Il viaggio sulla Luna visto dal cinema.

 

Il primo viaggio sulla Luna visto dal cinema.

Marie-Georges-Jean Méliès, conosciuto come Georges Méliès, è universalmente riconosciuto come il secondo padre del cinema (dopo i fratelli Lumière) per l’introduzione e la sperimentazione di numerose novità tecniche e narrative, ed è considerato da molti critici come l’inventore della regia cinematografica in senso stretto.

 

A lui è attribuita l’invenzione del cinema fantastico e fantascientifico e di numerose tecniche cinematografiche, in particolare del montaggio, la caratteristica più peculiare del nascente linguaggio cinematografico.

 

Nacque e morì a Parigi, dove la sua famiglia aveva una piccola impresa manifatturiera di scarpe. Come prestigiatore e illusionista dirigeva il Teatro Robert-Houdin a Parigi, dove erano messi in scena spettacoli di magia, intervallati talvolta da proiezioni di lanterna magica e persino del kinetoscopio di Thomas Edison.

Presente alla prima rappresentazione cinematografica del 28 dicembre 1895, rimase colpito dall’invenzione dei fratelli Lumière. In quell’occasione intuì le potenzialità del nuovo mezzo di intrattenimento.

I suoi primi film imitavano quelli dei Lumière, ma ben presto trovò un proprio stile trasferendo nel cinema i trucchi del suo mestiere.

Il suo film più noto è”Viaggio nella Luna”(Le Voyage dans la Lune), del 1902. Questo film richiama direttamente l’opera di Jules Verne ed è considerato il primo film di fantascienza con un successo cinematografico mondiale.

Per quei tempi, questo film fu realizzato su un bilancio astronomico di 10.000 franchi, ma fu un rischio che ebbe un enorme successo. La sua popolarità fu tale da diventare uno dei primissimi casi di pirateria. Si narra che degli agenti di Thomas Edison corruppero il proprietario di un teatro a Londra per ottenere una copia del film, dalla quale Edison stampò centinaia di copie per proiettarle a New York, senza pagare nulla a Méliès. Un duplicato illegale del film fu reso disponibile negli Stati Uniti da Siegmund Lubin sotto il titolo “A Trip to Mars”

 

Méliès scrisse la sceneggiatura, ideò i set e i costumi, diresse e produsse il film. Assunse acrobati dal Folies Bergere per impersonare gli abitanti lunari denominati Seleniti. Le ragazze scarsamente vestite presenti al momento del lancio erano ballerine del balletto di Châtelet. Sicuramente, però, l’immagine della capsula lunare che atterra nell’occhio della Luna è la più famosa sequenza riconosciuta nella storia cinematografica.

Il film ha tutti gli elementi che caratterizzano il genere scientifico-fantascientifico: scienziati avventurosi, un viaggio spaziale futuristico, effetti speciali come sovrapposizioni e strani alieni in un luogo lontano.

 

Il film si apre in un incontro scientifico di una società astronomica francese - il Club Astronomico. Il presidente e vari altri astronomi entrano in una grande sala impreziosita da strumenti e vengono consegnati i loro telescopi da sei assistenti. Un professore accademico con un cappellino appuntito chiamato professor Barbenfouillis (Georges Melies stesso), il presidente della società, entra mentre tutti si siedono e spiega ai membri del suo piano per un viaggio esplorativo sulla luna.

La sua idea è approvata da molti, ma un membro obietta violentemente. Quando l’ordine viene finalmente ristabilito dopo che il presidente lancia i suoi documenti e libri sulla testa del dissente, il viaggio proposto dal presidente viene votato. Cinque uomini esperti si propongono per fare il viaggio insieme al presidente.

I cinque uomini (secondo la narrazione, sono chiamati Nostadam, Alcofrisbas, Omega, Micromegas e Parafaragamus) che accompagnano il presidente arrivano all’interno di un laboratorio dove fabbri, meccanici, falegnami e inventori stanno costruendo la nave razzo.

Uno degli astronomi malvagi, Micromegas, cade all’indietro in una vasca piena di acido nitrico.

In cima ai tetti della città sono stati preparati pomposi preparativi. Nel sito di lancio il razzo è in posizione e pronto a ricevere i viaggiatori. I viaggiatori arrivano e una assistente chiude la porta dietro di loro, quindi il proiettile viene spinto nella bocca del cannone. Un ufficiale dà il segnale ed un uomo su una scala accende la miccia.

La Luna si avvicina. Come in una favola, risulta essere un enorme volto sorridente di “dimensioni colossali”. Questa è una delle immagini più riconoscibili della storia del cinema.

Il proiettile si avvicina sempre più alla Luna e va a colpire l’occhio destro dell’Uomo nella Luna.

Dopo l’atterraggio, la squadra di scienziati si avvicina alla desolata superficie lunare caratterizzata da un paesaggio pieno di crateri.

Contro l’orizzonte della Luna, i visitatori vedono la Terra lentamente salire nello spazio. Mentre stanno per esplorare, una violenta esplosione (vulcanica?) li invia in tutte le direzioni.

I viaggiatori sono stanchi e si mettono a dormire e sognano. Sognano delle stelle che si trasformano in una visione della dea Phoebus, di Saturno nel suo globo circondata da un anello, e di due ragazze affascinanti che tengono una stella. Per ordine di Phoebus, Saturno punisce i terrestri causando una tempesta di neve che copre il suolo con una coperta bianca di neve. I viaggiatori sfortunati si svegliano tutti infreddoliti e, senza esitazione, decidono di scendere nell’interno di un grande cratere della Luna per cercare un riparo.

Nel regno sotterraneo lunare, gli scienziati arrivano in una misteriosa grotta piena di enormi funghi di ogni genere ( un richiamo al “Viaggio al centro della Terra” di Verne?). Uno di loro apre il suo ombrello per confrontarne la dimensione con il fungo, ma l’ombrello improvvisamente si trasforma in un fungo. Appaiono strani esseri, sono i Seleniti.

Gli astronomi terrorizzati vengono catturati quando sono sopraffatti da un gran numero di abitanti della Luna. In una scena successiva, i visitatori sono al cospetto del re. Il presidente Barbenfouillis, riesce a liberarsi, prende il re e lo fa scoppiare.

I terrestri riescono a fuggire ed a rientrare nel proiettile. Solo il presidente non rientra nel razzo ma scende con una corda e si appende dalla parte anteriore del guscio. Il suo peso fa cadere il proiettile dal bordo della Luna e raggiunge la Terra. Il guscio cade in mare, nell’Oceano Atlantico, e raccolto da una nave a vapore. Gli scienziati vengono accolti a Parigi come eroi.

 

 

 

 

 

 

 

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