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Il declino e la morte di Teodorico

Il declino di Teodorico

 

La stabilità del governo e l’abilità di Teodorico, che regnò sia tramite le alleanze esterne che affidandosi internamente al contributo dei romani cui delegò gli incarichi amministrativi, assicurarono una vera e propria rinascita di un territorio che era andato impoverendosi; ma così facendo allarmò l’impero d’Oriente e il regno dei franchi che iniziarono a temere la potenza del sovrano.

Il progetto di Teodorico di realizzare una vera e propria convivenza si incrinò presto a causa dei diversi divieti da lui stesso emanati. Si ritrovò contro le autorità ecclesiastiche e la ex classe dirigente romana che furono sospettate di aver stretto alleanza con il regno dei franchi e l’impero d’Oriente.

In Italia iniziarono dei tumulti. Da un lato ci furono minacce dai barbari germanici. A Ravenna i giudei gettaro le offerte credendo che fossero le ostie cristiane provocando l’insorgere del popolo che bruciarono le sinagoghe. Anche a Roma fu bruciata una sinagoga e puniti dei cristiani. I romani iniziarono a discostarsi da Teodorico e viceversa.

Gli ultimi anni di vita di Teodorico furono caratterizzati da un progressivo indurimento delle posizioni del sovrano. In particolare era sempre più sospettoso temendo complotti. La catena di sospetti, incarcerazioni e vendette politiche si inasprì ulteriormente quando Costantinopoli decise di dare una stretta contro l’eresia predominante tra i goti. Nel 523, Giustino, imperatore d’Oriente, fece un editto contro gli eretici e tolse le chiese agli ariani che non volevano convertirsi.

Nel 524 il nuovo imperatore d’Oriente Giustino I emanò un decreto contro gli ariani che avrebbe dovuto essere esteso anche all’Italia, considerata parte integrante dell’Impero. Teodorico reagì inizialmente in maniera conciliante avvalendosi della mediazione dello stesso papa Giovanni I a Bisanzio.

Teodorico chiese a papa Giovanni di andare a Costantinopoli e persuadere l’Imperatore a restituire le chiese agli ariani o altrimenti avrebbe tolto le chiese ai cattolici.

Non si conosce il risultato dell’incontro a Costantinopoli ma pare che il papa, quando tornò a Roma, distribuì i doni destinati all’imperatore. Quello che è certo è che papa Giovanni fu richiamato a Ravenna dove fu portato in carcere e morì il 18 maggio 526.

Fallito il tentativo, Teodorico mise in atto una feroce politica di persecuzioni che vide coinvolto lo stesso papa, lasciato morire in carcere a Ravenna colpevole di non essere riuscito ad ottenere la libertà di culto per i goti ariani.

Teodorico cercò di imporre la nomina di un nuovo papa ma incontrò resistenza per questo motivo decretò che bisognava cacciare i cattolici dalle chiese per darle agli ariani.

Nell’agosto del 526 Teodorico emanò un decreto per dare le chiese cattoliche agli ariani. Il fato però anticipò le azioni: Teodorico morì il giorno prefissato per l’esecuzione del decreto.

Teodorico lasciava un’Italia in apparenza pacifica affidata alla reggenza della figlia Amalasunta in attesa che il nipote Atalarico fosse in grado di prenderne il comando.

 

  1. Giuseppe Staffa. L’incredibile storia del Medioevo. 2017
  2. Francesco di Manzano. Annali del Friuli. Volume 1. 1858
  3. Cesare Balbo. Storia d’Italia sotto i barbari. 1856

 

 


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