Comprendere l'intensità di carbonio dei diversi processi produttivi per una transizione reale

Per la neutralità climatica 2050 l’idrogeno è il tassello mancante

Per la neutralità climatica 2050 l’idrogeno è il tassello mancante (RDM-AI03_26)

I colori dell’idrogeno indicano l’impatto ambientale: solo il verde, da fonti rinnovabili, garantisce vera sostenibilità e zero emissioni

La comunità internazionale utilizza i colori per classificare l'impatto ambientale dell'idrogeno. Se le forme tradizionali come il grigio e il marrone (derivati dal carbone e dal metano) rilasciano enormi quantità di gas serra, le soluzioni ponte come il blu (con cattura della CO2) e il turchese (che produce carbonio solido riutilizzabile) riducono temporaneamente le emissioni. L'unico traguardo a impatto quasi nullo resta però l'idrogeno verde. Il quadro normativo si sta evolvendo verso un monitoraggio rigoroso dell'intensità di carbonio dell'intera filiera ("dal pozzo al cancello"), premiando solo i processi che garantiscono una reale sostenibilità climatica.

 

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Sebbene l'idrogeno sia un gas completamente incolore, la comunità internazionale utilizza una convenzione cromatica per identificare i diversi processi chimici o fisici di produzione e le fonti di energia impiegate. Questa classificazione è fondamentale per distinguere l'impatto ambientale e l'intensità di carbonio del vettore energetico.

 

Idrogeno Verde (Rinnovabile)

L’idrogeno verde è spesso indicato come uno dei veri punti di svolta della transizione energetica. Si ottiene tramite elettrolisi dell’acqua, un processo in cui la corrente elettrica separa le molecole in idrogeno e ossigeno senza produrre CO₂. Quando l’elettricità proviene da fonti rinnovabili come solare, eolico o geotermico, l’intero ciclo diventa a impatto quasi nullo sull’ambiente.

Oggi l’idrogeno verde rappresenta ancora una quota minima della produzione globale — circa lo 0,1% — e risulta più costoso rispetto alle alternative fossili, come l’idrogeno “grigio”. Tuttavia, grazie ai progressi tecnologici e alla riduzione dei costi delle rinnovabili, si prevede che diventi competitivo tra il 2030 e il 2035, aprendo la strada a un uso su larga scala nei settori più difficili da decarbonizzare.

 

Idrogeno Blu e Turchese (Vettori di Transizione)

L’idrogeno blu e quello turchese vengono spesso definiti vettori di transizione: soluzioni intermedie pensate per ridurre le emissioni pur continuando a utilizzare il gas naturale come materia prima. Sono strategie che l’industria sta adottando per abbattere la CO₂ mentre si prepara al passaggio definitivo all’idrogeno verde.

L’idrogeno blu viene prodotto in modo simile a quello grigio, ma con una differenza cruciale: durante il processo si applicano tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS/CCUS), che permettono di trattenere una parte significativa della CO₂ generata. La Commissione Europea lo considera una soluzione ponte fino al 2030, a condizione che garantisca almeno il 70% di riduzione delle emissioni rispetto ai combustibili fossili tradizionali.

L’idrogeno turchese, invece, utilizza sempre il gas naturale, ma attraverso un processo diverso: la pirolisi, che non produce CO₂ gassosa bensì carbonio solido. Questo carbonio può essere riutilizzato in vari settori industriali, come la produzione di pneumatici, materiali compositi o componenti per l’edilizia, trasformando un potenziale scarto in una risorsa.

In sintesi, blu e turchese rappresentano due strade temporanee ma utili per ridurre le emissioni nel breve periodo, mentre si accelera lo sviluppo dell’idrogeno verde.

 

Idrogeno Grigio, Nero e Marrone (Fossili)

Oggi la quasi totalità dell’idrogeno prodotto nel mondo — circa 90 milioni di tonnellate all’anno — appartiene ancora alle forme più inquinanti, caratterizzate da una forte intensità di carbonio. L’idrogeno grigio è il più diffuso: si ottiene dal metano attraverso processi termici che rilasciano direttamente CO₂ in atmosfera, senza alcun sistema di cattura. Ancora più impattanti sono l’idrogeno nero e marrone, ricavati dalla scomposizione del carbone. In questi casi, i sottoprodotti — CO₂ e monossido di carbonio — non vengono trattenuti, rendendo questi processi i più emissivi in assoluto.

Queste forme di idrogeno rappresentano il passato (e purtroppo ancora il presente) della filiera, e mostrano con chiarezza perché la transizione verso soluzioni a basse emissioni sia così urgente.

 

Confronto tra idrogeno grigio, blu, turchese e verde

I diversi colori dell’idrogeno

I diversi colori dell’idrogeno (RDM-AI06_26)

Tabella comparativa

Tipo di idrogeno

Fonte e processo

Emissioni

Vantaggi

Limiti

Idrogeno Grigio

Ottenuto dal metano tramite steam reforming; la CO₂ prodotta viene rilasciata in atmosfera

Molto alte

Economico, tecnologia già diffusa

Altissima impronta carbonica; non compatibile con obiettivi climatici

Idrogeno Blu

Come il grigio, ma con cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS/CCUS)

Ridotte (fino al 70%)

Soluzione ponte riconosciuta dalla UE; riduce le emissioni del gas naturale

Dipende da CCS; non completamente “pulito”; costi elevati

Idrogeno Turchese

Pirolisi del metano → produce carbonio solido invece di CO₂

Basse

Il carbonio solido è riutilizzabile (pneumatici, edilizia); processo promettente

Tecnologia non ancora matura; richiede molto calore

Idrogeno Verde

Elettrolisi dell’acqua alimentata da energie rinnovabili

Zero emissioni

Completamente pulito; ideale per la transizione energetica

Oggi più costoso; richiede molta energia rinnovabile

 

 

Evoluzione: dall'etichetta all'intensità di carbonio

Le fonti evidenziano che la semplice etichettatura per colore sta diventando insufficiente per le normative future. I governi stanno iniziando a legare incentivi e sussidi all'intensità di carbonio dell'intera filiera (approccio "dal pozzo al cancello"), che include non solo la produzione, ma anche il condizionamento (es. conversione in ammoniaca) e il trasporto. Ad esempio, l'idrogeno prodotto tramite elettrolizzatori collegati a una rete elettrica alimentata a carbone potrebbe avere emissioni peggiori dell'idrogeno marrone

 

Riferimenti

BP, Statistical Review of World Energy. (2021).

Peakoil

Andreas Borgschulte, The Hydrogen Grand Challenge, Front. Energy Res., Sec. Hydrogen Storage and Production, Volume 4 - 2016

Dmove.it, Cos’è l’idrogeno nero e grigio? Si ricava da carbone e metano, le fonti odiate (ma diffuse)

RMI, Energia pulita 101: Idrogeno

ENEA,  I ‘colori’ dell’idrogeno nella transizione energetica

Hydrogen Europe,  Hydrogen - a carbon-free energy carrier and commodity, novembre 2021

Convington, New Definitions for Blue and Green Hydrogen: The European Commission’s Package on Hydrogen and Decarbonized Gas Markets

GlobalData, Hydrogen



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