Green building: la certificazione Passivhaus

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Passivhaus è un modo preciso di concepire gli edifi ci dal punto di vista energetico, codificato dall’omonimo istituto tedesco (Passivhaus Institut di Darmstadt) come standard di certificazione. Con questo termine si identificano gli edifici all’interno dei quali, durante tutto l’anno, sono raggiunte e mantenute condizioni di comfort termoigrometrico senza ricorrere all’installazione di impianti di riscaldamento o climatizzazione.

 

 

 

L’istituto di Darmstadt ha definito la Passivhaus in modo aperto e descrittivo (edificio senza impianto di riscaldamento), ma di fatto privilegia un approccio concettuale tra i diversi possibili.

Ma come è possibile nella pratica evitare l’installazione di un impianto di riscaldamento (e/o climatizzazione) e al tempo stesso raggiungere condizioni di benessere? Il prerequisito è la presenza di un involucro estremamente isolato ed ermetico: secondo lo standard Passivhaus, la via maestra verso l’efficienza energetica è il contenimento (quasi) totale degli scambi di energia attraverso l’involucro dell’edificio.

Un involucro così ermetico richiede la presenza di un impianto di ventilazione meccanica per garantire i ricambi d’aria necessari per la salubrità degli ambienti interni. Tale impianto garantisce ricambi d’aria continui, controllati e senza sprechi, perché il calore dell’aria espulsa viene recuperato in larga parte a favore dell’aria immessa.

Ciò che rende una generica costruzione una Passivhaus è il rispetto rigoroso dei pochi requisiti elencati in seguito (essi sono validi per le residenze, altre destinazioni potrebbero richiedere requisiti aggiuntivi):

• fabbisogno di potenza per il riscaldamento inferiore a 10 W/m2;

• ermeticità dell’involucro;

• fabbisogno energetico di energia primaria complessivo inferiore a 120 kWh/m2a.

Il fabbisogno di energia primaria va inteso per i seguenti utilizzi finali di energia: riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria, ausiliari elettrici, illuminazione ed elettrodomestici.

Quando parliamo di involucro iperisolato si intendono trasmittanze da 0,10 a 0,15 W/m2K per l’involucro opaco (cioè mediamente 30 cm utilizzando isolanti convenzionali) e intorno a 0,80 W/m2K per l’involucro trasparente (valore valido considerando l’accoppiamento telaio-vetro), che di fatto implica l’impiego di vetri tripli con fattore solare intorno a 0,50.

 

 


 

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