I Carni cedono all’avanzata romana

I Galli Carni vennero sottomessi dai Romani nel 116 a.C.

 

Nel 186 a.C. 12000 Galli Transalpini passarono le Alpi, stabilendosi nella zona dove in seguito sorse lla Città romana si Aquileia e costruendo un oppidum. Il centro carnico era situato a circa 12 miglia dal luogo dove sarebbe sorta Aquileia.

Vi furono trattative per una soluzione diplomatica ma nel 183 a.C. Marco Claudio Marcello inviò in zona un esercito per mettere fine all’epansione delle popolazioni provenienti dal nord.

I Galli si arresero ai legati L. Furio Purpurione, Q. Minucio Rufo e L. Manlio Acidino. Nello stesso anno il Senato decretò la deduzione della colonia latina di Aquileia.

Nel 179 a.C. altri 3000 Galli passarono le Alpi e chiesero di occupare le terre in cambio della sottomissione ai Romani ma vennero cacciati.

Nel frattempo Aquileia si stava espandendo e Marco Claudio Marcello ebbe il compito di sottomettere i Carni dopo aver risolto la questione Istri.

Già da tempo i Romani stavano conquistando i territori delle Alpi Ligure e a mettere in sicurezza tutte le vie occidentali di entrata in Italia. Non meno importanti per la sicurezza dell’Impero Romano era anche il dominio delle Alpi Orientali. Per tale motivo si ritiene che i Romani decisero per l’opprssione delle popolazioni carniche. Nel 116 a.C, sotto il comando del Console Cato e con gli auspici di Marco Emilio Scauro, i Romani conquistarono le Alpi Carniche. 

I Romani festeggiarono la sconfitta dei Carni costruendo un monumento a Roma, rinvenuto nel 1563, in cui si leggeva

M. AEMILIVS. M. F. M. N.

SCAVRVS. COS.

DE. GALLEIS. KARMEIS.

 Due anni dopo, la Carnia fu teatro di guerra quando Gneo Papirio Carbone, console romano, affrontò l’invasione dei Cimbri, barbari a quel tempo sconosciutà dalla civiltà romana. Carbone battè i Cimbri e si racconta che non fece uno sterminio grazie ad una pioggia intensa che sparpagliò gli eserciti. Secondo alcuni storici la battaglia si consumò sull’Isonzo, vicino a Gorizia altri citano il fiume Tagliamento.

Dopo questa impresa, le cronache del tempo narrano del passaggio di Caio Giulio Cesare dopo aver prelevato delle Legioni che stavano svernando a Aquileia.

Giulio Cesare aveva deciso di attaccare le antiche popolazioni svizzere da est e quindi aprì una nuova strada sul monte Croce. Da que momento in poi la nuova via divenne, per ordine di Giulio Cesare, fu resa ruotabile e fortificato il Castello e la Città Giulio Carnico. Giulio Carnico si trovava a 60 miglia da Aquileia, l’attuale Zuglio.

La città assunse un rilievo sempre maggiore per la sua posizione strategica, in prossimità della cosiddetta Via Iulia Augusta, la quale attraverso l'impervio passo di Monte Croce Carnico conduceva alle regioni del Norico.

 

 

Bibliografia

Notizie storiche della provincia della Carnia di Niccolò Grassi - 1780

Annali del Friuli Vol I - 1858

Delle antichità italiche Appendice del 1788

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