Informativa Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Colle Marcone e la discarica bruciata

Incendio doloso in una discarica.

Molta agitazione a Chieti da parte dei cittadini, tutti, per un incendio doloso avvenuto fra la notte di sabato e l’alba di domenica 28 giugno in una discarica di Colle Marcone, località residenziale distante pochi chilometri dalla città.

Un altro episodio che conferma che Il destino del pianeta è segnato. Inutile fare ora lo scaricabarile di chi è la colpa. Tutti ne erano a conoscenza, ma probabilmente l’aver sottovalutato il prevedibile pericolo dell’inquinamento che la discarica provocava, ha fatto in modo che accadesse il fatto spiacevole.

A seguito della notizia pubblicata dal quotidiano Il Centro del 19 Giugno , “qualcuno con un fiammifero” ha messo fuoco alla discarica, probabilmente per nascondere qualcosa di scomodo.

Certamente la procura ha fotocopiato i documenti che sono andati in fumo insieme a tutto ciò che era depositato nella discarica, utili per le indagini.

Sono convinto che i primi colpevoli siano le persone che hanno scaricato il materiale, che però doveva in breve tempo essere trasferito nei luoghi predisposti per essere smaltiti.

Ugualmente colpevoli sono i residenti di Colle Marcone, che ora sono arrabbiati, ma non hanno sollecitato in tanti anni, chi doveva verificare o meglio chiudere la discarica, anche se cronaca di mercoledì 1 luglio, un residente, Aceto, ha presentato un esposto alla prefettura e al corpo forestale dello Stato, protocollato il 12 gennaio 2014.

L’articolo 244 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in materia ambientale", descrive cosa deve fare il responsabile della contaminazione, dopo aver ricevuto la diffida che è stata notificata anche al proprietario del sito. Se queste persone non provvedono agli interventi, l'amministrazione competente deve occuparsene a proprie spese.

L’ARTA (Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente), ha eseguito immediatamente il controllo colorimetrico dell’aria per controllare se c’è la diossina. Il risultato con questo metodo, purtroppo, non è attendibile, tanto è vero che i sindaci più interessati alla ricaduta di ceneri e alla contaminazione del terreno, hanno emesso un’ordinanza per invitare i cittadini al suo corretto rispetto per evitare inconvenienti….

Le diossinesono sottoprodotti indesiderati di una serie di processi chimici e/o di combustione. Il Reg. (CE) 19/12/2006, n.1883/2006 stabilisce come metodi strumentali di conferma, quelli in cui sono impiegati gascromatografi (tecnica cromatografica impiegata a scopo analitico) ad alta risoluzione accoppiati a spettrometri di massa ad alta risoluzione (HRGS/HRMS) che stabilisce i metodi di campionamento e d'analisi per il controllo ufficiale di diossine e la determinazione di PCB diossina.

Per il risultato di queste analisi occorrono un paio di settimane.

Mi sono posto una domanda da semplice cittadino, se l’acqua, che è in ogni caso il rimedio più veloce, utilizzata per domare il fuoco e che è stata assorbita dal terreno, insieme alle scorie, quanta probabilità ha di inquinare le falde acquifere?

 

Ora è inutile farsi dispetti e litigare in stile politichese, con accuse, ma bisogna essere uniti eticamente, nel bene e nel male, che è anche il valore più profondo dell’enciclica papale.

 

Lunedì 29 giugno c’è stata una manifestazione pacifica di cittadini promosso dal movimento 5 stelle per rivendicare il diritto alla salute.

Non ho visto consiglieri comunali né della maggioranza né dell’opposizione, tranne i due eletti nella lista del movimento 5 stelle. Non mi sono accorto della presenza degli ambientalisti, CAI - FAI - LEGAMBIENTE - ITALIA NOSTRA, solo tre soci del WWF. Stesso discorso per i giornalisti della carta stampata e emittenti private, solo RAI 3.

 

Molto rumore per nulla? Aspettiamo l’evolversi del caso.

 

Le foto sul link:

https://plus.google.com/photos/102927067766305302836/albums/6166920686072108001?biw=991&bih=564&q=google%20foto&ie=UTF-8&sa=N&tab=iq&gpsrc=gplp0

 

 

 

Di  Luciano Pellegrini ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

Joomla templates by a4joomla