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L'astronomo greco Aristarco di Samo suggerisce un modello astronomico dell’universo (sistema solare) che anticipa la moderna teoria eliocentrica proposta da Niccolò Copernico.

 

Aristarco di Samo (310 a.C. - 230 a.C.) è una figura non particolarmente famosa nella storia dell'Astronomia e della Matematica. È solitamente citato come uno dei precursori di Copernico nel proporre una visione eliocentrica del cosmo. Una visione in cui il Sole, fermo, occupa il centro del sistema e Terra e Pianeti gli orbitano intorno, mentre la Luna orbita intorno alla Terra e le stelle sono fisse sullo sfondo.

Aristarco nacque a Samo, una delle maggiori isole in prossimità della costa della Ionia. Studiò ad Alessandria dove ebbe come maestro Stratone di Lampsaco.

 

Tutte le informazioni che abbiamo su di lui ci vengono da alcuni riferimenti alle sue teorie, fatte da altri scrittori classici come Archimede e Plutarco. Archimede dice di lui ne L'Arenario:

“…Aristarco ha pubblicato un libro contenente certe ipotesi da cui appare, come conseguenza delle assunzioni fatte, che l'universo è molte volte più grande dell'universo appena citato.”

 

Le sue ipotesi sono che il sole e le stelle fisse restano ferme, che la terra gira intorno al sole sulla circonferenza di un cerchio di cui il sole occupa il centro, e che la sfera delle stelle fisse, situata intorno allo stesso centro, è così grande che il cerchio in cui egli suppone che la terra si muova dista dalle stelle fisse tanto quanto il centro della sfera dista dalla sua superficie….

 

Non si conoscono altri astronomi che abbiano esposto idee simili prima di lui. Peraltro i suoi successori non accettarono le sue ipotesi e questo non contribuì certo alla sua popolarità. Secondo Plutarco, Aristarco seguiva la teoria di Eraclide di Ponto che pensava che la rotazione diurna delle stelle fisse fosse dovuta alla rotazione della Terra sul suo asse.

Di lui parla Vitruvio (I sec. d.C.), il famoso architetto e ingegnere romano, che lo cita nel “De Architectura” in una lista di personaggi cui si devono invenzioni e risultati di particolare importanza per lo sviluppo delle scienze e della tecnica.

 

Matematico ed astronomo, Aristarco occupa tuttavia un posto importante nello sviluppo della matematica astronomica. A lui si deve anche il primo tentativo di determinare le dimensioni e le distanze del Sole e della Luna.

L'unica opera pervenuta di Aristarco è il breve trattato “Sulle dimensioni e distanze del Sole e della Luna”, nel quale stima la grandezza del Sole e della Luna e calcola le relative distanze dalla Terra.

 

 

 

 

Quando la Luna è in quadratura, ossia è illuminata per metà, essa, con la Terra e il Sole, forma un triangolo rettangolo. Misurando in tale condizione l'angolo β compreso tra la direzione Terra-Sole e la direzione Terra-Luna è possibile calcolare il rapporto tra le loro distanze mediante ragionamenti di tipo geometrico.

Aristarco stimò il rapporto tra le distanze del Sole e della Luna come compreso tra 18 e 20, mentre il rapporto tra le distanze medie è in realtà circa 400. 

 

I valori ricavati, per quanto errati, furono utilizzati da tutti i suoi successori per più di 1500 anni. Solo verso il XVII secolo dopo le osservazioni di Copernico, Tycho Brahe, Keplero ed altri, si ebbe una determinazione corretta di queste distanze.

 

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