Da homines novi a feudatari del Patriarcato di Aquileia: il potere tra Udine, Osoppo e la Serenissima

Dal XIII–XIV sec. i Savorgnan divennero potenza friulana (RDM-AI09_26)
Dal XIII–XIV sec. i Savorgnan, nati dai Colmalisio, divennero potenza friulana: rami Scaglione e Bandiera, castelli chiave e ruolo politico fino a Venezia
A partire dal XIII e XIV secolo, la famiglia Savorgnan si è affermata come una delle forze politiche e militari più influenti del Friuli e del Patriarcato di Aquileia. Con capostipite Federico di Colmalisio, la casata si divise nei celebri rami dello "Scaglione" (il cui stemma divenne il simbolo di Udine) e della "Bandiera". Tra imprese belliche in Cadore, il controllo di roccaforti strategiche come Osoppo e la successiva integrazione nel patriziato della Repubblica di Venezia, i Savorgnan hanno segnato in modo indissolubile la storia, la geopolitica e l'araldica del Friuli Venezia Giulia.
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Indice Federico Savorgnan, condottiero e uomo d'armi del Trecento Il dibattito storico sulla datazione: 1328 o 1347? |
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A partire dal XIV secolo, la famiglia dei Savorgnan divenne una delle forze politiche e militari più influenti nel Patriarcato di Aquileia. Prima del 1300, la storia della famiglia non è molto chiara. Essa risulta infatti legata anche a racconti di fantasia.
L’ascesa dei Savorgnan si inseriva in un contesto preciso. Gli imperatori Enrico IV, Enrico VI e Ottone IV avevano dato ai patriarchi il potere politico su quasi tutto il Friuli. I patriarchi erano principi della Chiesa con pieni diritti regali.
Tuttavia, l'autorità patriarcale, non potendo esercitare direttamente la forza bellica, aveva la necessità di affidare la difesa dei propri diritti alla forza materiale della nobiltà e dei ministeriali, concedendo loro numerosi feudi in cambio di protezione e servizio militare
In questo scenario emerse la figura di Federico di Colmalisio, ricordato nel XIII secolo e indicato a volte come figlio di un Odoricus de Colmalisio. Federico veniva dal piccolo feudo di Colmalisio, ovvero l’odierno borgo di Brazzacco nel comune di Moruzzo. Egli si stabilì a Udine come "homo novus" e diventò un collaboratore di fiducia del patriarca.
Da questa stirpe discese la potente casata dei Savorgnan. Essa prese il nome dal castello di Savorgnano, ottenuto nella seconda metà del Duecento dopo la cacciata dei feudatari ghibellini. La famiglia acquisì un ruolo di grande rilevanza a partire dal 1300. I suoi membri coprirono cariche di vertice nel Parlamento friulano e accumularono un vasto patrimonio feudale.
Il casato dei Savorgnan
Federico di Colmalisio
Federico di Colmalisio (attestato dal 1261) è riconosciuto dalla storiografia come il capostipite documentato della casata dei Savorgnan, famiglia aristocratica di origine moravo-germanica precedentemente nota nei documenti medievali come Cipriani o da Udine.
Federico si sposò con Adeleita, appartenente molto probabilmente alla famiglia dei nobili di Zuccola
Dall'unione con Adeleita nacquero cinque figli (quattro maschi e una femmina).
I quattro figli maschi (che in seguito, oltre a de Utino, iniziarono ad assumere il celebre appellativo di de Savorgnano) furono:
- · Filippo
- · Leonardo (che darà origine, insieme al fratello Costantino, ai rami familiari dello Scaglione e della Bandiera)
- · Pietro
- · Costantino
· Le fonti documentano l'esistenza di una figlia femmina (la quinta del nucleo familiare), ma nei testi storici conservati non ne viene esplicitato il nome
La divisione di Leonardo e Costantino
La divisione della dinastia dei Savorgnan nei due storici rami dello "Scaglione" e della "Bandiera", avvenuta a partire dal XIV secolo per opera dei fratelli Leonardo e Costantino (figli di Federico di Colmalisio), rappresenta uno dei capitoli araldici e politici più significativi del Friuli medievale
I due fratelli scelsero di identificare le proprie discendenze attraverso simboli araldici e funzioni militari ben distinte:
Il ramo dello "Scaglione"
- · L'Arma: Blasonata come "d’argento allo scaglione di nero" (uno scudo d'argento con una figura a capriale nera).
- · Il legame con Udine: Questo simbolo divenne talmente identitario per la città di Udine — dove i Savorgnan esercitavano de facto il loro potere — da fondersi con la storia cittadina e diventare lo stemma ufficiale del Comune di Udine.
- · Sviluppi successivi: Da questa linea, dopo la morte di Tristano Savorgnan nel XV secolo, si originerà il ramo dei Savorgnan del Monte, che nel Cinquecento otterrà da Venezia prestigiosi feudi separati come il contado di Belgrado e Castelnuovo per meriti militari.
Il ramo della "Bandiera" (in latino, a Vexillo)
L'altro ramo della famiglia scelse come elemento distintivo il vessillo, legando la propria immagine a una chiara vocazione militare e di comando:
- · L'Arma: Lo stemma di questo ramo è blasonato come "di rosso alla banderuola d'argento svolazzante a sinistra infilata su una lancia da torneo d'oro posta in banda".
- · Il significato storico: L'appellativo a Vexillo ("della Bandiera") e il simbolo stesso derivano, secondo le ricostruzioni storiche, da un legame con la dignità del vessilliferato (il prestigioso compito di portabandiera e custode dello stendardo di guerra dell'esercito patriarcale di Aquileia). Un'altra interpretazione fa riferimento allo status di aristocratici banderési, ovvero quei nobili che avevano il diritto di alzare un proprio vessillo e guidare in battaglia un raggruppamento di propri vassalli.
- · Sviluppi successivi: Questa linea si suddividerà in seguito dando origine, tra gli altri, al ramo dei Savorgnan della Torre
Costantino Savorgnan dello Scaglione
Costantino Savorgnan — figlio di Federico di Colmalisio e Adeleita di Zuccola, nonché capostipite di una delle due grandi ramificazioni della casata
I figli storicamente documentati di Costantino Savorgnan sono:
- · Federico II Savorgnano: Famoso condottiero e uomo d'armi del Trecento. Guidò con successo le milizie friulane e cadorine nell'assedio del castello di Pieve di Cadore e nell'espugnazione della fortezza di Botestagno contro i tedeschi (vicenda datata al 1328 o, secondo la ricostruzione dello storico Ciani, al 1347). In premio per aver difeso la Chiesa aquileiese, ottenne l'investitura di Osoppo nel 1328 e dei beni di Sacile nel 1337.
- · Ettore Savorgnano: Fratello minore di Federico, fu designato come primo capitano e rettore del Cadore quando il territorio passò sotto l'orbita di governo del Patriarcato di Aquileia.
Francesco Savorgnan dello Scaglione
Importante esponente del lignaggio friulano nel XIV secolo, deceduto entro l'ottobre del 1378.
Sua moglie Elisabetta è indicata nel testamento di Francesco del 2 luglio 1373 è indicata come "nobile signora Elisabetta, moglie dello stesso testatore". Francesco le garantisce nel testamento il diritto di abitare, separata dai figli se lo desidera, nella "casa nuova" con cortile e metà dell'orto per tutta la sua vita
Nel medesimo testamento del 1373 vengono citati i seguenti figli maschi:
- · Federico Savorgnan: a cui il padre lascia in eredità le "case grandi", già dimora del fu Federico di Guarnerio di Savorgnan, comprensive di casa nuova, cortile, granai e orto. (A questo Federico fu promessa in sposa nello stesso 1373, a Monfalcone, Caterina Truchses).
- · Francesco Savorgnan: a cui vengono destinate le case di abitazione del testatore stesso, sia vecchie che nuove, con stalle, cortili e un orto confinante con quello dei frati minori.
- · Ettore Savorgnan: a cui vengono lasciate due case contigue (dette "case della lana" poiché affittate nel 1368 a maestri toscani per la lavorazione della lana) situate in capo alla roggia o contrada dei Savorgnan.
- · Un figlio postumo: Francesco menziona infine nel testamento un eventuale figlio postumo, nato dall'unione con Elisabetta o con altra legittima moglie, lasciandogli la casa nuova che era stata di suo fratello Giovanni Savorgnan e altre case in costruzione.
Federico III Savorgnan
Nelle genealogie della potente famiglia friulana, il nome di Federico III Savorgnan (noto anche come Federico il Grande o Federico pronipote di Costantino, † 1389) si riferisce al celebre capo della fazione udinese, diplomatico e fido alleato della Repubblica di Venezia nel tardo Trecento
Orsina d'Este, nobildonna appartenente alla celebre casata ferrarese, è indicata esplicitamente nei documenti come la vedova di Federico. Fu lei a mostrare ai figli le vesti insanguinate del marito assassinato per far loro giurare solenne vendetta
Tristano Savorgnan, il figlio primogenito, fu una figura di spicco del Friuli del primo Quattrocento. Nel 1394, a soli sedici anni e mezzo, vendicò la morte del padre uccidendo il patriarca Giovanni di Moravia. In seguito, si sottomise solennemente a Venezia e guidò l'eroica e decisiva resistenza del Castello di Ariis (1413) e di Savorgnano contro l'invasione delle truppe imperiali di Sigismondo d'Ungheria
Insieme al padre Federico, Tristano e i suoi fratelli e i loro discendenti maschi in perpetuo furono aggregati al patriziato veneziano con deliberazione del Maggior Consiglio del 3 aprile 1385, come ricompensa per i preziosi servigi resi alla Serenissima
Federico Savorgnan, condottiero e uomo d'armi del Trecento
Federico Savorgnan svolse un ruolo militare e diplomatico di primo piano nelle vicende legate al Castello di Cadore (situato a Pieve di Cadore) durante il XIV secolo, legando indissolubilmente il nome della propria casata a quel territorio di confine
L'impresa militare e l'assedio del Castello (1328)
Nel 1328, mentre il Cadore si trovava ancora sotto la signoria dei da Camino, Federico Savorgnan apprese che i Padovani e i Trevigiani, nelle loro dispute con gli Scaligeri, avevano richiesto l'intervento dei principi di Germania, i quali si apprestavano a transitare per il Friuli. Per salvaguardare il territorio, Federico esortò la popolazione a prendere le armi in difesa del Patriarcato di Aquileia
Giunto in Cadore, Federico vi trovò un contingente di soldati tedeschi al servizio di Engelmaro di Villandres (1). Trovandosi in inferiorità numerica, i tedeschi si ritirarono all'interno del Castello di Pieve di Cadore. Le truppe patriarcali guidate da Federico si posizionarono sul colle dirimpetto e iniziarono a bersagliare la fortezza con ordigni bellici. L'azione suscitò grande entusiasmo tra gli abitanti del Cadore, che giurarono solennemente fedeltà al Patriarca
Subito dopo l'assedio a Pieve, Federico Savorgnano si pose alla testa delle proprie truppe e dei volontari cadorini, marciando verso Ampezzo. Lì intercettò un corpo di circa 500 uomini armati fedeli a Engelmaro; questi, all'arrivo del condottiero friulano, scelsero di arrendersi, stracciarono le insegne straniere e si unirono ai cadorini nell'assedio del vicino castello di Botestagno
Sotto la direzione strategica di Federico, le forze locali occuparono i passi e le gole montane, respingendo con successo un massiccio tentativo d'invasione da parte di schiere imperiali tedesche (in cui militavano le truppe del duca d'Austria, del conte di Gorizia, del vescovo di Frisinga e di Engelmaro), costringendole a una ritirata rovinosa tra i dirupi
Nota. Engelmaro di Villandres (noto anche come Engelmar von Villanders) è stato un importante condottiero, nobile e funzionario tirolese del XIV secolo, originario di Villandro (Bolzano). Legato alle sorti della casata di Baviera e del conte del Tirolo, è ricordato per il suo ruolo di primo piano nelle vicende militari e politiche del nord-est italiano. Ottenne il controllo feudale del Cadore per subinfeudazione dal marchese di Brandeburgo (figlio dell'Imperatore Ludovico il Bavaro)
Il dibattito storico sulla datazione: 1328 o 1347?
Le fonti evidenziano un'interessante discrepanza cronologica tra i cronisti dell'epoca e la storiografia successiva:
· La tesi del 1328 È supportata da diverse memorie e cronache familiari dei Savorgnan (come la Galleria Savorgnana di Bernardo Rossi o la storia di Vollo), oltre alla copia della relazione del notaio Paolo Nodaro datata Pieve, 7 maggio 1328.
· La tesi del 1347 Lo storico Giuseppe Ciani sostiene invece che questa memorabile battaglia sia avvenuta nel 1347. Fu proprio in quell'anno, infatti, che il patriarca Bertrando di Saint-Geniès decise di sottrarre formalmente il Cadore, Belluno e Feltre all'influenza tedesca (in particolare al marchese di Brandeburgo), incaricando Federico Savorgnan del recupero militare del territorio. Federico espugnò Botestagno con l'aiuto dei cadorini, dando inizio all'effettivo dominio diretto dei patriarchi sul Cadore, che durò fino al 1420. Inoltre, il patriarca Bertrando fece ricostruire il castello di Pieve (danneggiato da un incendio) tra il 1339 e il 1340, risiedendovi personalmente per circa tre mesi per supervisionare i lavori.
I riconoscimenti feudali a Federico
In benemerenza delle straordinarie vittorie riportate contro i tedeschi a difesa della Chiesa aquileiese, Federico Savorgnan ottenne ricchi feudi dal Patriarca:
· Nel 1328 (o subito dopo l'impresa cadorina) ottenne l'investitura della strategica giurisdizione e fortezza di Osoppo.
· Nel 1337 ricevette l'investitura di numerosi beni e diritti nella gastaldia di Sacile, precedentemente appartenuti a Rizzardo da Camino (dichiarato decaduto dal patriarca Bertrando)
La dinastia dei Savorgnan nel governo del Cadore
L'influenza della famiglia nel Cadore proseguì anche negli anni successivi:
· Il primo "capitano e rettore" del Cadore nominato sotto il controllo diretto del Patriarcato fu Ettore Savorgnan, fratello minore di Federico.
· Nel 1382, durante lo Scisma d'Occidente e le forti tensioni nate con la nomina del patriarca Filippo d'Alençon, i cadorini decisero di rimanere fedeli al nuovo presule e, per proteggere i propri diritti e l'autonomia locale, si unirono in una lega decennale, scegliendo come proprio capo militare un altro Federico Savorgnan (capo della lega Udinese e fido alleato di Venezia che venne poi assassinato nel 1389 e nipote del Federico della campagna in Cadore).
(1) Filippo Nani Mocenigo, Memorie veneziane, 1906
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