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Smantellamento delle navi e riciclaggio

NEWS/TECNOLOGIA/RICICLAGGIO

L'Unione Europea ha presentato un regolamento che stabilisce dove e come "riciclare" le navi, che spesso vengono portate nel sud est asiatico e destrutturate senza alcun rispetto ambientale.

 

 

 

 

Lo smantellamento delle imbarcazioni, infatti, è un fenomeno globale, che implica un traffico di circa 5,5 milioni di tonnellate di materiali potenzialmente rischiosi per l'ecosistema (in particolare morchie, oli, vernici, PVC e amianto). L’operazione, altamente delicata, è effettuata nel 90% dei casi nel Sud-est asiatico, utilizzando metodi molto inquinanti e rischiosi per la salute dei lavoratori, che non rispettano standard di sicurezza adeguati.
L’Unione europea ha votato per creare forme di incentivi finanziari perché tutto l’iter del riciclo avvenga in modo sicuro, attraverso un fondo finanziato dall'industria stessa. Le istituzioni Ue vogliono assicurarsi che il procedimento di riciclo rispetti i diritti dei lavoratori e dell’ecosistema. In quest’ottica, chiede la piena applicazione del divieto di esportazione di rifiuti pericolosi anche alle navi che costituiscono un rifiuto e l’esplicito divieto di arenamento, un inventario di materiali pericolosi per tutte le navi che fanno scalo nei porti dell'Ue, nonché un Fondo basato su contributi obbligatori provenienti dal settore dei trasporti marittimi, blindando un procedimento ecologicamente corretto, nel rispetto di precisi standard prestabiliti, tenuti sotto controllo attraverso apposite ispezioni.

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