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I longobardi, per vendetta, distruggono Oderzo.

 

 

Oderzo non fa parte del Friuli Venezia Giulia ma storicamente ha avuto stretti rapporti con la nostra regione, siano esse positive oppure negative.

Tra il 610 e il 625, il patrizio Gregorio invitò a Oderzo i longobardi Caco e Tasone, figli di Gisulfo II duca del Friuli per un incontro conviviale, e giura di tagliare la barba al primo e di "adottarlo" come proprio figlio. I due giovani arrivano in città con gli amici, ma una volta entrati vengono barbaramente uccisi. Gregorio quindi scioglie il giuramento tagliando la barba alla testa mozzata di Tasone.

 

 


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Per vendetta, Oderzo venne distrutta per ordine di re Rotari nel 634. Durante questo evento i cittadini più ricchi scapparono e raggiunsero le foci del Piave e la laguna, In tale occasione venne fondata Eraclea, chiamata anche Città nuova.

Oderzo venne ricostruita.

Molti anni dopo, nel 667, Opitergio, l’attuale Oderzo, venne distrutta per ordine dal re longobardo Grimoaldo.  I Longobardi non avevano ancora perdonato la città per gli omicidi che si consumarono all’interno delle sue mura. La città venne nuovamente distrutta fino alle fondamenta creando degli ampi spazi. Era tale il disprezzo dei Longobardi che, al fine di impedirne la ricostruzione, parte del territorio fu dato ai trevigiani, parte ai friulani e parte ai cenedesi (attuale Vittorio Veneto).

Oderzo venne attaccata il giorno del sabato santo. Un giorno importante in quanto era tradizione battezzare i bambini con un rito solenne nella chiesa maggiore. Era tale la rabbia di Grimoaldo che fece annegare i diaconi nella fonte battesimale.

 

Nota. Nella chiesa primitiva c’era l’usanza di battezzare i fedeli solo due sabati all’anno: quello che precedeva la Pasqua e quello della Pentecoste. Successivamente, in alcuni luoghi,  fu introdotta anche la giornata dell’Epifania.

 

 

Francesco di Manzano. Annali del Friuli. Volume 1. 1858

Antonino Ellero, Notizie varie di Oderzo scritte nel 1734 ripubblicate nelle faustissime nozze Moro-Costantini il febbraio del 1848

 


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