Il primo scontro tra Romani e Istri

La Prima Guerra Istrica

 

I primi contatti fra Romani e Istri registrati dalle fonti storiche si svolsero all’insegna della pirateria. Nel IV sec., dopo che i Romani ebbero esteso il proprio dominio su tutta l’Italia, la navigazione lungo la sponda orientale adriatica divenne della massima importanza per i collegamenti fra l’Italia del Nord (la pianura padana, che allora si chiamava Gallia Cisalpina) e l’Italia del Sud (Calabria) e la sua circumnavigazione fino al Mar Tirreno.

Nel 221 a. C. i Romani intraprendessero una spedizione militare contro gli Istri, sotto il comando dei consoli Publio Cornelio Scipione Asina e Marco Minuzio Rufo. Eutropio cita espressamente il motivo della guerra: gli Istri avevano saccheggiato delle navi romane che trasportavano grano. Lo bizantino Zonara afferma che i consoli sottomisero molte tribù locali, alcune con la violenza, altre trattando.

Secondo Appiano la guerra venne fomentata dall’autoproclamatosi sovrano Demetrio di Faro, sulla costa meridionale dell’Adriatico orientale. Costui era riuscito a convincere gli Istri a partecipare in maniera orchestrata a una vasta campagna bellica contro i Romani in tutto l’Adriatico.

Sembra che nel 221 a. C. i Romani si siano mossi contro gli Istri dal mare, ossia che l’esercito non abbia partecipato alle operazioni belliche in quanto lo scopo era quello di debellare la pirateria degli Istri, non la loro sottomissione.

Non si conosce con precisione l’esito della guerra. Quello che è certo che i Romani riuscirono a impedire la pirateria istrica nell’Alto Adriatico e a combattere contro i popoli illirici meridionali e contro Demetrio di Faro, cui inflissero una sconfitta definitiva nel 219 a. C.

 

Gli Istri non erano stati completamente sconfitti e col tempo riedificarono i loro castellieri e ricostruirono il proprio potenziale marittimo, allestendo e armando nuove navi e riprendendo il controllo dell’Alto Adriatico.

All’epoca non avevano ancora un re, vivevano in un ordinamento gentilizio, in cui a decidere era un’assemblea composta dai notabili più in vista. Col tempo uno di loro sarebbe diventato il personaggio più influente, dando inizio alla creazione di un ordinamento statale in cima al quale stava un sovrano.

 

Dal testo di Tito Livio:

è dato arguire che all’epoca ci fosse un notabile, di cui non conosciamo il nome, che aveva poteri simili a quelli di un re. Ma solamente il di lui figlio, che si chiamava Epulone, riuscí a convincere il popolo a muovere guerra ai Romani, perché nel frattempo era maturata una nuova generazione di Istri, che aveva dimenticato la sconfitta del 221.

 

Anche Eutropio parla di questi eventi.

I Consoli Marco Minuzio Rufo e Publio Cornelio mossero guerra agli Istri in quanto avevano rubate le navi romane portatrici del grano.

 

 

Ivetic Egidio Istria nel tempo2006.

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