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Categoria: Fino al 475 d.C.
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Gli Iapodi hanno conosciuto il loro periodo di massimo sviluppo e di espansione territoriale tra l'VIII ed il IV secolo a.C. quando occuparono la gran parte delle valli di montagna interne tra la Pannonia ed il bacino costiero adriatico, ma in frequente disputa a sud con i Liburni.

 

 

Territorio

Gli Iapodi sono un antico popolo indoeuropeo che occupavano l'interno della regione adriatica orientale, a nord del territorio dei Liburni e ad est della Penisola istriana, nel triangolo compreso tra i fiumi Colapis (Kupa) ed Oineo (Una) e la catena montuosa del Mons Baebius (Alpi Bebie) che li separava proprio dai Liburni costieri.

 

 

Il loro territorio copriva quindi l'entroterra centrale della moderna Croazia e la valle del fiume Una in Bosnia ed Erzegovina. Secondo la documentazione archeologica, gli Iapodi hanno stanziato in questi territori per più di un millennio a partire dal IX secolo a.C.. La documentazione archeologica conferma la loro presenza in questi paesi almeno a partire dal IX secolo a.C. e per più di un millennio. La documentazione antica scritta su di loro è tuttavia più scarsa rispetto alle popolazioni costiere adiacenti (Liburni, Dalmati, ecc.) che hanno avuto contatti marittime più frequenti con gli antichi Greci e Romani.

L'origine esatta degli Iapodi è incerta; le ricerche archeologiche suggeriscono affinità con i primi Pannoni e Illiri. La prima menzione scritta riguardante tribù illiriche Iapodi di Hekataios risale ai navigatori greci del VI secolo a.C.. Sono descritti da Strabone come una razza mista di Celti ed Illiri, che utilizzavano armi celtiche e tatuaggi, che si cibavano soprattutto di miglio e farro; tuttavia, la tesi di Strabone sulla provenienza celtica-illirica degli Iapodi non è confermata dall'archeologia. Gli Iapodi esistevano almeno dal IX secolo a.C., mentre l'influenza celtica raggiunse la regione nel IV secolo a.C., quando gli Iapodi erano in declino. L'evidenza archeologica dell'influenza della cultura tipica celtica è supportata solo dalla zona di contatto fra gli Iapodi e i Celti Taurisci lungo la valle del fiume Kupa (ora il confine sloveno-croato). Altrove, e in particolare nel principale territorio iapodico degli altopiani Lika, in Croazia, i manufatti celtici ritrovati sono scarsi e spiegabili solo dagli scambi commerciali

Stile di vita

Gli Iapodi si basavano in prevalenza sull'agricoltura e sull'allevamento di capre, pecore, maiali, mucche, cavalli e pollame. Coltivavano uva, frumento, segale, orzo, avena, lenticchie, fave, piselli; raccoglievano frutti di bosco, bacche di rosa canina, nocciole, mele, pere, ciliegie. Cacciavano animali selvatici (cervi, occasionalmente cinghiali e orsi) e praticavano la pesca.

Per la vicinanza di ricche e vaste foreste del territorio montagnoso, le case erano soprattutto capanne di legno e raramente costruzioni in pietra, eccetto alcune fortificazioni strategiche. I loro insediamenti erano per lo più sulla cima di colline e di solito comprendevano tra i 400 ed i 3.000 abitanti; in epoca romana i principali insediamenti erano Metulum, Terpon, Arupium e Avendo.

La metallurgia cominciò a svilupparsi mezzo millennio prima dell'influenza celtica, che vi introdusse solo piccole modifiche.

La società era semplice ed includeva guerrieri, abitanti dei villaggi, pastori, minatori e lavoratori dei metalli. Di quella prima fase non si hanno notizie di capi e si ritiene che le tribù non fossero tra loro federate. Con la dominazione romana emerse una élite, guidata dal praepositus Iapodum installato dai Romani.

La cultura era un variegato mix di influenze pannoniche, illiriche, greche e romane, per lo più senza peculiarità proprie. L'arte comprendeva decorazioni metalliche dalla forma di triangoli e spirali ed ambra lavorata.

La lingua prima della conquista romana è in gran parte sconosciuta: le uniche indicazioni disponibili sono toponimi ed iscrizioni nelle necropoli di epoca romana. Queste scarse indicazioni suggeriscono che la lingua iapodica possa essere correlata con altre tribù dell'Illiria e della Pannonia. Durante la loro indipendenza, gli Iapodi sembrano essere stati completamente analfabeti, dato che non hanno lasciato iscrizioni anteriori all'arrivo dei Romani.

 

Insediamenti

Gli insediamenti degli Iapodi erano posizionati su alture e colline. Erano dotati di larghi muri a secco, costruiti con pietre e terriccio. Un insediamento tipico fu costruito sulla riva del fiume Una e si compone di sojenice, ossia palafitte sorrette da pali di rovere.

 

Religione e culti

Tracce di vita religiosa degli Iapodi possono essere approfonditi attraverso le cerimonie funebri, i culti (erano politeisti), i simboli e i manufatti. Le cerimonie di sepoltura includevano sia la sepoltura del corpo nel terreno sia la crematura. Si ritiene che seppellire il defunto fosse un rituale iapodico, mentre la crematura sarebbe stata importata da altre culture.

 

Struttura sociale

Fin dagli albori, la società iapodica mostra un alto livello di struttura sociale. Tutto veniva pianificato accuratamente: i muri di protezione, la disposizione delle abitazioni, i sentieri e le strade all'interno di un’area in precedenza delimitata… Questi schemi di pianificazione e organizzazione suggerirebbero l’esistenza di alcune forme di governo condiviso e di strutture protourbane, soprattutto negli insediamenti più grandi e nei villaggi sojenica (su palafitte)che sono considerati strutture protourbane.

 

Cultura

I manufatti creati dagli Iapodi possono essere identificati a seconda dei materiali utilizzati per la produzione: argilla, ceramica, bronzo, giada, vetro, pietra e raramente argento. Le tecniche utilizzate nella produzione di questi oggetti includono la scultura, la modellatura e la colata. Creavano oggetti di uso quotidiano e oggetti raffiguranti uomini e animali. I manufatti in argilla e in pietra sono peculiari della valle del fiume Una e non sono stati rinvenuti in altri siti archeologici degli Iapodi. I manufatti rinvenuti - e alcuni simboli puramente geometrici - sono le uniche fonti rimaste del mondo così complesso di idee religiose e credenze degli antichi Iapodi.

 

Fonte. Nacionalni Park Una