La Storia del Friuli e della Venezia Giulia

 

Periodo dalle origini all'epoca romana

L'età medievale

Dalla dominazione veneziana alla Restaurazione

Dalla Restaurazione alla Grande guerra

 

 


 

 

Età della Pietra e del Bronzo 

Si ritiene che il Friuli fosse abitato da tribù Paleovenete, probabilmente dagli Euganei. Erano dediti alla caccia, all’allevamento del bestiame e all’agricoltura. Queste tribù saranno protagoniste della “cultura dei castellieri”.

Le origini del Friuli. Età della Pietra e del Bronzo

Cartine: età della Pietra e del Bronzo

 

1000 a.C. (circa) I Veneti, giunti verosimilmente dall’Illiria, occupano le terre degli Euganei.

Tra storia e mitologia l’origine del Friuli 

 

600 a.C. (circa) I Carni valicano le Alpi; successivamente penetrano in Friuli sottomettendo i Veneti. I Carni occupavano il territorio che abbracciava la Carinzia, il Carso e la Carniola (l’attuale Slovenia). Inoltre confinavano con i Veneti che vivevano nelle zone pianeggianti.

Cartine: i Celti in Europa

 L’arrivo dei Celti e la diffusione dei Carni nel territorio friulano

Il popolo dei Carni e la necropoli di Misincinis

Le origini della città di Trieste: da sempre terra di confine

 

186 a.C. 12000 galli scendono ed invadono le Venezie ma tre anni dopo furono cacciati dai Romani

 

181 a.C. Viene fondata Aquileia, ultima delle grandi colonie romane dell’Italia settentrionale.

 Aquileia diventa colonia romana

 

178 a.C. I romani conquistano Trieste strappandola agli Istri 

I Romani conquistano Trieste: la leggenda di Monte Muliano

 

169 a.C. Aquileia conta già 15.000 abitanti.

148 a.C. Aquileia viene raggiunta dalla Via Postumia.

131 a.C. Aquileia viene raggiunta dalla Via Annia.

130 a.C. Gli Istri e i Giapidi vengono sottomessi da C. Sempronio Tuditano

Il primo scontro tra Romani e Istri

Il secondo scontro tra Romani e Istri

 

116 a.C. Il console romano Marco Emilio Scauro pone definitivamente fine alla resistenza celtica. Tutto il Friuli viene lentamente “romanizzato”.

I Carni cedono all’avanzata romana

 

90 a.C. Il Console Lucio Giulio Cesare emana la Leges Iuliae. In forza di essa viene resa comune la cittadinanza romana a tutti i popoli, che nella guerra sociale, erano rimasti fedeli a Roma 

51 a.C. I Giapidi, uniti coi Taurisci e coi Salasi, saccheggiano Trieste

58-42 a.C. Vengono fondate le città di Forum Iulii (l’odierna Cividale del Friuli), Iulium Carnicum (l’odierna Zuglio) e Iulia Concordia (l’attuale Concordia Sagittaria).

 

27 L’imperatore Augusto divide l’Italia, in “regiones”; Aquileia diviene la capitale della X Regione augustea “Venetia et Histria”. Importante porto fluviale, risulta strategica sia sotto il profilo commerciale che in quello militare. E’ ormai la quarta città d’Italia e una delle principali dell’impero.

167 La tribù germanica dei Quadi cinge d’assedio Aquileia senza riuscire però ad espugnarla.

238 Si svolge il Bellum Aquileiensis. Aquileia viene assediata da Giulio Vero Massimino detto il Trace, proclamato imperatore dalle sue truppe ma considerato usurpatore dal Senato romano. I cittadini di Aquileia usciranno vincitori dall’assedio.

313 Viene emanato l’editto di Costantino (o editto di tolleranza) che pone ufficialmente fine a tutte le persecuzioni religiose. Il Cristianesimo si diffonde in tutto il Friuli.

350 (circa) Il Vescovo di Aquileia Fortunaziano è ancora costretto a stendere il commento dei Vangeli in lingua rustica; questo a significare che erano ancora molti i caratteri locali della popolazione “romanizzata”.

381 Si tiene ad Aquileia un importante Concilio presieduto dal vescovo locale, Valeriano ed al quale partecipano numerosi altri vescovi tra cui il vescovo Ambrogio. Il concilio condanna pubblicamente l’eresia ariana e i suoi seguaci.

401 I Visigoti guidati da Alarico saccheggiano il Friuli, pochi anni dopo sarà la volta degli Ostrogoti guidati da Radagaiso, quindi ancora i Visigoti (410).

452 Per mano di Attila re degli Unni, cade Aquileia, che viene saccheggiata e data alle fiamme.

476 Il generale erulo Odoacre depone l’imperatore Romolo Augustolo (l’ultimo dell’impero romano d’occidente ) e si proclama re d’Italia.

489 Gli Ostrogoti provenienti dalla Pannonia sotto la guida di Teodorico invadono il Friuli e sconfiggono facilmente Odoacre. Le cronache del tempo parlano del nuovo regno gotico come un periodo di gravi carestie, inasprimenti fiscali, dissidi tra latini e barbari.

526 Muore Teodorico; il Friuli sarà a lungo campo di battaglia tra Bizantini e Goti.

553 Papa Virgilio, cede alle richieste dell’ imperatore Giustiniano I di Bisanzio e firma la “condanna dei Tre Capitoli”.

568 In seguito al dissenso generato dalla condanna dei “Tre Capitoli” la chiesa di Aquileia si rende gerarchicamente indipendente nominando il vescovo Paolino I, Patriarca. Nello stesso anno, i Longobardi provenienti dalla Pannonia e guidati dal re Alboino invadono il Friuli. L’invasione avviene lentamente e senza incontrare alcuna resistenza armata; un invasione molto differente dalle precedenti, le quali avevano invece lasciato dietro a se morte e rovine. In breve tempo i Longobardi si impadroniscono di gran parte d’Italia; Forum Iulii (Cividale del Friuli) diviene capitale del Ducato del Friuli, il primo in Italia (569). Per 208 anni la storia del Friuli si confonderà con quella dei Longobardi.

569 Gisulfo, nipote del re, è il primo Duca del Friuli. L’organizzazione del Ducato friulano si fonda su quattro “municipi”: Forum Iulii (Cividale), Aquileia, Iulium Carnicum (Zuglio) e Concordia. Vengono, in questo modo, riunite sotto lo stesso governo tutte le terre poste tra il Livenza ed il Timavo.

606 Alla morte del Patriarca Severo, il Patriarcato di Aquileia si divide in due sedi. Ad Aquileia venne nominato il patriarca Giovanni, sostenuto dai Longobardi; a Grado, alla cui sede venne riservata la giurisdizione sui territori di dominazione bizantina fu nominato il patriarca Candidiano, cattolico.

610 Incursione degli Avari. Uccisione del duca Gisulfo II e saccheggio di Cividale.

643 Editto di Re Rotari.

662 Il Duca Lupo saccheggia Grado, (rimasta bizantina) riprendendo così i tesori del Patriarcato di Aquileia qui portati dal Patriarca Paolino al tempo dell’invasione longobarda.

664 Nuova incursione degli Avari. Uccisione del Duca Lupo.

689 Nella battaglia di Coronate, il re longobardo Cuniperto, cattolico, sconfigge il duca Alachis, ariano, che guidava un fronte composito di insorti dell’Italia nord-orientale, tra i quali c’erano anche molti aderenti allo scisma tricapitolino.

698 Il re Cuniperto convoca un sinodo a Pavia in cui i vescovi cattolici e tricapitolini ricompongono lo scisma “nello spirito di Calcedonia”.

706 Pemmone viene proclamato Duca del Friuli. Si ha un periodo di grande sviluppo culturale ed economico.

734 Ratchis, figlio primogenito di Pemmone, viene nominato Duca al posto del padre. Continua lo sviluppo economico ed artistico del Ducato. Nel 744, Ratchis sarà poi nominato Re d’Italia.

744 Il fratello Astolfo subentra nel governo del Friuli, diventerà anch’esso re d’Italia quando Ratchis si ritirerà nel convento di Montecassino.

775-776 Il Duca Rotgaudo, a capo della resistenza friulana si oppone al potere carolingio, dimostrando che il Friuli ha ormai acquisito una propria autonomia. Viene però sconfitto ed ucciso in battaglia. Cividale subisce una durissima repressione. Nonostante la sconfitta l’eredità etnica e culturale lasciata dai Longobardi non sarà però mai cancellata.

776 Carlo Magno, re dei Franchi, dopo aver sconfitto i Longobardi si autoproclama “Gratia Dei rex Francorum et Langobardorum“.

781 Il ducato del Friuli viene riorganizzato su base comitale ed affidato al figlio Pipino.

791 Annessione dell’Istria al Ducato friulano. Torna a rifiorire la città di Cividale, adesso chiamata Civitas Austriae e non più Forum Iulii, termine che invece andrà ad identificare il nome dell’intera regione.

787 Viene elevato Patriarca con il consenso dello stesso Carlo Magno il cividalese Paolino II. Al nuovo patriarca sono riconosciuti i possedimenti della chiesa aquileiese e nuove importanti donazioni (792).

836-866 Il Duca Everardo garantirà di un lungo periodo di stabilità e crescita culturale. Il Friuli viene elevato a Marca (846).

899-952 Il Friuli subisce la più lunga e devastante invasione per mano degli Ungari. Saranno almeno 12 le incursioni che provocheranno incendi, morti e rovine. Le conseguenze delle invasioni ungare furono fatali per il Friuli: spopolamento della regione, interruzione delle vie di comunicazione, abbandono delle attività produttive.

955 (circa) Dopo la vittoria sugli Ungari da parte di Enrico duca della Baviera e della Carinzia, il Friuli viene incorporato alla marca veronese. Nel 989 viene quindi annesso al ducato di Carinzia.

1019 Sarà il Patriarcato di Aquileia ed in particolare il Patriarca Volfango detto Poppo (o Poppone) ad intraprendere una importante opera di ricostruzione. I successivi anni saranno, per il Friuli, anni di rinascita sociale e materiale.

1076 Si scatena una “guerra civile” tra i principi tedeschi e l’imperatore dopo la scomunica di quest’ultimo da parte di Papa Gregorio VIII. Il Patriarca Sigerardo rimane fedele ad Enrico IV.

1077 A Pavia il 3 aprile del 1077 l’imperatore Enrico IV concede al patriarca Sigeardo l’investitura feudale con prerogative ducali su tutta la contea del Friuli. E’ l’atto di nascita dello stato patriarcale friulano. Con questo atto il Friuli riacquistava la sua integrità territoriale e la sua autonomia politica.

1077-1204 I successori di Sigeardo si mantennero fedeli alla politica di Enrico IV e poi del figlio Enrico V facendo dello stato friulano la pedina avanzata della politica imperiale in Italia. All’unità territoriale dello stato friulano (alla fine del XII secolo lo stato più ampio e compatto dell’Italia settentrionale) viene ad affiancarsi anche un unità etnica-culturale tale da poter essere ormai definita semplicemente “friulana”.

1204 Il Friuli si avvia al periodo di massimo splendore del patriarcato; il Friuli mai come in questo periodo raggiunse tanta autonomia e prestigio nella politica estera. Sotto il patriarcato di Volchero (1204-1218) grande impulso fu dato ai traffici commerciali ed alle attività produttive, fu migliorata la rete viaria e brillante fu anche l’attività culturale.

1218 Viene nominato patriarca Bertoldo di Andechs-Merania (1218-1251) il quale ebbe fin dall’inizio un occhio di riguardo per la città di Udine che in breve tempo passò da piccolo villaggio a metropoli. Le mire di conquista dei ghibellini Ezzelino III da Romano e Mainardo III, conte di Gorizia, costrinsero il patriarca a cercare aiuto nel partito avversario (quello guelfo) alleandosi con Venezia e con il duca di Carinzia.

1231 Il 6 luglio si tiene la prima seduta del “Parlamento della Patria”, al quale partecipano le città di Aquileia, Cividale, Gemona, Sacile, Tolmezzo e Udine.

1277 Pordenone passa agli Asburgo, divenendo a tutti gli effetti un enclave tedesco nel territorio friulano. Il Friuli divenuto elemento di forza della lega Guelfa si avvia ad un lento ma inesorabile declino.

1334 Con la nomina a patriarca di Bertrando di Saint Geneìs (1334-1350) viene nuovamente dato lustro e prestigio allo stato friulano. Amato dal popolo, conseguì numerosi successi sul piano militare e diplomatico senza mai trascurare i suoi doveri di vescovo.

1344 Fondazione dell’università degli studi di Cividale.

1350 Il 6 giugno Bertrando, ormai novantenne, viene ucciso da una congiura guidata dal conte di Gorizia, dal comune di Cividale e da altri feudatari friulani. Gli succede Nicolò di Lussemburgo (1350-1358) che instaurò subito un governo autoritario ed insolitamente violento. Furono perseguiti tutti i responsabili della morte di Bertrando; lo stesso conte di Gorizia fu costretto a restituire tutte le terre ed i castelli usurpati.

1365 Il vicedomino Francesco Savorgnan, grazie a numerose vittorie sul campo, mette fine alle mire espansionistiche degli Asburgo. Viene quindi nominato patriarca Marquardo di Randeck (1365-1381).

1366 L’11 giugno viene promulgata la Costituzione della Patria del Friuli (Constitutiones Patriae Foriiulii) base del diritto friulano fino al 1797.

1381-1410 Con la morte di Marquardo ebbe anche fine un periodo di relativa stabilità politica. La stato patriarcale era ormai sulla soglia della decadenza indebolito dallo spirito di “fazione”, odio e vendetta dei Comuni friulani, in particolare tra quelli di Udine e Cividale; lite che assunse dimensioni internazionali.

Friuli 1410: l’inizio della svolta

 

1411 Il Friuli diviene campo di battaglia; a fronteggiarsi sono l’esercito imperiale e quello veneziano. Nel mese di dicembre l’esercito dell’imperatore si impadronisce di Udine.

Perché il Friuli divenne un campo di battaglia nel 1411

 

1419 Il 13 luglio l’esercito veneziano occupa Cividale e si prepara alla conquista di Udine.

1420 Il 7 giugno, dopo una strenua difesa, l’esercito veneziano conquista la città di Udine; subito dopo cadono Gemona, S.Daniele, Venzone, Tolmezzo. E’ la fine dello stato patriarcale friulano.

1445 Dopo lunghe trattative il patriarca Ludovico Trevisan accetterà il concordato imposto da Venezia mediante il quale veniva abolito di fatto il diritto di indipendenza del Friuli.

1472-1499 Il Friuli annesso alla Serenissima Repubblica si trova in balia delle incursioni turche: sono centinaia i paesi dati alle fiamme.

1500 La contea di Gorizia passa all’Austria.

1508 Inizia la guerra tra Austria e Venezia che rivendica i possedimenti goriziani. Pordenone viene inglobato nei territori veneziani.

1511 Rivolta contadina (27 febbraio) appoggiata dal filoveneziano Antonio Savorgnan. Sono dati alle fiamme numerosi castelli e ville nobiliari. Nello stesso anno si abbatte sul Friuli un tremendo terremoto (26 marzo), quindi la peste.

1521 Con la “Dieta di Worms” il territorio friulano viene spartito a metà tra Venezia ed Austria. Ai veneziani restano il Friuli Centrale, Monfalcone ed il Friuli occidentale. All’Austria, il Friuli Orientale con Aquileia.

1593 Viene fondata Palmanova.

1615-1617 Guerra di Gradisca. Austria e Venezia entrano nuovamente in conflitto. La guerra non porterà cambiamenti significativi ai confini.

1629 Il Friuli è colpito da una grave carestia.

1700 Un terremoto colpisce la Carnia.

1751 Definitiva soppressione del Patriarcato di Aquileia. Al suo posto sono creati gli arcivescovadi di Udine e Gorizia.

1754 La Contea di Gradisca viene riunificata a quella di Gorizia.

1797 Cade Venezia a seguito della campagna napoleonica in Italia. Con il trattato di Campoformio, Napoleone Buonaparte cede il Friuli all’Austria.

1805 Il Friuli entra a far parte del Regno italico creato da Napoleone.

1815 Il Congresso di Vienna definisce nuovi confini: il Friuli ed il Veneto tornano all’Austria ed insieme alla Lombardia vanno a formare il Regno Lombardo-Veneto controllato dagli austriaci.

1838 Il mandamento di Portogruaro fino a questo momento sempre inserito nella “Provincia del Friuli” viene assegnato alla Provincia di Venezia.

1852 Il comune di Sappada viene staccato dalla Provincia del Friuli e assegnato alla Provincia di Belluno.

1866 Il Friuli occidentale e quello centrale entrano a far parte del regno d’Italia. Il Friuli orientale rimane invece sotto l’Austria.

1915-18 Prima Guerra Mondiale. In Friuli sono combattute cruente battaglie.

1918 Fallisce la proposta di un’ampia autonomia del Friuli orientale all’interno dell’Austria-Ungheria.

1919 Anche il Friuli orientale entra a far parte dell’Italia.

1923 Viene soppressa la Provincia di Gorizia.

1927 Viene ricostituita la Provincia di Gorizia (seppur con territori minori).

1940-45 Durante la Seconda Guerra Mondiale la Jugoslavia occupa l’Istria e Trieste. Viene istituita la Repubblica libera della Carnia (1944) poi soffocata dai tedeschi.

1947 Nella Costituzione italiana viene prevista l’istituzione della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia.

1954 La città di Trieste viene affidata all’amministrazione italiana.

1963 Viene costituita la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Il dibattito sullo statuto, nel tentativo di trovare un compromesso sul problema del territorio, era cominciato diversi anni prima, ma per ragion di stato (italiano) le rivendicazioni sull’autonomia friulana legata alla sua storia furono presto accantonate. Al territorio veniva concessa la specificità di regione autonoma al fine di garantire l’italianità della zona di confine e di Trieste. La minoranza triestina (3% del territorio e il 20% della popolazione) era così riuscita a prevalere sulla maggioranza friulana. Nello stesso anno vi fu anche il disastro del Vajont.

1968 Viene creata la provincia di Pordenone sottraendo diversi comuni a quella di Udine.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La conquista di Trieste da parte romana è descritta da una leggenda.

 

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I Galli Carni vennero sottomessi dai Romani nel 116 a.C.

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Friuli 1410: l’inizio della svolta

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