Chaise Urbaine. A Strasburgo nasce un’oasi verde

 

 

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Un’ex area industrializzata diventerà un’oasi in cui si integreranno abitazioni, spazi commerciali, giardini e parchi

 

 

 

Gli spazi industriali abbandonati sono divenuti fonte di ispirazione per architetti e paesaggisti che, anziché innalzare nuovi edifici, preferiscono recuperare quelli già esistenti, dando vita ad un ciclo virtuoso di riutilizzo da un lato, e ad un’estetica particolarmente efficace dall’altra, che sa di contemporaneità ma al tempo stesso profuma di passato. In questo ambito si colloca un enorme progetto di riqualificazione dell’area fluviale di Strasburgo, Chaise Urbaine, a cura dello studio olandese MVRDV. 

Chaise Urbaine sarà una vera e propria oasi cittadina, che nascerà dalle ceneri del bacino fluviale in cui la città si adagia, abbondante di capannoni industriali e magazzini inutilizzati. La vicinanza col centro storico di Strasburgo la renderà facilmente raggiungibile, il che contribuirà a popolare l’area sia a scopo abitativo che lavorativo. L’obbiettivo è quello di creare un’oasi immersa nel verde, che migliori l’aspetto della zona in stato di abbandono e allo stesso tempo proponga una nuova concezione del vivere gli spazi cittadini. Chaise Urbaine sarà suddivisa in tre ‘blocchi’, in cui gli edifici non dovranno superare un’altezza predefinita, in modo che da ogni angolazione si possa godere di una vista panoramica. Riutilizzare i capannoni dismessi contribuirà ad affermare la presenza, la storia, l’eredità di una città che è al centro della vita politica europea, e allo stesso tempo garantirà la sostenibilità ambientale riqualificando, anziché abbattendo e ricostruendo. 

Non si tratta solo di abitazioni: il 50% degli edifici ristrutturati verrà adibito a spazio abitativo (incluse case popolari), ma non mancheranno uffici, un ambulatorio, un hotel, una piazza pubblica, e spazi commerciali - in quantità assolutamente limitate e regolamentate. Gli edifici sono ottimizzati per catturare più luce possibile, anche grazie all’ampio spazio pubblico su cui si affacceranno. La naturaavrà un ruolo dominante, in netto contrasto con l’ex area industriale: giardini verticali, terrazze e sistemi di invasamento innovativi ricopriranno le facciate degli edifici, contribuendo all’estetica grazie ad un gioco di dimensioni differenti, sia dei vasi che delle piante. Il sistema di irrigazione sarà integrato. 

 

 

 

(fonte LA STAMPA)


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