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Dal caffè all’isolamento termico

Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo ed è il secondo mercato dopo il petrolio.

 

A causa della grande richiesta di questo prodotto, grandi quantità di residui vengono generati nel settore del caffè, che sono tossici e rappresentano seri problemi ambientali. Il silverskin ed i fondi di caffè sono i principali residui del settore caffè, ottenuti durante la torrefazione delle bacche e nel processo di preparazione del "caffè solubile", rispettivamente. Recentemente, alcuni tentativi sono stati fatti per utilizzare questi residui per produrre energia oppure composti a valore aggiunto.

Il caffè può essere considerato come uno dei prodotti primari più importanti nel commercio mondiale, fondamentale per le economie e le politiche di molti paesi in via di sviluppo dalla sua coltivazione, la lavorazione, il commercio, il trasporto, e la commercializzazione ed è in grado di fornire un’occupazione per milioni di persone. Come conseguenza di questo grande mercato, il riutilizzo dei principali residui industriali caffè è di grande importanza dal punto di vista ambientale ed economico.

Il caffè non è un alimento come gli altri. E’ sufficiente tener presente che la raccolta, l'elaborazione, la torrefazione e l’erogazione di caffè comporta uno scarto del 99,7 per cento della biomassa. Mentre solo il 0,2% acquista valore sul mercato, il resto - ricco di caffeina – è sprecato. Si stima che circa 12 milioni di tonnellate di rifiuti agricoli è lasciato a marcire, generando milioni di tonnellate di gas metano e contribuendo al cambiamento climatico. Questo rende il caffè uno dei prodotti di consumo più dispendiosi.

Proprio il mercato del caffè, che solo lo 0,2% in peso diventa alimento, deve essere lo specchio dell’innovazione e integrazione con altri settori produttivi.

Un esempio per tutti: SUBERSKIN, un isolante proveniente dal caffè.

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