Il programma generale di azione dell'Unione in materia di ambiente

Il 20 novembre 2013 è stato approvato il programma generale di azione in materia di ambiente fino al 2020. Il programma è all’insegna della sostenibilità ossia “vivere bene entro i limiti del nostro pianeta”.

Le direttive devono essere recepite da tutti gli stati membri al fine di favorire la conservazione del nostro territorio.

 

 

 

 

 

Le tendenze e le sfide sistemiche a livello mondiale, inerenti alle dinamiche demografiche, all’urbanizzazione, alle malattie e pandemie, alle trasformazioni tecnologiche in via di accelerazione e ad una crescita economica non sostenibile, rendono ancora più complicato affrontare le sfide ambientali e conseguire uno sviluppo sostenibile a lungo termine. Per assicurare la prosperità dell’Unione nel lungo periodo è necessario intraprendere ulteriori azioni che permettano di affrontare tali sfide.


L’Unione si è prefissa di ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GES) di almeno il 20 % entro il 2020, di portare al 20 % entro il 2020 la quota del consumo energetico proveniente da fonti di energia rinnovabili.

L’Europa si è prefissata di porre fine alla perdita di biodiversità e ripristinarli nei limiti del possibile e, al tempo stesso, intensificare il contributo per scongiurare la perdita di biodiversità a livello mondiale.

Si sostiene l’obiettivo di porre fine alla perdita di copertura boschiva del pianeta entro il 2030 e quello di ridurre la deforestazione tropicale lorda di almeno il 50 % rispetto ai livelli del 2008 entro il 2020.

Si vuole utilizzare le sostanze chimiche in modo tale da contenere entro livelli minimi gli effetti nocivi rilevanti per la salute umana e l’ambiente.

Importante proteggere l’ambiente e la salute umana prevenendo o riducendo l’impatto negativo della produzione e della gestione dei rifiuti, riducendo gli impatti complessivi dell’uso delle risorse e migliorandone l’efficienza puntando sul riutilizzo, il riciclaggio e smaltimento corretto.

Si deve dare un ampio spazio all’economia verde dove la crescita economica non deve dare origine ad alcun degrado ambientale e, in ogni caso deve valere il principio “chi inquina paga”.

In base a questi principi, approvati in Europa nel 2013, i cittadini devono monitorare lo stato di avanzamento nel proprio Paese. Per fare questo è indispensabile incrementare la conoscenza ma soprattutto la consapevolezza che la crescita basata solo sul guadagno economico porta inesorabilmente alla povertà.

 

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