoche e spesso restituiscono risultati contrastanti.

Il benessere soggettivo è influenzato da molteplici fattori, tra cui il senso di sicurezza, la percezione della criminalità e l’esperienza diretta di vittimizzazione. Numerosi studi mostrano che il pubblico tende a sovrastimare il volume dei reati rispetto alle statistiche ufficiali della polizia. In molti casi questa stima è dovuta semplicemente al fatto criminoso non tradotto in denuncia e quindi non rientra nelle statistiche ufficiali mentre viene percepito dal cittadino.

Alcune politiche incidono sui tassi di criminalità reale senza modificare la percezione dei cittadini, mentre altre influenzano soprattutto la percezione senza produrre effetti immediati sui dati oggettivi.

Secondo una ricerca pubblicata su Social Indicators Research  parametrizza dei dati che sono in qualche modo logici. La percezione della criminalità risulta sempre significativa nel determinare il benessere individuale, mentre la criminalità reale incide in modo rilevante solo tra le persone con redditi elevati. L’effetto della criminalità percepita varia inoltre in base al contesto: è meno negativo per chi vive in aree periferiche e cambia con l’età, aumentando fino ai 74 anni per poi attenuarsi. Esistono differenze anche tra vittime e non vittime, e tra residenti in zone ad alta o bassa criminalità.

In sintesi, la criminalità percepita ha un impatto costante e trasversale, mentre quella reale pesa soprattutto su specifici gruppi socioeconomici. Le donne, in particolare, risultano più sensibili alle proprie percezioni di rischio.

Interventi vs. denunce a Trieste,  una lettura interpretativa

A Trieste il rapporto tra interventi delle forze dell’ordine e denunce registrate rivela una dinamica complessa, tipica delle città in cui il disagio sociale cresce più rapidamente della criminalità formalizzata.

Gli interventi sono numerosi, soprattutto in alcune aree critiche, e riguardano spesso situazioni che non diventano reati: conflitti tra persone, disturbi notturni, degrado urbano, episodi di microcriminalità non denunciata.

Le denunce, invece, rappresentano solo una parte del fenomeno e mostrano un aumento costante negli ultimi anni. Questo squilibrio suggerisce che la domanda di sicurezza dei cittadini è molto più alta di quanto non emerga dalle statistiche ufficiali. La percezione di insicurezza, infatti, cresce più rapidamente dei reati registrati, alimentata da episodi frequenti, visibili e spesso ripetuti nello stesso territorio.

Comprendere questa differenza è fondamentale per leggere correttamente la situazione di Trieste e per progettare politiche di sicurezza realmente efficaci.

 

Indicatore

Cosa misura

Andamento a Trieste

Cosa indica

Interventi delle forze dell’ordine

Chiamate al 112/113, segnalazioni, disturbi, conflitti, degrado, emergenze non criminali

Molto elevati in alcune zone (Barriera Vecchia, stazione, Rive)

Forte disagio sociale, microconflitti, presenza costante delle pattuglie

Denunce registrate

Reati formalizzati nel sistema sistema di indagine

In aumento negli ultimi anni (Trieste 103° per giustizia e sicurezza)

Crescita dei reati denunciati, soprattutto predatori e contro la persona

Rapporto interventi/denunce

Confronto tra domanda di sicurezza e reati formalizzati

Squilibrato: molti più interventi che denunce

Molti episodi non sfociano in reato; bassa propensione a denunciare; gestione quotidiana del disagio

Percezione di insicurezza

Opinione dei cittadini sulla sicurezza urbana

In forte aumento (18% famiglie percepisce rischio criminalità)

La percezione cresce più rapidamente dei dati oggettivi

Tabella comparativa: interventi vs. denunce a Trieste

 


Pubblicato da Roberta Di Monte

Coautrice di 34 pubblicazioni e 5 brevetti su catalisi e nanomateriali. Premio Innovazione 2007. Chimica, PhD in Ingegneria dei materiali. Attualmente gestisce il sito biosost.com


 



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