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Green building: la certificazione CasaClima

 

 

 

NEWS/TECNOLOGIA/GREEN BUILDING

 

La certificazione CasaClima prevede una classificazione degli edifici in classi di prestazione energetica in base al fabbisogno calcolato di calore annuo per riscaldamento

 

 

 

 

 

Il protocollo di certificazione energetica CasaClima nasce nel 2002 nella Provincia Autonoma di Bolzano e viene formalizzato successivamente a livello legislativo con l’integrazione nella legge urbanistica provinciale (L.P. 11 agosto 1997, n. 13, art. 127, comma 8). Con il decreto del Presidente della Provincia n. 34 del 29 settembre 2004 si introducono le categorie minime di fabbisogno energetico per le nuove costruzioni e l’obbligatorietà del certificato CasaClima per l’ottenimento del certificato di abitabilità.

 

L’Agenzia CasaClima, nata nel maggio 2006 e oggi al 100% società di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano, è l’ente unico designato per la certificazione energetica degli edifici nella Provincia di Bolzano. La stessa Agenzia provvede anche alla certificazione CasaClima al di fuori del territorio provinciale, che rimane invece di tipo volontario.

 

Il protocollo CasaClima prevede una classificazione degli edifici in classi di prestazione energetica in base al fabbisogno calcolato di calore annuo per riscaldamento riferito alla superficie netta riscaldata o indice termico (dalla classe B - indice termico ≤ 50 kWh/m²a alla classe Gold - indice termico ≤ 10 kWh/m²a). Questa classificazione privilegia la scelta di interventi che, alfine di contenere i fabbisogni di riscaldamento e climatizzazione, vanno ad agire in primis sull’efficienza energetica dell’involucro edilizio, ossia sull’isolamento termico.

 

Oltre all’indice termico, il protocollo di certificazione prevede anche il calcolo del rendimento energetico complessivo del sistema edificio-impianti espresso in fabbisogno annuo di energia primaria per riscaldamento, acqua calda, illuminazione, raffrescamento (in kWh/m²a) e in indice di emissione di CO2 equivalente (in kg/m²a).

 

Il protocollo CasaClima valuta anche la sostenibilità ambientale, infatti con il sigillo CasaClimapiù, introdotto sin dal 2005, viene rilasciato in base al soddisfacimento di quattro criteri fondamentali:

 

• indice termico inferiore ai 50 kWh/m²a;

 

• uso di fonti energetiche rinnovabili;

 

materiali ecologici e innocui per la salute (esclusione di materiali termoisolanti sintetici, PVC, impregnati chimici e solventi, legno tropicale);

 

• accorgimenti per la tutela dell’ambiente (es. recuperoacque piovane, tetti verdi ecc.).

 

 

 

Da quest’anno è stata introdotta la certificazione CasaClima nature. Oltre al calcolo energetico, una valutazione quantitativamente di alcuni parametri ambientali minimi relativi ai materiali utilizzati per la costruzione. Gli indicatori di impatto ambientale presi in considerazione sono:

 

-       fabbisogno di energia primaria (PEI), ossia il fabbisogno di risorse energetiche necessarie per la fornitura di un prodotto o di un servizio.

 

-        il potenziale di acidificazione (AP), parametro base della certificazione LCA, rappresenta l’emissione in aria di particolari sostanze acidificanti, quali ossidi di azoto e ossidi di zolfo

 

-        il potenziale di effetto serra (GWP), ossia L'indicatore effetto serra viene calcolato considerando, tra le sostanze emesse in aria, quelle che contribuiscono al potenziale riscaldamento globale del pianeta terra.

 

 

 

La presenza di materiali ad alto impatto ambientale prevede un aggravio del punteggio finale.

 

L’utilizzo di materiali che apportano un credito di CO2 può essere desiderabile al fine di ottenere un bilancio favorevole.

 

Nella valutazione complessiva si considera anche l’indice di impatto idrico della struttura, ossia l’efficienza nell’utilizzo della risorsa acqua e l’impatto dell’edificio sul ciclo idrico naturale.

 

 

 

 


 

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