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Dopo la morte di Gisulfo II, in Friuli ci fu un periodo di pace. In questo periodo la Natura si fece sentire con terremoti ed epidemie.

 

 

Il ritorto dei figli di Gisulfo II

 Caco e Tasone erano i figli maggiori del duca Gisulfo II del Friuli e di Romilda, già adolescenti quando il padre cadde in battaglia contro gli Avari. Fatti prigionieri, furono condotti come tutti i Longobardi catturati dagli Avari in Pannonia; giunti nella terra lasciata dal loro popolo ai tempi di Alboino, appresero l'intenzione dei loro nemici di uccidere tutti i maschi maggiorenni, dopo essersi spartiti le donne e i bambini come schiavi. Caco, Tasone e il più grande dei loro fratelli ancora bambini, Radoaldo, tentarono allora la fuga a cavallo. Uno di loro temette che il fratellino più piccolo, Grimoaldo, non fosse in grado di sostenere la cavalcata e fece per ucciderlo, ritenendo "che era meglio per lui morire di spada che sopportare il giogo della prigionia". Il piccolo Grimoaldo, tuttavia, lo convinse a desistere, dimostrandogli di saper cavalcare. Catturato nuovamente, riuscì a uccidere il suo carceriere e a ricongiungersi con i fratelli.

Tra il 610 ed il 625, Caco e Tasone assunsero il governo del ducato e lo espansero a danno degli Slavi, che da allora furono costretti fino ai tempi di Rachis a versare un tributo ai Longobardi. I due fratelli ricercarono un'alleanza con i bizantini come il padre, ma caddero in un'imboscata tesa loro nella città di Oderzo dal patrizio bizantino Gregorio. Questi aveva promesso a Tasone di adottarlo come figlio, con il rito del taglio della barba; il duca lo raggiunse insieme al fratello e a una piccola scorta. Appena arrivati a Oderzo, Gregorio fece chiudere le porte della città e inviò i suoi armati contro i Longobardi. I fratelli compresero immediatamente la situazione, si prepararono a combattere e si scambiarono il bacio della pace e l'ultimo saluto. Si dispersero quindi per le strade, uccidendo chiunque si trovassero davanti e, scrive Paolo Diacono, "facendo grande strage dei Romani; ma alla fine anche loro furono uccisi". Gregorio mantenne comunque la sua promessa: ordinò che gli portassero la testa di Tasone e gli tagliò la barba. All'epoca la città di Oderzo era retta dal vescovo san Tiziano.

Gli storici non sono concordi per quanto riguarda l’anno in cui si verificarono questi eventi: per alcuni questi fatti avvennero nel 625, per altri nel 617.

La vendetta arriverà cinquant'anni dopo ad opera di Grimoaldo, fratello minore dei due divenuto nel frattempo re dei Longobardi: questo raderà definitivamente al suolo la città nel 667.

 

 

 

Grasulfo II diventa duca

Grasulfo II, fratello di Gisulfo II, assunse il titolo ducale all'indomani dell'uccisione per mano bizantina, a Oderzo, dei due figli maggiori di Gisulfo e coreggenti del ducato, Caco e Tasone. Paolo Diacono non fornisce informazioni sul suo regno, ma segnala che la sua nomina scontentò i due figli superstiti di Gisulfo, gli ancora giovani Radoaldo e Grimoaldo. Ormai prossimi alla maggiore età, rifiutarono di sottomettersi all'autorità dello zio e si trasferirono nel ducato di Benevento presso il duca Arechi I.

Grasulfo II fu al governo fino al 653.

 

 

 

Periodo di terremoti ed epidemie

Nonostante il periodo di pace, nel 615 ci furono molti terremoti in tutta la penisola. Muratori segnala anche una epidemia di lebbra. Un morbo che, nei secoli successivi, più volte fece la sua comparsa. In questo periodo serpeggiava anche un’altra malattia: l’elefantiasi. Una malattia che era diffusa soprattutto nei paesi confinari, come Aquileia, in quanto commerciavano con paesi ove era diffusa questa malattia.

 

Nota. L'usanza del taglio della barba era molto sentita nella società longobarda, in quanto segnava idealmente il passaggio dei giovani all'età adulta; da questa usanza derivano i due termini in lingua veneta tosàt e tosa, che significano rispettivamente ragazzo e ragazza.

 

 

Bernardino Zanetti, Del regno dei longobardi in Italia, 1753

Francesco di Manzano. Annali del Friuli. Volume 1. 1858

 

 

 


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