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Il ducato di Ratchis

 

 

Nipote di re Liutprando, nel 737 fu nominato duca del Friuli. A insediarlo fu lo stesso sovrano, che lo considerava fedele nonostante fosse figlio di Pemmone, il duca deposto da Liutprando a causa delle tendenze autonomiste manifestate contrastando duramente il patriarca di Aquileia, Callisto.

Appena diventato duca, Ratchis mosse guerra contro gli Slavi in quanto si rifiutavano di pagare le imposte introdotte dai suoi predecessori. Ratchis raggiunse con il suo esercito la Carniola (una regione storica collocata tra il Friuli, la Carinzia, la Stiria, la Croazia e l'Istria, che ha costituito il nucleo fondante dell'attuale stato sloveno). I Longobardi vinsero e devastarono tutta la Carniola.

Nel 742, il re longobardo Liutbrando marciò verso sud e affrontò in battaglia l'esercito bizantino-spoletino tra Fano e Fossombrone.  In questa occasione il re longobardo aveva chiesto aiuto al duca Ratchis e a suo fratello Astolfo.  

 

 

Si narra che i spoletani e i romani ferirono parecchi dell’esercito longobardi. Ratchis e il suo esercito foro giuliano, che era disposto nella retroguardia, sostenne tutto il peso della battaglia e uccise molti nemici. Durante la battaglia si fece avanti uno spoletano di nome Bertone che iniziò a chiamare Ratchis e lo attaccò. Ma Ratchis con un colpo lo fece cadere da cavallo. L’esercito friulano voleva ucciderlo ma Ratchis volle salvarlo. Bertone, trascinandosi a carponi, riuscì a fuggire.

La battaglia si stava consumando a ridosso di un ponte ed Astolfo lo aveva alle spalle. Dal ponte arrivarono due fortissimi spoletani. Astolfo se ne accorse e subito ne ferì uno buttandolo giù dal ponte. Subito dopo uccise anche il secondo aggressore.

La fama di Ratchis e Astolfo si diffuse in tutto il regno.

 

Nel 744, morì improvvisamente re Liutbrando. Venne nominato re il nipote Ildebrando. Regnò per otto mesi (da gennaio ad agosto), prima di essere deposto da quella parte dei duchi che miravano all'autonomia dei propri domini e a una politica di pace verso Roma e Bisanzio. 

Venne nominato re Ratchis, probabilmente grazie alla corrente più autonomista dei duchi.

Ratchis, tuttavia, cercò di legittimare la propria usurpazione presentandosi come erede e continuatore della politica di Liutprando. Nonostante il prestigio militare che aveva conquistato in precedenza si trovò quindi presto a dover bilanciare una difficile mediazione tra istanze opposte, senza possedere le doti politiche e diplomatiche di Liutprando.

La sua debolezza politica si manifestò in un governo stabile e pacifico in politica estera, ma turbolento e segnato da profondi contrasti all'interno.

Per rafforzare la propria posizione, scarsamente sorretta dalla grande aristocrazia guerriera longobarda, si prodigò per sostenere la piccola nobiltà dei "gasindi", i liberi che si stavano impoverendo e la massa della popolazione romanica. Lui stesso sposò una donna romana, Tassia, e lo fece seguendo il rito romano anziché quello tradizionale longobardo. A partire dal 746 si attribuì, al posto del tradizionale titolo di re dei Longobardi, quello romaneggiante di princeps: chiara manifestazione della sua volontà di porsi al di sopra delle diverse etnie che abitavano il suo regno.

Queste scelte politiche, rafforzate dall'ammissione a corte di caratteristiche filo-romane, suscitarono la reazione dei tradizionalisti longobardi, irritati anche dal fatto che il re cercasse una pace duratura con Roma e i Bizantini. Per rispondere al crescere di queste pressioni invertì la rotta della sua politica nel 749, invadendo la Pentapoli e cingendo d'assedio Perugia, nodo cruciale sulla via di collegamento tra Roma e l'Esarcato. Un intervento di papa Zaccaria lo convinse tuttavia a togliere l'assedio; il prestigio di Ratchis tra i suoi uomini subì così un colpo decisivo.

Ratchis tentò di opporsi alla deposizione, ma presto fu costretto a rifugiarsi a Roma, dove prese i voti insieme a tutta la sua famiglia. 

Nel luglio di quello stesso 749 l'assemblea dei Longobardi, riunita a Milano, lo dichiarò decaduto e insediò al suo posto il fratello Astolfo. 

 

Ratchis regnò per 6 anni. Si sposò con Tassia ed ebbe una figlia di nome Rotrade. Successivamente si fece monaco e, insieme ai suoi figli maschi, si ritirò a Montecassino intorno al 750. La moglie e la figlia diventarono monache e fondarono il monastero di Piombariola, a pochi chilometri da Montecassino.

 

Nel 744, quando Ratchis venne prescelto come nuovo re dei Longobardi in sostituzione del deposto Ildebrando, Astolfo divenne duca del Friuli. Rimase in carca fino al 749.

 

 

Nota. Il gasindio era, nella società longobarda, un guerriero di basso rango, solitamente legato al sovrano da un rapporto non ancora assimilabile al legame vassallitico-beneficiario feudale: alla sottomissione del nobile corrispondeva una garanzia di protezione regia.

 

 

Francesco di Manzano. Annali del Friuli. Volume 1. 1858

 


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