L’area del “caput adriae”  prima dei castellieri

La zona chiamata “caput adriae” include il comprensorio dell’alto Adriatico che va dal Friuli Venezia Giulia all’Istria.

La costa orientale dell’Adriatico e il Caput Adriae sono situati lungo una delle vie principali seguite dal processo di Neolitizzazione in Europa. L’area comprende la Dalmazia, l’Istria, il Carso e il Friuli che presentano caratteristiche ambientali e geomorfologiche differenti. Le ricerche effettuate negli ultimi anni hanno svelato un quadro archeologico complesso costituito da numerose comunità neolitiche con sistemi di sussistenza diversificati ben adattati ai differenti ambienti locali. 

La costa orientale dell'Adriatico e il Caput Adriae hanno una posizione geografica peculiare. Si trovano lungo una delle principali rotte della diffusione dell'agricoltura in Europa.

Nella pianura friulana gli scavi hanno rivelato un avanzato sistema agricolo di comunità neolitiche ben adattate ai diversi ambienti locali che impiegano una vasta gamma di risorse vegetali.

Quando e come è arrivata l'agricoltura al Caput Adriae?

I primi ritrovamenti del Neolitico testimoniano che la mobilità marittima - sia da parte degli agricoltori in arrivo, sia da parte dei cacciatori-raccoglitori indigeni, o entrambi - ha svolto un ruolo importante.

Le date al radiocarbonio suggeriscono che i primi villaggi apparvero poco prima dell'anno 6000 a.C. Sono stati trovati dei villaggi nella Dalmazia settentrionale subito dopo il 6000 a.C., in Istria intorno al 5700 a.C. e in Friuli intorno al 5600 a.C.

Una selezione di siti neolitici ed eneolitici

 

Le differenze ecologiche delle varie aree della regione hanno avuto un'influenza diretta sulla transizione dal Mesolitico al Neolitico.

Nel Carso, il primo ritrovamento del Mesolitico è stato nella grotta Azzurra nei primi anni '60.

La grotta azzurra di Samatorza

 

Dalla metà del VI millennio a.C. gruppi umani occuparono le grotte carsiche triestine e la pianura friulana, con un'occupazione solo marginale delle colline e delle zone montuose. Le grotte del Carso ed i grandi insediamenti della pianura friulana sono espressione di diversi sistemi economici e sono forse solo in parte complementari: la prima era legata ad un'economia di pastorizia mobile e l'altra all'allevamento stabile.

Il numero significativo di date radiocarboniche disponibili - circa un centinaio in Friuli e molto meno, ma non contrastanti, nel Carso triestino identifica l'inizio della neolitizzazione in Friuli Venezia Giulia intorno al 5600-5500 a.C. Le date del XIV sec. Indicano la frequentazione dei villaggi e l'uso di grotte (anche se probabilmente discontinuo) nel corso di molti secoli, durato in alcuni casi fino al 4700-4500 a.C.

In termini generali, le prime comunità neolitiche del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia sud-occidentale compaiono alcuni secoli più tardi rispetto a quelle dell'Adriatico centro-meridionale e orientale.

Nella pianura friulana, la neolitizzazione fu il risultato di fenomeni di diffusione che portarono alla creazione di grandi insediamenti nella alta pianura, come a Sammardenchia, e nella bassa pianura, come a Piancada.

Sammardenchia è uno dei più estesi insediamenti neolitici indagati nel nord Italia e le testimonianze neolitiche recuperate dalla superficie coprono un'area estremamente vasta - circa 600 ettari.

L’analisi del suolo e gli studi geomorfologici hanno chiarito il motivo perché questo sito fu prediletto dalle popolazioni neolitiche: il terrazzo noto come “i Cueis” di Sammardenchia offriva un terreno leggero e naturalmente fertile e le sorgenti alla base del terrazzo garantivano una fonte d'acqua facilmente reperibile.

Venivano coltivati molti cereali (farro, orzo e frumento) e legumi (pisello, lenticchia e veccia).

Nella pianura meridionale del Friuli, presso Piancada a Palazzolo dello Stella, l'andamento insediativo è stato influenzato dalla posizione delle dorsali fluviali che ben si prestavano all'insediamento, ed inoltre fornivano ai gruppi neolitici una via di access dalla laguna. A Piancada si hanno testimonianze di attività come l’allevamento animale sin dalle prime fasi dell'occupazione neolitica. Questi sono tra i più antichi resti di animali domestici rinvenuti in Friuli e consentono di documentare l'inizio della zootecnia nell'Italia nord-orientale.

Nel Carso, è possibile abbozzare una sequenza culturale provvisoria tra il tardo neolitico e la prima età del bronzo.

Lo sviluppo cronologico e culturale dell'Eneolitico in Friuli Venezia Giulia non è purtroppo ben definito. Relativi all'Eneolitico sono due piccoli contesti chiusi dell'alta pianura udinese. Il più antico è stato ritrovato nei pressi del tumulo di Sant'Odorico di Flaibano (detto Montagnola Tomba di Sopra).

Un po’ più tardi è la datazione della piccola fossa di Carpeneto a Pozzuolo del Friuli.

Come attestato in Dalmazia, iniziano a manifestarsi tumuli anche nella pianura friulana, nel territorio compreso tra i fiumi Torre e Tagliamento durante la fase tardo-Eneolitica, fungendo sia da monumenti commemorativi dedicati a prestigiosi antenati sia come elementi sacri di un paesaggio rituale.

Tra i rari insediamenti Eneolitici in Friuli si segnala Meduno - Sach di Sotto, nei pressi di Pordenone a 300m slm, su un terrazzo fluviale che si affaccia sul fiume Meduna. Si tratta di un sito fortificato, di cui esistono altri esempi in Friuli, come Ponte San Quirino sul fiume Natisone. La particolare tipologia di questo sito aveva, probabilmente, il ruolo di rifugio o di controllo del territorio.

I manufatti, principalmente di produzione ceramica, consentono alcune considerazioni dal punto di vista culturale, valutazioni che rafforzano l'ipotesi di alcuni studiosi secondo cui la ceramica Eneolitica del Friuli Venezia Giulia troverebbe poche correlazioni con quelle delle altre regioni del Nord Italia e maggiori affinità con le regioni orientali.

 

 

Alessandro Ferrari - Stašo Forenbaher - Roberto Micheli – Manuela Montagnari Kokelj - Andrea Pessina - Anton Velušcˇek - Paola Visentini, Neolithic and Eneolithic of Caput Adriae, Studi di Preistoria e Protostoria - 5 - Preistoria e Protostoria del Caput Adriae - 2018 - pp. 61-74

 

L'insediamento neolitico, Aghe di Poç