Impatti del riscaldamento su agricoltura, turismo e territorio montano-costiero

Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità

Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità (credit DMN-AI10_25- CC BY 4.0)

Il FVG, hot spot climatico, affrontare neve in calo, mare in crescita, stress idrico e alluvioni con azioni sostenibili.

Il Friuli Venezia Giulia, "hot spot" climatico, subisce impatti crescenti: meno neve, mare in crescita, stress idrico e precipitazioni irregolari minacciano turismo, agricoltura ed ecosistemi. La Regione risponde con investimenti in infrastrutture idriche e gestione forestale sostenibile, cruciali per affrontare le trasformazioni ambientali e socio-economiche future e proteggere territorio ed economia locale.

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News. Pubblicazione di “Segnali dal clima in FVG 2025” e aggiornamenti ARPA

ARPA FVG ha pubblicato il report Segnali dal clima in FVG (2025), che fornisce indicatori regionali, catene di impatto e una roadmap verso la Strategia e il Piano Clima FVG; il documento è riferimento tecnico per le scelte di adattamento (fonte)

 

Crisi Climatica: Azione Immediata Necessaria

Nel 2018, l'IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) aveva già sottolineato la difficoltà nel limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. Cinque anni dopo, la situazione è peggiorata a causa delle crescenti emissioni di gas serra . Le azioni intraprese finora e i piani attuali non sono sufficienti per gestire l'emergenza climatica.

Dati e Impatti del Riscaldamento

La temperatura globale superficiale nel 2024 ha toccato circa 15.1°C. Questo valore è risultato essere

Questa tendenza causa eventi meteorologici estremi più frequenti e violenti. Tali fenomeni stanno provocando impatti sempre più pericolosi sulla natura e sulle persone in ogni parte del mondo. Ogni frazione di grado in più amplifica rapidamente questi fenomeni. Si registrano ondate di calore più intense, piogge più violente e altri estremi che aumentano i rischi per la salute e gli ecosistemi.

Conseguenze per l'Umanità

L'aumento del riscaldamento minaccia anche la nostra sicurezza. Si prevede un incremento dell'insicurezza alimentare e idrica legata al clima. Quando questi pericoli si uniscono ad altri problemi come pandemie o guerre, diventano molto più difficili da gestire per le nostre società. È urgente intensificare gli sforzi per la decarbonizzazione e l'adattamento per proteggere il futuro del nostro pianeta.

variazione della temperatura superficiale globale rispetto alla media di base per il periodo di 30 anni dal 1951 al 1980

Il grafico sopra mostra la variazione della temperatura superficiale globale rispetto alla media di base per il periodo di 30 anni dal 1951 al 1980. La temperatura media superficiale della Terra nel 2024 è stata la più calda mai registrata dall'inizio delle rilevazioni nel 1880 (fonte: NASA/GISS ). I dati sono raccolti principalmente da fonti sulla superficie terrestre, tra cui stazioni meteorologiche, navi e boe oceaniche. L'analisi della NASA corrisponde generalmente ad analisi indipendenti preparate dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e da altri gruppi di ricerca internazionali. (credit NASA – pubblico dominio

Il Friuli Venezia Giulia e la sfida del cambiamento climatico

Il Friuli Venezia Giulia, regione di confine tra Alpi e Adriatico, è oggi uno dei territori italiani più esposti agli effetti del cambiamento climatico. La sua posizione geografica, al crocevia tra Mediterraneo e arco alpino, la rende un osservatorio privilegiato per comprendere come la crisi climatica stia trasformando paesaggi, economie e comunità locali.

Un clima che cambia

Secondo i dati raccolti da ARPA FVG, negli ultimi cinquant’anni la temperatura media regionale è aumentata di circa +2 °C, un valore superiore alla media globale. Come sottolinea il rapporto Segnali dal clima in Friuli Venezia Giulia :

Il riscaldamento osservato nella regione è coerente con le tendenze europee, ma con intensità maggiore rispetto alla media nazionale.”

Le precipitazioni risultano sempre più irregolari: lunghi periodi di siccità si alternano a piogge torrenziali che provocano alluvioni e frane, soprattutto nelle aree montane. I ghiacciai del Tarvisiano sono in forte regressione, mentre le lagune di Marano e Grado sono minacciate dall’innalzamento del livello del mare.

Dall’analisi delle serie climatiche emerge, come tendenza più evidente, l’aumento della temperatura. Ad esempio a Udine, in pianura, rispetto a un valore medio di 12.8 °C, che era la norma nel trentennio 1961-1990, negli ultimi anni si sono raggiunti valori decisamente superiori, con il picco di 14.8 °C del 2024. (ARPA FVG, 2025).

Andamento secolare della temperatura media annuale a Udine

Andamento secolare della temperatura media annuale a Udine. (credit ARPA FVG 2025 - CC BY 4.0)

Anche sulla costa, nelle valli e sui monti si riscontrano i medesimi trend positivi con incrementi medi annui che, negli ultimi 30 anni (1995-2024), variano da 0.040 °C/anno delle località di fondovalle a 0.068 °C/anno per le vette

Queste analisi condotte su dati raccolti localmente confermano quanto evidenziato dalla letteratura scientifica internazionale: il bacino del Mediterraneo e le Alpi sono “Hot spot” del riscaldamento climatico cioè zone dove l’aumento della temperatura risulta più accentuato rispetto alla media mondiale

A breve termine, nel caso di un abbassamento importante delle emissioni,  si prevede mediamente che l’aumento della temperatura rimarrà sostanzialmente costante

Nel caso in cui l’intervento sulle emissioni sarà limitato oppure si avrà un ulteriore aumento delle emissioni, di un futuro vicino si assisterà a un incremento medio pari a +1,8 °C e 2.0°C nel medio periodo rispettivamente. Nel lungo periodo (2071-2100) saranno rispettivamente  3.6 °C e 3.9 °C

Andamento per Udine della temperatura media annuale dal 1976 al 2100

Andamento per Udine della temperatura media annuale dal 1976 al 2100 (con relativa incertezza). Dati: Piattaforma Clima Nord-Est (CliNE). (credit ARPA FVG 2025 - CC BY 4.0)

Oltre al fatto che le temperature medie estive stanno aumentando più che nelle altre stagioni, si osserva che stanno aumentando anche il numero delle giornate in cui la temperatura massima supera la soglia dei 30 °C: sulla pianura il numero delle giornate calde è passato da poco più di 30 degli anni ‘90 ai 60 nell’ultimo quinquennio. Risulta simile anche l’aumento delle notti tropicali in cui la temperatura minima supera i 20 °C. Similmente diminuiscono i giorni di gelo a tutte le altitudini.

Anche la temperatura media del mare – misurata a Trieste a 2 metri di profondità - è risultata più alta di 1.9 °C rispetto alla norma (1995-2023).

Il consistente aumento delle temperature porterà come conseguenza anche l’aumento delle precipitazioni soprattutto in inverno fino al 20-30% entro la fine del secolo.

Impatto dell’aumento della temperatura media di un territorio

Un aumento della temperatura media oltre i +2 °C in Friuli Venezia Giulia non è un’ipotesi astratta: gli scenari climatici regionali mostrano che potrebbe accadere entro la fine del secolo, con conseguenze profonde su ambiente, economia e società.

Ambiente e territorio

  • ·       Idrogeologia: precipitazioni più intense e concentrate aumentano il rischio di alluvioni e frane, soprattutto nelle valli alpine e prealpine.
  • ·       Neve e ghiaccio: riduzione drastica della copertura nevosa e scomparsa dei piccoli ghiacciai del Tarvisiano, con effetti sulla disponibilità idrica estiva.
  • ·       Mare e coste: innalzamento del livello del mare e ingressione salina nelle lagune di Marano e Grado, con perdita di habitat e rischio per le coltivazioni costiere.

Agricoltura e biodiversità

  • ·       Viticoltura: maturazione anticipata delle uve, alterazione del profilo aromatico dei vini bianchi friulani, maggiore stress idrico.
  • ·       Colture tradizionali: mais e soia diventano meno sostenibili senza irrigazione intensiva; si diffondono nuove fitopatie legate al caldo.
  • ·       Ecosistemi: spostamento verso l’alto delle specie alpine, perdita di biodiversità nelle zone umide costiere.

Società ed economia

  • ·       Turismo: crisi delle località sciistiche per mancanza di neve naturale; crescita del turismo estivo, ma con pressione sugli ecosistemi costieri.
  • ·       Energia: calano i consumi per riscaldamento invernale, ma aumentano quelli per raffrescamento estivo, con picchi di domanda elettrica.
  • ·       Salute pubblica: ondate di calore più frequenti e intense, con rischi per anziani e persone fragili.

Un tema emergente è poi quello dell’isola di calore urbana, che sarà affrontato tramite la cooperazione transfrontaliera con il progetto Interreg Italia-Slovenija HeatIslad Adapt, avviato nel 2025.

 

Scenari climatici per il Friuli Venezia Giulia

Scenari climatici possibili per il Friuli Venezia Giulia

Scenari climatici possibili per il Friuli Venezia Giulia (credit DMN- CC BY 4.0)

Le risposte della regione Friuli Venezia Giulia

Progetto Interreg Italia-Slovenija HeatIslad Adapt, avviato nel 2025 

Il progetto HeatIslands Adapt affronta la sfida rappresentata dalle isole di calore urbane (Urban Heat Islands, UHI) e dallo stress termico, conseguenze dirette dei cambiamenti climatici. Questi fenomeni si manifestano in modo particolarmente accentuato nelle aree urbane, come Gorizia e Nova Gorica, dove l’urbanizzazione, la carenza di vegetazione e gli edifici a bassa efficienza energetica contribuiscono a temperature estreme. Il progetto mira a ridurre l’impatto delle isole di calore urbane, migliorare la resilienza delle città agli eventi climatici estremi e incrementare la qualità della vita dei cittadini, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili come anziani, bambini e persone con malattie croniche. 

I risultati attesi del progetto includono: l’istituzione di un sistema per la previsione delle ondate di calore basato sul coordinamento dei dati meteorologici e climatici e l’aggiornamento dei sistemi GIS con l’identificazione delle aree vulnerabili, che consentirà una pianificazione mirata delle misure di adattamento, riducendo così l’impatto delle isole di calore e migliorando la resilienza delle città. Il progetto favorirà anche lo scambio di conoscenze e buone pratiche tra le sei organizzazioni partner e l’aggiornamento della pianificazione strategica comunale attraverso l’integrazione di misure di adattamento sostenibili.

Tra i partner è assente il comune a più alta densità abitativa: Trieste

Progetto delle reti irrigue moderne in Friuli Venezia Giulia, con un investimento complessivo di circa 180 milioni di euro, rappresenta uno dei più grandi piani infrastrutturali recenti per l’agricoltura regionale.

Ridurre gli sprechi d’acqua: oggi una parte significativa dell’acqua si perde lungo le vecchie condotte. L’ammodernamento punta a un risparmio stimato fino al 30%.

Sostituire le condotte obsolete: molte infrastrutture risalgono a decenni fa e includono ancora tubazioni in cemento-amianto, che verranno sostituite con materiali moderni e sicuri.

 Efficienza e sostenibilità: introdurre sistemi di distribuzione “intelligenti” che regolano i flussi in base al fabbisogno reale delle colture.

 Tutela delle colture strategiche: mais, soia e soprattutto la viticoltura, che soffre sempre più di stress idrico a causa del cambiamento climatico.

Sono previsti 34 interventi distribuiti sul territorio regionale, coordinati dal Consorzio di Bonifica Pianura Friulana.

Impatto previsto:

  • ·       Maggiore resilienza dell’agricoltura regionale ai periodi di siccità.
  • ·       Riduzione dei costi per gli agricoltori legati a sprechi e inefficienze.
  • ·       Miglioramento della qualità delle produzioni agricole, in particolare vitivinicole.
  • ·       Contributo agli obiettivi di sostenibilità e adattamento climatico del FVG.

Tutela forestale e lotta agli incendi

Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni italiane più attive nella gestione forestale sostenibile e nella prevenzione di incendi e frane, proprio perché il suo territorio montano e collinare è molto esposto a questi rischi.

Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni italiane con la più alta copertura forestale: circa il 43% del territorio è ricoperto da boschi, che si articolano in oltre 20 tipologie forestali e più di 100 varianti vegetazionali. Questa straordinaria biodiversità arborea non rappresenta solo un patrimonio ecologico, ma svolge anche una funzione strategica nella tutela del territorio.

Le foreste montane, in particolare, agiscono come barriere naturali contro i fenomeni di dissesto idrogeologico. Le radici degli alberi consolidano i versanti, riducono l’erosione superficiale e rallentano il deflusso delle acque meteoriche, contribuendo a mitigare il rischio di frane, smottamenti e colate detritiche. In un contesto orografico complesso come quello alpino e prealpino regionale, questa funzione ecosistemica è cruciale.

Per questo motivo, gran parte delle aree montane del Friuli Venezia Giulia è soggetta a vincolo idrogeologico, un regime normativo che impone tutele specifiche all’uso del suolo e alla gestione forestale. Introdotto per la prima volta con il Regio Decreto n. 3267 del 1923 e successivamente aggiornato, il vincolo idrogeologico ha l’obiettivo di preservare la stabilità dei versanti e prevenire l’alterazione degli equilibri idrogeomorfologici.

In pratica, ogni intervento che possa modificare la copertura vegetale, alterare il regime delle acque o compromettere la stabilità del terreno (come disboscamenti, movimenti di terra, nuove infrastrutture) è soggetto a valutazione tecnica e autorizzazione da parte delle autorità competenti.

In un’epoca di cambiamenti climatici e aumento degli eventi estremi, il vincolo idrogeologico rappresenta una difesa attiva e lungimirante del territorio.

Per quanto riguarda la prevenzione incendi, nel 2024 la Regione ha stanziato 900.000 euro per rafforzare la prevenzione degli incendi boschivi.

OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale

L’OGS si dedica all’analisi integrata di oceani, atmosfera, geosistemi e dinamiche climatiche, adottando un approccio interdisciplinare che combina geofisica, oceanografia, climatologia e modellistica ambientale. L’obiettivo è comprendere i processi che regolano il sistema Terra e supportare politiche di adattamento e mitigazione.

UNITS - Università di Trieste

Con il Progetto “Let’s Change! Il clima sta cambiando”, organizza una serie di eventi, laboratori e incontri aperti al pubblico per discutere di mobilità sostenibile, transizione energetica, resilienza urbana e adattamento climatico

 

HeatIslands Adapt

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NOAA Global Monitoring Laboratory



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