Il primo viaggio sulla Luna fu compiuto diciotto secoli fa!

Contrariamente alla credenza popolare, la conquista dello spazio non è cominciata a metà del 20° secolo, ma molto prima.

Il primo uomo che andò sulla Luna con la fantasia fu Luciano di Samosata.

 

 

Il primo viaggio sulla Luna fu compiuto diciotto secoli fa! Luciano di Samosata la descrive abitata soltanto da uomini, travagliata dalla miseria e dalla disoccupazione, in guerra con il Sole (ma si tratta, naturalmente, della fantasticheria di un poeta!).

«Un giorno navigavo verso l’Oceano d’Occidente, spinto da un vento propizio. Causa fondamentale del viaggio era stata l’irrequietezza della mia mente e la volontà di sapere dove finisse l’Oceano e quali uomini vivessero al di là di questo. A tale scopo caricai moltissimi viveri, una quantità d’acqua sufficiente; mi procurai inoltre un buon numero di armi, presi il miglior pilota e rinforzai la nave — era un battello leggero — attrezzandola per una navigazione lunga e pericolosa. Navigammo, dunque, per un giorno e una notte col vento propizio, ma non progredimmo gran che e la terra era ancora in vista. Il giorno seguente col sorgere del sole il vento crebbe, le onde ingrossarono e si fece un buio tale che non era nemmeno più possibile ammainare la vela. Cedemmo alle raffiche e ci lasciammo andare restando settantanove giorni in balia dell’uragano».

Defoe, Swift, Melville, Stevenson? Solo Luciano di Samosata.

Scampato alla tempesta con i suoi compagni, il protagonista della “Storia Vera” approda su un’isola misteriosa. Il primo incontro è con un fiume dove scorre del vino eccellente, dove è possibile pescare dei pesci che li ubriacano tutti quanti ed è il primo dei mille prodigi di cui e intessuto il breve romanzo. Subito dopo, i naviganti, ripartiti e investiti nelle vele da un vento gagliardo, vengono sospinti in cielo approdano su un’isola aerea con una foresta fossile.

Ci sono sequoie e abeti, ma anche molte specie scomparse: che altro potrebbe essere se non la Luna?

Strani esseri abitano il paese, vago e ben coltivato. Ci sono gli ippogrifi (creature leggendarie originata dall’incrocio tra un cavallo ed un grifone, con testa e ali di aquila, zampe anteriori e petto da grifone ed il resto del corpo da cavallo). Ci sono uomini che cavalcano grandi grifi a tre teste come su cavalli alati. I grifi sono addirittura immani: hanno penne lunghe e massicce più di un albero di un galeone.

Nella Luna non c’erano donne: il gentil sesso vi è affatto sconosciuto. Vi nascono soltanto esseri maschili, e tra maschi — naturalmente — avvengono i casti connubi. C'è poi un altro guaio assai serio. Neanche sulla Luna è stato possibile risolvere risolvere il problema economico-sociale. (Tutto il mondo è paese!). Poiché — là, come qui da noi — ci sono i ricchi e ci sono i poveri disperati.

C’è un problema che tormenta il paese lunare: quello della disoccupazione. Al momento dell’atterraggio, gli astronauti trovarono una vera e propria « guerra calda ». Endimione, re della Luna, è in lotta con Fetonte, re del Sole. Per ovviare alla disoccupazione permanente, il governo della Luna aveva ideato un’emigrazione in massa dei suoi sudditi con l’intento di colonizzare qualche zona disabitata del Sole. Figuriamoci quel Fetonte! Respinge con sanguinose perdite il nemico entro i naturali confini.

Gli audaci pionieri, dopo aver effettuato altri voli (sempre avendo come base aerea la Luna) nello Zodiaco e a Lucernopoli, e poi nel paese dei sogni e dei poeti. Travolti da una violentissima burrasca riescono a farla franca e ritornare a terra. 

La Storia vera è un’invenzione libera, lo sfogo di una fantasia.

 

 

 

 

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