La temperatura media della superficie del pianeta è aumentata di circa 1,1°C dalla fine del XIX secolo.

 Orso bianco

Orso bianco (fonte RDM-AI10_24)

Il pianeta si è scaldato di 1,1°C dal periodo preindustriale: le emissioni umane alterano clima, oceani e ghiacci, causando cambiamenti senza precedenti.

Il riscaldamento globale è oggi una realtà misurabile: nel periodo 2011-2020 la temperatura della Terra è aumentata di 1,1°C rispetto all'era preindustriale, un cambiamento rapidissimo rispetto ai cicli naturali millenari. Le prove scientifiche, supportate da modelli climatici e osservazioni dirette, confermano l'origine antropica del fenomeno: senza l'apporto delle emissioni di CO2, metano e altri gas serra legati ad attività umane, il riscaldamento attuale non sarebbe spiegabile. Questo squilibrio energetico sta portando gli oceani (che assorbono il 90% del calore in eccesso) all'acidificazione e i ghiacci a un ritiro senza precedenti.

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NEWS Il 2025 tra gli anni più caldi mai registrati

Le analisi del programma europeo Copernicus confermano che il 2025 è stato il terzo anno più caldo di sempre, con una temperatura media globale di 14,97°C. Gli esperti avvertono che, senza una drastica riduzione delle emissioni, il superamento stabile della soglia di 1,5°C è imminente.

Anche altre fonti indipendenti indicano che il 2025 si colloca tra il secondo e il terzo anno più caldo mai registrato, confermando una tendenza ormai consolidata. (fonte)



Argomenti trattati

   Il riscaldamento globale: un quadro aggiornato tra evidenze scientifiche e trasformazioni del pianeta

   Cambiamenti climatici futuri, rischi e risposte a lungo termine

   La corretta interpretazione di temperatura globale

  FAQ



Il riscaldamento globale: un quadro aggiornato tra evidenze scientifiche e trasformazioni del pianeta

Il riscaldamento globale non è più una previsione, ma una realtà misurabile che sta trasformando il sistema climatico con una rapidità senza precedenti nella storia recente della Terra.   Le osservazioni raccolte negli ultimi decenni mostrano un pianeta che si scalda, oceani che cambiano composizione e dinamiche, ghiacci che arretrano e un’atmosfera sempre più ricca di gas serra di origine antropica. L’insieme di questi segnali compone un quadro coerente, solido e scientificamente inequivocabile.

🌡️ Un pianeta più caldo di 1,1°C

Nel periodo 2011–2020, la temperatura superficiale globale è stata di circa 1,1°C superiore alla media del periodo 1850–1900 , considerato il riferimento preindustriale. Questo aumento, apparentemente modesto, rappresenta in realtà un cambiamento enorme per un sistema climatico che, per millenni, ha oscillato lentamente attorno a valori relativamente stabili. Le ricostruzioni paleoclimatiche mostrano che solo due periodi degli ultimi 100.000 anni hanno raggiunto livelli paragonabili, ma sempre in risposta a variazioni orbitali lente e naturali, distribuite su migliaia di anni. L’attuale riscaldamento, invece, è rapido e concentrato in poco più di un secolo.

🔥 Emissioni in crescita e concentrazioni record

Le emissioni globali di gas serra continuano a crescere, trainate soprattutto da:

  • ·       CO₂ da combustibili fossili e processi industriali, la componente dominante.
  • ·       CO₂ da deforestazione e cambiamenti d’uso del suolo (LULUCF).
  • ·       Metano (CH₄), legato a energia, agricoltura e rifiuti.
  • ·       Protossido di azoto (N₂O), principalmente da fertilizzanti agricoli.
  • ·       Gas fluorurati, piccoli in quantità ma potentissimi come effetto serra.

Queste emissioni hanno portato le concentrazioni atmosferiche di CO₂, CH₄ e N₂O ai livelli più alti degli ultimi centinaia di migliaia di anni. Anche l’ozono troposferico, un gas serra di breve durata, mostra una tendenza al rialzo.

🌍 Le prove dell’origine antropica

Le simulazioni dei modelli climatici confermano che il riscaldamento osservato non può essere spiegato dai soli fattori naturali. Quando i modelli includono attività solare e vulcanica, ma non le emissioni umane, la curva delle temperature rimane piatta. Solo aggiungendo i fattori antropici si ottiene un andamento coerente con le osservazioni degli ultimi 170 anni. È una delle prove più solide dell’origine umana del riscaldamento globale.

🧊 Ghiacci in ritirata e oceani sotto pressione

Il riscaldamento non è distribuito in modo uniforme. Le regioni artiche si scaldano più velocemente della media globale, accelerando:

  • ·       la perdita di ghiaccio dalla Groenlandia e dall’Antartide,
  • ·       la riduzione del ghiaccio marino artico,
  • ·       l’innalzamento del livello del mare.

Gli oceani assorbono oltre il 90% del calore in eccesso e circa un quarto della CO₂ emessa. Questo provoca:

  • ·       riscaldamento delle acque superficiali e profonde,
  • ·       acidificazione, con impatti su coralli e organismi calcificanti,
  • ·       riduzione dell’ossigeno disciolto.

Sono cambiamenti che alterano la produttività marina, la biodiversità e la stabilità degli ecosistemi costieri.

📈 Verso 1,5°C: cosa ci aspetta

Secondo le proiezioni più recenti, il mondo è destinato a raggiungere 1,5°C di riscaldamento nel breve termine in quasi tutti gli scenari analizzati. Ogni decimo di grado aggiuntivo aumenta la probabilità di:

  • ·       ondate di calore più intense e frequenti,
  • ·       precipitazioni estreme,
  • ·       siccità prolungate,
  • ·       incendi favoriti da condizioni più calde e secche,
  • ·       impatti su salute, agricoltura e infrastrutture.

Tuttavia, la scienza mostra anche che riduzioni profonde, rapide e sostenute delle emissioni possono rallentare il riscaldamento entro pochi decenni e modificare la composizione atmosferica già nel giro di pochi anni.

🔎 Un sistema in trasformazione

Il cambiamento climatico non è un fenomeno isolato, ma un processo complesso che coinvolge atmosfera, oceani, ghiacci ed ecosistemi. Le evidenze raccolte da osservazioni dirette, archivi naturali e modelli climatici convergono verso la stessa conclusione: il riscaldamento globale è reale, rapido e causato dalle attività umane. Comprenderne la dinamica è essenziale per affrontare le sfide future e per costruire strategie efficaci di mitigazione e adattamento.


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Cambiamenti climatici futuri, rischi e risposte a lungo termine

Le politiche e le leggi che affrontano la mitigazione si sono stabilmente ampliate. Le emissioni globali di gas serra nel 2030 derivanti dai contributi determinati a livello nazionale annunciati entro ottobre 2021 rendono probabile che il riscaldamento supererà il limite di 1,5°C durante il 21° secolo e renderanno più difficile limitare il riscaldamento al di sotto dei 2°C.

Alcuni cambiamenti futuri sono inevitabili e/o irreversibili, ma possono essere limitati da una profonda, rapida e sostenuta riduzione delle emissioni di gas serra a livello globale. 

Le opzioni di adattamento che sono fattibili ed efficaci oggi diventeranno limitate e meno efficaci con l’aumento del riscaldamento globale. Con l’aumento del riscaldamento globale, le perdite e i danni aumenteranno e sempre più sistemi umani e naturali raggiungeranno il limite di adattamento

Tutti i percorsi globali simulati che limitano il riscaldamento a 1,5°C (>50%) con un overshoot nullo o limitato, e quelli che limitano il riscaldamento a 2°C (>67%), implicano riduzioni delle emissioni di gas serra rapide e profonde e, nella maggior parte dei casi immediate, in tutti i settori in questo decennio.

Il cambiamento climatico è una minaccia per il benessere umano e la salute del pianeta  e si sta rapidamente chiudendo una finestra di opportunità per garantire un futuro vivibile e sostenibile per tutti. Lo sviluppo resiliente ai cambiamenti climatici integra l’adattamento e la mitigazione per promuovere lo sviluppo sostenibile per tutti ed è reso possibile da una maggiore cooperazione internazionale, compreso un migliore accesso a risorse finanziarie adeguate, in particolare per le regioni, i settori e i gruppi vulnerabili, e una governance inclusiva e politiche coordinate. Le scelte e le azioni messe in atto in questo decennio avranno impatti ora e per migliaia di anni

Una mitigazione profonda, rapida e sostenuta e un’attuazione accelerata delle azioni di adattamento in questo decennio ridurrebbero le perdite e i danni previsti per gli esseri umani e gli ecosistemi  e porterebbero molti benefici collaterali, in particolare per la qualità dell’aria e la salute.

Le analisi della temperatura della NASA comprendono misurazioni della temperatura della superficie da 6.300 stazioni meteorologiche, da osservazioni con boe e con navi e dalle stazioni di ricerca dell'Antartico.

La corretta interpretazione di temperatura globale

Esiste l’energia totale, ovvero il calore, che possiede l’intera atmosfera, mentre NON ESISTE alcuna temperatura globale, essendo la temperatura una grandezza intensiva e locale. Le stazioni terrestri sono poche, mal distribuite e tutte diverse l’una dall’altra.

Il metodo elaborato dal GISS della NASA interpola le misure terrestri e quelle delle boe marine per ottenere una temperatura globale, spesso presa come “prova” del global warming. Questo metodo non è esente da critiche proprio per la notevole approssimazione indotta dalla scarsità di misure in molti luoghi.

Qualcosa di più attendibile, in quanto vicino ad una “misura continua”, viene dalle misure satellitari coi metodi RSS e UAH che si basano sulla correlazione della temperatura con la radianza dell’ossigeno. Peccato che questa misura ha una precisione di qualche decimo di grado e che i due metodi diano sempre risultati che si discostano tra loro in misura variabile, anche a seconda della latitudine, ma comunque sempre dell’ordine di qualche decimo di grado. Dunque si stima un aumento “globale” di 0.6°C attraverso misure che hanno una precisione dello stesso ordine di grandezza.

Le temperature con cui abbiamo a che fare ogni giorno su scala locale fluttuano di continuo e sensibilmente a causa di eventi prevedibili, come il passaggio delle stagioni e l’escursione termica tra il giorno e la notte, e di altri più complessi da prevedere come le variazioni del meteo. La temperatura globale, invece, dipende sostanzialmente da quanto calore riceve il nostro pianeta dal Sole e da quanto è in grado di respingerne una parte nello spazio. E questa capacità dipende dalla presenza di particolari composti chimici nell’atmosfera, a partire dai gas responsabili dell’effetto serra, che (semplificando) non consentono al calore di fuoriuscire dagli strati atmosferici più bassi

Il cambiamento di un grado su scala globale è quindi molto significativo perché sono necessarie enormi quantità di calore per riscaldare tutti gli oceani, l’atmosfera e il suolo per arrivare a un simile aumento.

Fu sufficiente la riduzione di uno/due gradi della temperatura globale per far partire la cosiddetta “Piccola era glaciale” tra il XIV e il XIX secolo. Una riduzione di cinque gradi fu sufficiente per seppellire sotto uno spesso strato di ghiaccio il Nord America 20mila anni fa.

FAQ su “Il termometro del pianeta: l’aumento della temperatura globale”

Che cos’è il riscaldamento globale?

Definizione: aumento della temperatura media della Terra dovuto all’accumulo di gas serra in atmosfera, che altera il bilancio energetico del pianeta.

Quali sono le prove osservate?

Evidenze: aumento delle temperature superficiali, scioglimento dei ghiacci, innalzamento del livello del mare, riscaldamento e acidificazione degli oceani, aumento delle concentrazioni di CO₂, CH₄ e N₂O.

Perché si parla di 1,1°C?

Significato: la temperatura media globale 2011–2020 è stata ~1,1°C sopra il periodo preindustriale (1850–1900); anche piccoli incrementi hanno grandi effetti sul sistema climatico.

 

 IPCC, 2021: Climate Change 2021: The Physical Science Basis. Contribution of Working Group I to the Sixth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change

State of the climate in 2020, Special Supplement to the Bulletin of the American Meteorological Society, Vol. 102, No. 8, August 2021

IPCC, Climate change 2023



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