L’Europa deve chiudere tutte le centrali a carbone entro il 2030

 

Recentemente è stato pubblicato il document “Climate Analytics (2017). A stress test for coal in Europe under the Paris Agreement”. Il rapporto evidenzia l’impegno che l’Europa deve sostenere per rispettare gli impegni.

 

Per soddisfare l'obiettivo stabilito nell'accordo di Parigi, ossia di mantenere l'aumento della temperatura "ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli pre-industriali e proseguire gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura di 1,5 ° C rispetto ai livelli pre-industriali", è necessaria una rapida decarbonizzazione del settore energetico globale e la graduale eliminazione di tutte le centrali a carbone presenti nella UE entro il 2030.

Allontanarsi dal carbone permette di dare slancio a scelte più sostenibili.

Attualmente il carbon fossile e la lignite forniscono congiuntamente più di un quarto dell’energia elettrica prodotta nella UE. L’Europa ha raggiunto una significativa riduzione dell'uso del carbone in diversi settori ma la riduzione dell'uso del carbone nelle centrali elettriche sono stati molto modesti. Tuttavia, l’utilizzo di questo combustibile si concentra su alcuni stati: solo due Stati - Germania e Polonia - sono solidalmente responsabili per il 51% della capacità installata dell'UE e il 54% delle emissioni dalle centrali elettriche a carbone.

Vi è una crescente disparità tra gli Stati membri dell'UE nel loro approccio verso il futuro ruolo del carbone. Mentre alcuni hanno diminuito notevolmente la loro produzione di energia dal carbone ed hanno annunciato la graduale eliminazione del carbone nei prossimi 10-15 anni (per esempio il Regno Unito, Finlandia, Francia), altri stanno costruendo o progettando di costruire nuove centrali elettriche a carbone (per esempio Polonia e Grecia).

Il ruolo del carbone sta diminuendo nel mix energetico dell'Unione europea. A Parigi si è stabilito che le emissioni di anidride carbone derivante dalla produzione di energia deve scendere circa 6,5 GtCO2 entro il 2050. Nel caso in cui gli impianti a carbone esistenti continuassero il loro funzionamento come previsto, questo bilancio delle emissioni di CO2 sarà superato del 85% entro il 2050.

Per soddisfare i limiti stabiliti negli accordi, un quarto delle centrali elettriche a carbone attualmente operanti nella UE dovrebbero essere spenti prima del 2020; un ulteriore 47% dovrebbero essere spente entro il 2025.

Una strada che deve essere intrapresa è una diminuzione significativa dei costi delle fonti di energia rinnovabili rendendola conveniente rispetto alla centrale a carbone. Allo stesso tempo, le energie rinnovabili sono dotati dei vantaggi di essere inesauribili e scalabili permettendo così nuovi modelli di business.

E’ necessario mettere a punto un regolamento efficace con l’obiettivo di una graduale eliminazione del carbone assicurando allo stesso tempo una transizione graduale verso fonti di energia alternative nelle regioni in cui il carbone attualmente svolge un ruolo importante. Molti paesi europei hanno annunciato o creato normative nazionali specifiche per raggiungere questo obiettivo.

Sono necessarie normative ambientali più severe, favorendo le tecnologie migliori diminuendo la competitività del settore del carbone.

 

 

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