Sviluppo sostenibile: Trieste, cubature edificabili in palio per chi ristruttura “green”

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A Trieste, il nuovo Piano regolatore è tema del momento. A novembre scadono le salvaguardie, cioé il divieto di autorizzare modifiche sul territorio in attesa della nuova norma urbanistica.

 

 

 

Ecco le prime anticipazioni, con novità assolute per Trieste, sulla base della filosofia di base di questo disegno urbanistico: no al consumo di suolo («peraltro suolo edificabile a Trieste proprio non ce n’è, è finito» certifica l’assessore alla Pianificazione Elena Marchigiani), sì alla riqualificazione, alla vivibilità, all’unità del territorio e dell’”area vasta” provinciale e transfrontaliera, al recupero di aree dismesse (Campo Marzio in primo luogo), di pastini e boschi in Carso.

Prima sorpresa. Il Prg segnalerà zone e quartieri di brutta qualità dove sarà permesso demolire per meglio ricostruire secondo criteri concordati col Comune. Se quel lotto rinnovato in via urbanistica e architettonica (ma coi medesimi volumi) avrà anche un’alta classe energetica, il costruttore guadagnerà metri cubi da “spendere” altrove, dove permesso, cioé il diritto di innalzare o allargare in misura pari alla cubatura ottenuta in premio. È un meccanismo sperimentale. Ma non l’unico.

Il secondo, ancora più innovativo e ora in fase di rilascio da parte dell’avvocatura del Comune (parere-filtro per verificarne la pacifica congruità giuridica) riguarderà i privati, incentivati a rendere le case energeticamente più efficienti. È in progetto una “banca dei metri cubi”. Un giacimento virtuale di diritti a costruire alimentato da chi restaurerà in senso “green”. Così facendo guadagnerà un certo numero di metri edificabili (come fossero dei “punti”, altrimenti detti “crediti volumetrici”) che potrà usare in proprio, o se la sua zona non consente ampliamenti anche in un’altra sua proprietà situata in area dove il Piano regolatore prevede invece “densificazione”.

Se quel cittadino altri appartamenti non ha, com’è probabile, i suoi metri cubi di premio confluiranno appunto in una “banca”, alla quale altri, residenti in zone ampliabili, potranno approvvigionarsi. Pagando il corrispettivo a chi aveva “versato” quei diritti, che verrà dunque ricompensato per la spesa di restauro fatta in precedenza. Una leva per spingere dall’interno la trasformazione della città che il nuovo Prg intende sollecitare.

(fonte Il Piccolo)


 

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