Informativa Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

L’unica economia sostenibile possibile è quella che preserva l’ambiente

NEWS/SVILUPPO SOSTENIBILE/

Che sia improponibile mantenere per i prossimi cinquant’anni un andamento di sviluppo economico e di consumo di risorse come quello attuale, incompatibile con i limiti fisici del pianeta stesso, è un dato di fatto con cui fare i conti per progettare il futuro.

 

 

Anche le conferme emerse recentemente sull’origine e l’evolversi del riscaldamento climatico contenute nel Quinto rapporto di valutazione dei cambiamenti climatici dell’Ipcc esigono urgenti e significative azioni come risposta da parte dei Governi per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra.

L’Italia, come si legge nel riassunto per i decisori politici, insieme ai paesi del mediterraneo, dovrà fare i conti con periodi di forte siccità e piogge violente tra circa 20 anni.

Approvvigionamento e produzione realmente sostenibile, uso efficace dell’energia e dei materiali, riorganizzazione dei valori e del tessuto sociale, culturale ed economico, sono gli strumenti che Governi e Mondo Economico hanno a disposizione per affrontare le incombenti sfide ambientali di un pianeta che presto conterà 3 milioni di nuovi consumatori della classe media.

Lo stesso Commissario Europeo all’Ambiente Potočnik ha precisato che un mero miglioramento di efficienza dei processi per ottenere di più con meno non basta. Serve un’economia sostenibile capace di progettare per la riciclabilità, la riparazione e il riutilizzo.

Sviluppare sistemi produttivi aperti, nuovi modelli di business basati sulla condivisione dei beni e mercati per le materie prime seconde che permettano un approvvigionamento sostenibile.

Ma il consumatore, il cittadino, è pronto a sostenere e pretendere il cambiamento? Qual è il profilo attuale del consumatore? Sono diverse le indagini di mercato fatte negli ultimi anni per rilevare la maturità dei consumatori verso la sostenibilità ambientale dei prodotti che registrano una sensibilità crescente nel consumatore verso l’ecologicità dei prodotti.

Dall’indagine emerge che è l’imballaggio il punto dolente nella percezione complessiva dell’ecologicità di un prodotto. Infatti, un prodotto che ha imballaggio molto ridotto o biodegradabile o facilmente riciclabile è considerato molto o abbastanza ecologico per ben il 92% dei rispondenti.

In continuità con l’attenzione posta all’imballaggio, risultano percepite come caratteristiche distintive di un prodotto ecologico anche lo sfuso e il vuoto a rendere.

Altri aspetti rilevati dallo studio sono l’attenzione dei consumatori all’intero ciclo di vita del prodotto, in particolare all’impatto ambientale in fase di produzione, il riconoscimento dell’importanza dell’eco-design dei prodotti, la produzione con materie prime percepita alla stregua degli altri parametri di risparmio (utilizzo di acqua o energia in fase di produzione) e infine, l’usa e getta è considerato l’emblema dell’insostenibilità.

(fonte greenplanner magazine)


 

Leggi anche:

La Danimarca ci prova: 100% di energia dalle rinnovabili entro il 2050

Ecosistema Urbano 2013

Gli edifici smart e gli edifici green: cosa li distingue

Joomla templates by a4joomla