875-1000.  La fine dell’Alto Medioevo. Il Friuli sotto i Berengarii e gli Ottoni. Il periodo in sintesi

 

 

 

Il X secolo fu un periodo molto difficile per la condizione umana e segna la fine dell’Alto Medioevo.

Il regime di Carlo Magno, che non c’era più, era stato un momento di transizione tra i barbari e il mondo feudale.

Morto Carlo Magno iniziò un periodo di continue lotte per la corona d’Italia. A questo si aggiunsero delle terribili incursioni degli Ungari, incendi, uccisioni, …. , facendo entrare la società dell’epoca in un periodo buio.

Tra odi, paure, bisogno di riparo, in questo periodo sorsero molti castelli, torri, mura: qualsiasi cosa che servisse a salvare la propria vita.

Il governo feudale considerava solo il soldato, gli altri erano solo servi e schiavi. C’era lo spazio solo alla prepotenza ed alla violenza, non alla ragione e alla giustizia, opprimendo il più debole.

Fortunatamente, in mezzo a questa devastazione, ci furono i primi segnali di una voglia di migliorare la condizione umana che diedero vita ad alcuni atti magnanimi.

Il Patriarcato di Aquileia stava diventando sempre più indipendente. I Patriarchi erano molto potenti ed avevano l’appoggio dei re germanici. Esercitavano diritti sovrani e fondarono lo Stato Friulano.

Oltre al compito di difendere i propri confini, ben presto dovette affrontare diversi attriti interni causati dalle dispute che si crearono tra le Signorie che facevano parte del Patriarcato.

 

 

 

E’ probabile che,  intorno alla metà del IX secolo , la marca continuasse a comprendere oltre all’attuale regione Friuli Venezia Giulia, il territorio trevigiano, che giungeva fino a Mestre, un retroterra quasi obbligato, visto che con la fine del regno longobardo Carlo Magno soppresse il piccolo ducato di Ceneda. Verso oriente la marca superava il confine dell’Isonzo per comprendere probabilmente l’attuale Slovenia ma, in questo caso, i confini non erano determinabili. L’ipotetica espansione della marca franca del Friuli nel resto del territorio veneto, ovvero l’unione con i comitati di Verona e Vicenza, non è invece proponibile per l’intero IX secolo.

 

Dal punto di vista istituzionale, per giungere ad una reale integrazione tra il territorio veneto (la marca veronese) e quello friulano, bisogna attendere la creazione del grande ducato di Baviera retto da Enrico, fratello del grande Ottone, nel 952 poi ulteriormente ingrandito nella seconda metà del X secolo con l’annessione alla Carinzia.

 

 

 

La Baviera nel 976, con le marche d'Austria, Carinzia e Verona

 

In questo modo il ducato di Baviera arrivò a comprendere, tra il 952 ed il 976, un ambito territoriale che oltre all'odierno Triveneto, toccava parte dell’Austria meridionale, l’intera Slovenia, l'Istria, e naturalmente la Baviera. Una regione certo amplissima, con al centro la catena alpina, solcata dalle due strade principali del Brennero e del passo Monte Croce Carnico necessarie per porre in relazione l'area italica con quella tedesca.

La marca carolingia del Friuli della prima metà del IX secolo ricalcava quindi solo parzialmente queste dimensioni, ma in entrambi i casi il limes Avaricus (o Pannonicus), teatro dei maggiori gli scontri militari, continuava ad essere parte integrante dei due contesti politici. I dati disponibili sembrano far propendere per l’assenza di una vera e propria circoscrizione, almeno dotata di stabilità da un punto di vista territoriale. La marca serviva essenzialmente per organizzare spedizioni militari e come base organizzativa.

Si ritiene quindi che almeno fino al IX secolo, la marca fosse retta solo dal marchese in stretta relazione alle politiche di difesa dell’impero, e che proprio la turbolenza connessa alla presenza di popolazioni nei confini orientali non consentisse la nascita di un più radicato potere in senso amministrativo.

Forte l’ipotesi che i duchi-marchesi friulani fossero dei funzionari di alto livello scelti principalmente in virtù della formazione militare e della fedeltà a re ed imperatori mentre, almeno nella prima fase, non avevano funzioni di governo nel territorio friulano. In conseguenza a questo, la marca del Friuli «fu soprattutto un mero supporto istituzionale per una attività di guerra e di politica che era proiettata verso spazi esterni e distanti».

 

 

Francesco di Manzano. Annali del Friuli. Volume 1. 1858

 

Luigi Zanin, L'EVOLUZIONE DEI POTERI DI TIPO PUBBLICO NELLA MARCA FRIULANA DAL PERIODO CAROLINGIO ALLA NASCITA DELLA SIGNORIA PATRIARCALE, tesi di Dottorato di ricerca in Storia sociale europea dal medioevo all'età contemporanea, Università Ca’ Foscari di Venezia

 

 

 


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