Gli europei, gli italiani ed il cambiamento climatico

Pur parlando di cambiamento climatico, per gli europei non è il problema principale.

 

 

Il cambiamento climatico rappresenta una delle maggiori sfide per l’umanità nel XXI secolo e l’adozione di misure per affrontarlo è una delle priorità per l'Unione Europea.

Nel periodo 1850-2012, la temperatura media superficiale globale è aumentata di 0,85°C.

In seno alla comunità scientifica esiste un diffuso consenso nell’affermare che questi cambiamenti sono causati da gas a effetto serra emessi dall’attività umana, e in particolare dall’anidride carbonica (CO2), che è al massimo livello da almeno 800.000 anni.

Secondo il rapporto “Cambiamenti climatici, impatti e vulnerabilità in Europa 2016” dell’Agenzia europea dell’ambiente, il cambiamento climatico sta anche interessando gli ecosistemi, i settori economici e la salute umana e il benessere in Europa.

Questo sondaggio di Eurobarometer arriva dopo la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP21) tenutasi a Parigi nel dicembre 2015, dove 195 paesi hanno concordato il primo piano universale di azione universale per affrontare il cambiamento climatico limitando il riscaldamento globale a “ben al di sotto” dei 2°C.

L’UE si è posta degli obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030, oltre agli obiettivi per il 2020, nell’ambito di un più vasto pacchetto climatico e energetico del 2030, che definisce tre obiettivi chiave: almeno un taglio del 40% delle emissioni di gas a effetto serra (a partire dai livelli del 1990); almeno una quota del 27% per l’energia rinnovabile; e almeno un miglioramento del 27% dell’efficienza energetica (potenzialmente salita al 30%)

L’Italia percepisce che il cambiamento climatico è un problema “molto serio” (l’81%, rispetto alla media UE del 74%). Tuttavia, meno di uno su dieci lo considera il problema più grave che il mondo si trovi ad affrontare (il 7%, rispetto alla media UE del 12%). Se in passato il problema più sentito era la fame nel mondo ora c’è anche il terrorismo.

 

 

Risultato dell’indagine europea sul cambiamento climatico (primavera 2017). 

 

Comunque la percezione sui problemi che l’umanità deve affrontare sono molto diversi rispetto ai problemi che l’Europa e l’Italia deve affrontare.

 

I sentimenti degli europei e le loro paure. Risultati dell’Eurobarometro.

 

Parlando di cambiamento climatico, oltre un terzo degli italiani afferma di aver agito per contribuire alla lotta al cambiamento climatico.

In Italia, quasi sette intervistati su dieci affermano di aver cercato di ridurre i rifiuti e di separarli regolarmente per riciclarli (il 69%, rispetto alla media UE del 71%). • Oltre un terzo cerca di acquistare alimenti di stagione e prodotti a livello locale, se possibile (il 37%, rispetto alla media UE del 41%). • Rispetto alla media UE (26%), una percentuale relativamente ridotta di intervistati utilizza regolarmente alternative rispettose dell’ambiente invece della propria auto (13%).

Gli intervistati in Italia sono più propensi, rispetto alla media UE, a ridurre le importazioni di combustibili fossili da Paesi esterni all’Unione e questo possa presentare un beneficio per l’economia della UE. 

 

 

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