Il cocktail di inquinanti chimici che pervade il pianeta ora minaccia la stabilità della biosfera da cui dipende l'umanità.

Il cocktail di inquinanti chimici che pervade il pianeta ora minaccia la stabilità della biosfera da cui dipende l'umanità. Oltre 350.000 sostanze chimiche sintetiche minacciano gli ecosistemi della Terra.

#Inquinamento, #biosfera, #confineplanetario

La plastica è un inquinante particolarmente preoccupante insieme a 350.000 sostanze chimiche sintetiche tra cui pesticidi, composti industriali e antibiotici. 

Uno studio rivela che l'inquinamento chimico ha attraversato un "confine planetario", il punto in cui i cambiamenti provocati dall'uomo sulla Terra la spingono fuori dall'ambiente stabile degli ultimi 10.000 anni.

L'inquinamento chimico minaccia i sistemi terrestri danneggiando i processi biologici e fisici che sono alla base di tutta la vita. Ad esempio, i pesticidi spazzano via molti insetti, fondamentali per tutti gli ecosistemi.

Dal 1950 ad oggi, la produzione di sostanze è aumentato di 50 volte e si prevede che triplicherà nuovamente entro il 2050

Dal 1950 ad oggi, la produzione di sostanze è aumentato di 50 volte e si prevede che triplicherà nuovamente entro il 2050. (Ambiente. Sci. Tecno. 2022 , 56 , 3 , 1510-1521)

Dal 1950 ad oggi, la produzione di sostanze è aumentato di 50 volte e si prevede che triplicherà nuovamente entro il 2050.

Il ritmo con cui si stanno producendo sostanze chimiche è ben al di sopra della capacità della Terra di mantenersi in equilibrio. Anche se siamo coscienti della pericolosità delle sostanze chimiche disperse nell’ambiente, facciamo molta fatica a comprendere che il problema va risolto a livello globale.

In alcuni momenti della storia recente, l’uomo è stato in grado in grado di affrontare il problema planetario, come proibire l’uso di sostanze CFC in grado di distruggere lo strato di ozono stratosferico per salvaguardare la sua protezione dai dannosi raggi ultravioletti.

Determinare se l'inquinamento chimico ha attraversato un confine planetario è complesso perché non esiste una linea di base pre-umana, a differenza della crisi climatica e del livello preindustriale di CO2 nell'atmosfera. Esiste anche un numero enorme di composti chimici registrati per l'uso - circa 350.000 - e solo una piccola parte di questi è stata valutata per la sicurezza.

Quindi la ricerca ha utilizzato una combinazione di misurazioni per valutare la situazione. Questi includevano il tasso di produzione di sostanze chimiche, che sta aumentando rapidamente, e il loro rilascio nell'ambiente, che sta avvenendo molto più velocemente della capacità delle autorità di tracciare o indagare sugli impatti.

Ad esempio la massa totale di plastica prodotta supera la massa totale di tutti i mammifere viventi. Questa è un’indicazione chiare che l’uomo ha oltrepassato il limite.

Il passaggio a un'economia circolare è davvero importante. Ciò significa cambiare materiali e prodotti in modo che possano essere riutilizzati, non sprecati.

Gli scienziati chiedono che venga istituito un organismo scientifico globale per l'inquinamento chimico simile al Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, affermando che l'inquinamento chimico industriale e la sua mitigazione sono seri problemi globali. Purtroppo c’è una mancanza di urgenza tra il pubblico e i politici per quanto riguarda l'inquinamento chimico. Le normative chimiche sono frammentarie in tutto il mondo mettendo in evidenza una incapacità dei responsabili politici di prevenire l'inquinamento.

Insieme alle problematiche sul riscaldamento globale, la distruzione degli habitat, la perdita di biodiversità, l’eccessivo inquinamento da azoto e fosforo, l’inquinamento chimico è il quinto fattore che ha superato il confine planetario.

Che cos’è il confine planetario (Planetary boundaries)?

I confini planetari sono un concetto che coinvolge i processi del sistema terrestre che contengono i confini ambientali. È stato proposto nel 2009 da un gruppo di scienziati del sistema terrestre e ambientali , guidati da Johan Rockström dello Stockholm Resilience Center e Will Steffen dell'Australian National University . Il gruppo ha voluto definire uno "spazio operativo sicuro per l'umanità"

Secondo il quadro, "trasgredire uno o più confini planetari può essere deleterio o addirittura catastrofico a causa del rischio di attraversare soglie che innescherà un cambiamento ambientale non lineare e brusco all'interno di sistemi su scala continentale a scala planetaria". 

Confini planetari: fattori chiave per garantire un pianeta vivibile per l’uomo. Secondo il quadro, "trasgredire uno o più confini planetari può essere deleterio o addirittura catastrofico a causa del rischio di attraversare soglie che innescherà un cambiamento ambientale non lineare e brusco all'interno di sistemi su scala continentale a scala planetaria".

I processi identificati, sono nove, e per sette di essi sono stati identificati i limiti:

  • il cambiamento climatico, che è principalmente causato dalla alterazione del ciclo della CO2, e che porta all’aumento della sua concentrazione in atmosfera; altri gas climalteranti sono il metano, gli ossidi di azoto e i gas fluorurati.
  • l’acidificazione degli oceani, causata principalmente dall’aumento della CO2 in atmosfera
  • la riduzione della fascia di ozono nella stratosfera, causata da azioni umane (emissioni di CFC)
  • la modifica del ciclo biogeochimico dell’azoto e del fosforo, dovuta alla immissione continua, nel sistema produttivo agricolo, di grandi quantità di composti azotati artificiali e di fosfati estratti dalle miniere
  • L’utilizzo globale di acqua dolce
  • i cambiamenti nell’uso dei suoli, quali la deforestazione per creare terreni coltivabili, l’espandersi delle città, la costruzione di infrastrutture per il trasporto, che da una parte hanno ridotto la quantità di CO2 assorbita dagli alberi e dalla vegetazione in genere, contribuendo così all’alterazione del ciclo della CO2, dunque al cambiamento climatico, e dall’altra contribuendo sostanzialmente alla perdita di biodiversità

A questi si aggiungono:

  • la diffusione di aerosol atmosferici, che influenzano il sistema climatico e hanno effetti negativi sulla salute
  • l’inquinamento chimico.

E tutti causano la perdita di integrità della biosfera

Porre dei limiti quantitativi è essenziale al fine di mettere in atto delle azioni che consentano di non

Il campo di funzionamento dei processi all’interno dei limiti definisce lo Spazio Operativo Sicuro (SOS).

Si è visto che i livelli di perturbazione antropogenica di quattro dei processi (cambiamento climatico, integrità della biosfera, flussi biogeochimici dell’azoto e cambiamenti dell’uso del suolo) superano lo Spazio Operativo Sicuro, cioè superano già i confini planetari proposti; e sono confini oltre i quali possono verificarsi fenomeni incontrollabili, effetti a cascata potenzialmente ingovernabili e devastanti per l’umanità.

Importante. I nove processi sono tutti fra loro interconnessi.

Il cambiamento climatico, per esempio, è causa dell’acidificazione degli oceani, contribuisce alla perdita di biodiversità e causa lo scioglimento dei ghiacciai montani e influenza il regime delle piogge, e di conseguenza la disponibilità di acqua nel tempo e nello spazio; a sua volta, è influenzato dall’uso del suolo a causa della variazione della quantità di CO2 assorbita dalla vegetazione e della modifica del ciclo idrogeologico di cui è causa, ed è influenzato pure dalla diffusione degli aerosol atmosferici. I flussi biogeochimici hanno un impatto sulla perdita di biodiversità, a causa dell’inquinamento dell’acqua e del suolo, e sul cambiamento climatico, per le emissioni di ossidi di azoto. Tutti i processi, poi, causano la perdita di biodiversità, non solo il cambiamento climatico e i flussi biogeochimici; infatti, sono causa della perdita di biodiversità anche il cambiamento di uso del suolo, l’utilizzo di acqua, l’acidificazione degli oceani, la diffusione degli aerosol atmosferici, la riduzione della fascia di ozono stratosferico e le nuove entità immesse nell’ambiente.

 

 

Outside the Safe Operating Space of the Planetary Boundary for Novel Entities Linn Persson, Bethanie M. Carney Almroth, Christopher D. Collins, Sarah Cornell, Cynthia A. de Wit, Miriam L. Diamond, Peter Fantke, Martin Hassellöv, Matthew MacLeod, Morten W. Ryberg, Peter Søgaard Jørgensen, Patricia Villarrubia-Gómez, Zhanyun Wang, and Michael Zwicky Hauschild Environmental Science & Technology 2022 56 (3), 1510-1521

O’Neill, D.W., Fanning, A.L., Lamb, W.F. et al. A good life for all within planetary boundaries. Nat Sustain 1, 88–95 (2018) doi:10.1038/s41893-018-0021-4

I limiti planetari

 

 



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