In pochi anni il Friuli vede il susseguirsi di molti duchi. Da Rodoaldo a Ansfrit, da Adone a Ferdufo.

In pochi anni il Ducato del Friuli vede numerosi reggenti. Da Rodoaldo a Ansfrit, da Adone a Ferdufo.

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Il duca Landari succede a Vectari. Quindi viene nominato Rodoaldo.

Durante il regno di Cuniperto, intorno al 695, Rodoaldo subì l'usurpazione da parte di Ansfrido, che agì senza il consenso del re il quale, tuttavia, parve in un primo momento tollerare l'avvicendamento di Cividale.  Rodoaldo fuggì in Istria, raggiunse via mare Ravenna e, da lì, si recò a Pavia presso la corte di Cuniperto. 

Il breve ducato di Ansfrit

Ansfrido, o Ansfrit (... – post 698), è stato duca del Friuli dal 695 circa al 698.

Insediato nel castello di Ragogna, intorno al 695 si impadronì del ducato del Friuli spodestando Rodoaldo, in quel momento non presente a Cividale.  Da lì a poco, però, Ansfrido mosse il suo esercito dal Friuli per impadronirsi anche del trono di Cuniperto (698). Catturato a Verona, fu condotto al cospetto del re che gli inflisse la pena dell'accecamento e lo esiliò.

La reggenza del ducato del Friuli viene affidata a Adone

Dopo la definitiva deposizione di Ansfrido, che si era ribellato anche al re, Cuniperto affidò il ducato al fratello di Rodoaldo, Adone (Ado).

Appare verisimile che con questa decisione Cuniperto volle punire Rodoaldo per il suo mancato appoggio alla battaglia di Coronate d'Adda contro Alahis.

A capo del ducato fu posto allora, da re Cuniperto, Adone col titolo di conservator loci (luogotenente), per una temporanea reggenza del ducato stesso, poichè evidentemente Rodoaldo non aveva rinunciato al titolo di duca, nè era stato destituito dalla carica dal re.

Rodoaldo, per motivi che restano sconosciuti, neanche successivamente riuscì a tornare in Friuli, cosicché Adone mantenne il governo ancora mentre perdurava la lotta che oppose i re Raginperto e suo figlio Ariperto II al figlio di Cuniperto, l'ancora minorenne Liutperto, e al suo mentore Ansprando. 

Adone governò per un anno e sette mesi (fino al 700 circa). Dopo la sua morte, gli successe Ferdulfo.

Non si sa quale fu il motivo che portò il re a non insediare nuovamente Rodoaldo; probabilmente lo fece per controllare maggiormente l'irrequieto ducato di confine.  


Il ducato di Ferdulfo

Ferdulfo (... – 706) è stato un duca del Friuli all'inizio dell'VIII secolo. Originario della Liguria, assunse il ducato dopo la morte del reggente Adone

Sul governo di Ferdulfo non si sa quasi nulla e sconosciuta è anche la sua famiglia. Paolo Diacono traccia un ritratto estremamente negativo della sua personalità: lo caratterizza come "viscido e superbo". Inoltre, secondo il racconto di Paolo, il suo comportamento avrebbe condotto il ducato alla catastrofe.

Per potersi fregiare di una vittoria sugli Slavi, Ferdulfo avrebbe indotto con il denaro i suoi vicini ad invadere il Friuli. Gli Slavi posero il loro campo fortificato in cima ad un erto colle di difficile accesso ed iniziarono a razziare il bestiame. In questa situazione Argait, uno "sculdahis" (funzionario) longobardo che il duca aveva ingiustamente offeso, esortò il duca ad attaccare gli Slavi nella loro roccaforte: così si sarebbe potuto scoprire chi dei due fosse veramente un vigliacco. Il duca raccolse la sfida e condusse la sua armata alla rovina, poiché dall'alto del colle gli Slavi poterono annientare facilmente gli aggressori longobardi facendo rotolare grosse pietre e usando altri simili mezzi. Paolo afferma che in questa battaglia, in cui anche Ferdulfo perse la vita, cadde l'intera nobiltà del Friuli.

«Lì morì tutta la nobiltà friulana; lì cadde il duca Ferdulfo; lì fu ucciso anche colui che lo aveva provocato. E lì tanti uomini forti furono vinti per la maledizione della discordia e per l'imprevidenza, quanti avrebbero potuto, con una volontà concorde e un piano assennato, abbattere molte migliaia di nemici» (Paolo Diacono, Historia Langobardorum, VI, 24)

«In quell’occasione, tuttavia, uno dei Longobardi, di nome Munichi, che fu in seguito padre dei duchi Pietro di Cividale e Orso di Ceneda, lui solo si comportò con valore e da uomo. Quando fu rovesciato da cavallo, mentre uno degli Slavi gli era saltato addosso e gli aveva legato le mani con una corda, usò le due mani legate per strappare la lancia dalla destra dello Slavo, e lo ferì, e, benché legato, si salvò precipitandosi fra gli scoscendimenti. Abbiamo voluto raccontare tale vicenda nella nostra storia, proprio perché non capiti ad altri un simile disastro a causa di un puntiglio» (Paolo Diacono, Historia Langobardorum, VI, 24)

Il nucleo storico di questa leggenda consiste probabilmente in una pesante sconfitta subita dall'armata ducale contro gli Slavi, una disfatta che costò la vita a molti guerrieri longobardi e al loro duca e che verosimilmente fu causata da un grave errore tattico di Ferdulfo.

Secondo il Muratori, questo fatto lo pone intorno al 706.

Morto il duca Ferdulfo, divenne duca Corvolo. Resse il ducato per poco tempo: venne infatti condannato all'accecamento per aver offeso re Ariperto II. Destituito e sostituito dal fedele Pemmone, "visse poi nella vergogna", scrive Paolo Diacono.

 

 

Francesco di Manzano. Annali del Friuli. Volume 1. 1858

Treccani, Ferdulfo

 Mario Brozzi, I duchi longobardi del Friuli, Memorie storiche forogiuliesi, 1972, vol 52, 11-32

Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, Edizioni Studio Tesi, 1990