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Il lungo periodo delle invasioni barbariche e la caduta dell’impero romano.

L'inizio del Medio Evo

Dopo i saccheggi di Attila, in pochi anni, ci furono molte incursioni barbariche.

Nel 463 arrivarono gli Alani comandati dal loro Re Beorgor. Gli Alani provenivano, probabilmente, dal Caucaso. Si narra che era una popolazione alta di statura, utilizzavano molto i cavalli ed erano degli ottimi domatori. Era un popolo nomade e si spostava con i carri, con la famiglia e con tutto ciò che possedevano. Nella guerra erano molto crudeli e si narra che fosse un popolo molto superstizioso, infatti predicevano il futuro leggendo i rami degli alberi.

Gli Alani sono stati collegati dagli storici moderni allo Yancai dell'Asia centrale e agli Aorsi. Migrarono verso ovest e diventarono i dominatori della steppa ucraina, sotto il dominio unno fondarono un potente regno nel Caucaso settentrionale.

Questa popolazione attraversarono le Alpi Giulie e raggiunsero la provincia di Venezia per poi proseguire verso le pianure del nord Italia. Non è certa quale fu la strada che percorsero gli Alani infatti,  secondo il Muratori, i barbari scesero dalle Gallie.

Il Liruti racconta che l’esercito era molto numeroso e raggiunse l’Italia per depredare tutto ciò che era stato lasciato da Attila. ma furono sconfitti e sterminati non molto lontano da Bergamo dall'esercito romano.

 

 

 

Trascorsero pochi anni e nel 473 gli Ostrogoti, sotto Teodemiro, devastarono nuovamente il Friuli. L’Imperatore Glicerio riuscì a bloccare l’avanzata non con le armi ma con l’oro. In realtà,  in quel momento era in atto un’altra invasione degli Ostrogoti dalle Gallie con l’intento di unire i due eserciti. L’Imperatore Glicerio non era sufficientemente potente per contrastare contemporaneamente i due eserciti e decise di combattere con uno e con l'altro convincerlo a ritirarsi donando delle richezze.

 

 

L’Impero Romano d’Occidente era sempre più debole e Glicerio venne deposto da Giulio Nepote.

Successivamente,  il 28 agosto 475, il generale Flavio Oreste, dopo essere uscito da Roma forse contro un esercito nemico, prese il controllo di Ravenna e costrinse Nepote a fuggire. Oreste, che era di origini germaniche, non poteva diventare imperatore. Per questo motivo fece acclamare imperatore suo figlio, Romolo Augusto, anche se molto giovane ma di madre romana.

All'arrivo di Oreste, Nepote si trovò nell'impossibilità di organizzare una difesa e preferì ritirarsi nel dominio "di famiglia", la Dalmazia. Ironicamente, a Salona trovò, come vescovo, proprio Glicerio, che aveva deposto pochi anni prima.

Nepote, per vendicarsi di Oreste, invitò Odoacre ad invadere l’Italia. Quest’ultimo, un generale unno, raccolse un esercito di barbari. Passò attraverso le Alpi Giulie e saccheggiò il Carso e Trieste che, appena risorta dal saccheggio di Attila, fu nuovamente incenerita. Successivamente si mosse verso il Friuli, tralasciò Aquileia, e prese la direzione di Treviso, Vicenza e poi Brescia saccheggiando tutto ciò che trovava.

Oreste cercò di opporsi all’avanzata di Odoacre sapendo benissimo che non ne aveva le forze. Dopo un tentativo di difesa si rifugiò con il proprio esercito a Pavia dove divennero preda degli Sciti e trovarono tutti la morte.

 

 

 

Tradizionalmente Romolo Augusto, figlio di Oreste, è considerato l'ultimo imperatore d'Occidente. Tuttavia quando Romolo venne deposto da Odoacre, capo degli Eruli, il 4 settembre 476, non venne nominato un nuovo imperatore: un imperatore esisteva già, era Giulio Nepote e regnava col sostegno dell'Imperatore d'Oriente, Zenone. Odoacre inviò un ambasciatore a Costantinopoli per farsi riconoscere come rappresentante imperiale in Italia; Zenone accettò, subordinando il riconoscimento di Odoacre alla sua subordinazione a Giulio Nepote. Giulio Nepote rimase in Dalmazia, regnando solo nominalmente sull'Impero d'Occidente, mentre Odoacre governava effettivamente in Italia.

Roma, prima di sperimentare Odoacre come nemico, lo accolse come vincitore. Odoacre si fece chiamare prino Re di Roma. L’Impero Romano d’Occidente non c’era più.

Da qui ebbe inizio il Medio Evo.

 

 

 

  1. Francesco di Manzano. Annali del Friuli. Volume 1. 1858
  2. Liruti. Notizie delle cose del Friuli. Volume 2.
  3. Lodovico Antonio Muratori, Annali d’Italia. Volume IV. 1749

 


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