Friuli 1410: l’inizio della svolta

Il 1410 fu caratterizzato da due eventi molto importanti: la morte di Papa Alessandro V e la morte dell’Imperatore Roberto. A questo si deve aggiungere che da poco si era tenuto il Concilio di Pisa che aveva lo scopo di mettere fine allo Scisma d’Occidente.

 

La maggior parte dei cardinali di entrambe le parti si riunì a Pisa per tentare la via del compromesso. Il concilio stabilì la deposizione di Benedetto XIII e Gregorio XII, dichiarati eretici e scismatici, e l'elezione di un nuovo pontefice, che salì al trono papale col nome di Alessandro V. Quello che avrebbe dovuto essere l'atto finale di uno scisma che da trent'anni lacerava la comunità cattolica finì invece col complicare ulteriormente la situazione: Benedetto e Gregorio, sostenuti da larghi strati del mondo ecclesiastico, dichiararono illegittimo il concilio e si rifiutarono di deporre la carica, cosicché da due i papi contendenti divennero tre.

In Friuli erano stati nominati due Patriarchi.

Antonio Pancera sostituì Antonio Caetani nel 1402. A causa del suo comportamento filo-veneziano venne deposto da Gregorio XII nel 1408 ma fu riconfermato Patriarca durante il concilio di Pisa e quindi sostenuto da Alessandro V.

Antonio Da Ponte nominato da Gregorio XII trovò un completo disappunto da parte dei Savorgnan, di Udine e della Repubblica Veneta.

Lo scisma papale aveva provocato uno scisma patriarcale.

 

L’indebolimento del potere fece afforare antiche e nuove dispute.

La storia cita il Conte d’Ortemburgo che si opponeva in modo forte al Patriarca Pancera e sosteneva Antonio Da Ponte. Molte comunità sostenevano la fazione del Conte come Cividale, Gemona, Tolmezzo. A sostegno del Patriarca Pancera c’era Udine.

Grazie all’indebolimento politico globale, Pancera decise che era ora di conquistare le comunità a lui ostili.  Il parlamento di Udine diede ordine a Tristano Savorgnan di sostenere militarmente il Patriarca.

Contemporaneamente, probabilmente all’insaputa dei più, decise di stringere rapporti con la fazione ungherese che ambiva all’ascesa come imperatore dei Romani ossia Sigismondo. Sigismondo fratello di Venceslao che aveva sostenuto l’ascesa dello stesso Pancera.

Pur sapendo che tra Veneziani e Ungheresi non correva buon sangue, il Patriarca decise di accordarsi con entrambi!

In quei giorni Tristano Savorgnan si trovava nella sua residenza ad Ariis dove, per ordine del Patriarca, stava allestendo un esercito composto da 200 fanti e 50 cavalli e poco dopo iniziò ad attaccare quei centri ostili.

I comandanti dell’esercito patriarcale si avviarono verso il contado di Prata e si impradonirono dei villaggi di Pragno Corva e Azzano che furono dati alle fiamme.

I nobili feudatari avversi assoldarono un esercito con Cividale, Gemona e Tolmezzo. I conti di Prata e quelli di San Vito ricevetero uomini dalla Cargna.

Allo stesso tempo, Nicolussio, uno dei capitani del Pancera,partì da Portogruaro per attaccare San Vito.

 

Intanto il Patriarca aveva fatto lega con Sigismondo che inviò truppe per unirsi agli Udinesi e, a sua volta, attaccare il castello di Pers che era posizionato vicino alle comunità ostili di Gemona.

 

Era iniziato il decadimento del Patriarcato!

 

Giovanni Francesco Palladio degli Olivi, “Delle Historie del Friuli”, 1660

Antonio Zambaldi, “Monumenti storici di Concordia ed annali della Città di Portogruaro”, 1811

 

 

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