La Cina sta costruendo isole artificiali in un arcipelago conteso

Le foto satellitari mostrano le nuove basi costruite nella zona delle isole Spratly, rivendicate fra gli altri anche da Vietnam e Filippine

 

 

Le Isole Spratly  sono un arcipelago nel Mar Cinese Meridionale, giacente sul 10º parallelo, tra le coste del Vietnam e delle Filippine.

Ricco di giacimenti petroliferi nei suoi fondali, l'arcipelago è composto da una trentina di isolotti e una quarantina di atolli, tutti di ridottissime dimensioni. È un territorio fondamentalmente inospitale, ma che desta grande interesse da parte degli Stati del Sud-est asiatico per le sue risorse energetiche; le sue isole sono infatti contese tra Vietnam, Filippine, Cina, Malesia, Taiwan e Brunei.

Le Filippine hanno la porzione più estesa delle Spratly, mentre il Vietnam occupa il maggior numero di isole.

Attualmente sono numerose le concessioni rilasciate dal Vietnam a compagnie petrolifere occidentali e statunitensi per l'estrazione del greggio. Anche la Cina ha rilasciato delle concessioni alla statunitense Crestone.

 

Dal punto di vista naturalistico ci sono un totale di 2.927 specie marine tra cui: 776 specie bentoniche, 382 specie di coralli duri, 524 specie di pesci marini, 262 specie di alghe e alghe, 35 specie di uccelli marini, 20 specie di mammiferi marini e tartarughe marine, ecc . Le barriere coralline sono la struttura predominante di queste isole; il gruppo di Spratly contiene oltre 600 barriere coralline. 

Le isole che hanno vegetazione forniscono importanti habitat per molti uccelli marini e tartarughe marine.

Sia la tartaruga verde ( Chelonia mydas , in via di estinzione ) e la tartaruga Hawksbill ( Eretmochelys imbricata , in pericolo critico ) nidificano su queste isole.

Gli uccelli marini usano le isole per il riposo,la riproduzione e lo svernamento. Sono disponibili poche informazioni sullo stato attuale delle popolazioni di uccelli marini delle isole, anche se è probabile che gli uccelli possano dirottare i loro siti di nidificazione in isole meno disturbate. 

 Questa ecoregione è ancora in gran parte un mistero. Gli scienziati hanno concentrato la loro ricerca sull'ambiente marino, mentre l'ecologia dell'ambiente terrestre rimane relativamente sconosciuta.

 

Sono state diffuse alcune immagini che dimostrano che la Cina sta costruendo delle isole artificiali nell’arcipelago delle isole Spratly. Le immagini  mostrano per esempio che nell’ultimo anno è stata costruita a Hughes Reef, un pezzo di terra che emerge dalle acque soltanto in caso di bassa marea, un’isola artificiale di 75mila metri quadrati. Le immagini, secondo il Los Angeles Times, mostrano due moli, una pista per elicotteri e una torre poco riconoscibile. Secondo il Jane’s Defence Weekly le immagini dimostrano che sul posto sono ancora in costruzione nuove strutture. Altre due isole artificiali sono in costruzione su altrettanti pezzi di terra delle Spratly, chiamati Johnson South Reef e Gaven Reefs.

Sin dalla fine della Seconda guerra mondiale la Cina reclama la sovranità su gran parte del Mar Cinese Meridionale e in particolare sulle isole Spratly: un arcipelago di isole molto piccole a circa mille chilometri a sud delle coste cinesi, ricco di risorse naturali – fra cui petrolio e gas naturale – e situato in una posizione strategica per il trasporto militare e commerciale. La Cina sostiene che i territori compresi nel Mar Cinese Meridionale facciano parte da duemila anni dello stato cinese, mentre i paesi che si oppongono alle richieste cinesi – come il Vietnam – sostengono che l’interesse della Cina si sia manifestato solo dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Le Spratly sono attualmente reclamate da altri cinque paesi: le Filippine, la Malesia, Taiwan, Brunei e il Vietnam. Tutti i paesi tranne il Brunei, negli anni, hanno costruito delle basi artificiali nell’arcipelago.

James Hardy, che si occupa dell’Asia per il Jane’s Defence Weekly, ha detto che la Cina sta conducendo «una metodica e ben programmata campagna per creare una catena di fortezze di mare e di terra nel centro dell’arcipelago Spratly». Carl Thayer, un esperto di Mar Cinese Meridionale della Australian Defence Force Academy, ha detto a Reuters che la loro costruzione può essere legata anche a fattori esterni a quello militare: grazie alle nuove strutture la Cina può sorvegliare più efficacemente l’arcipelago, e permettere ai propri pescherecci e alle navi che cercano il petrolio di riposare e fare rifornimento nelle nuove basi.

Recentemente 4 senatori americani hanno nviato una lettera ai segretari della Difesa statunitense dove sottolineano che questo atteggiamento cinese viola gli accordi Sino-ASEAN del 2002. Inoltre osservano “che Pechino sta cambiando drasticamente le dimensioni e la struttura delle caratteristiche del terreno, mentre gli altri attori hanno costruito o modificato masse terrestri esistenti”. 

In parole povere, la Cina vuole dimostrare che ha le capacità di assumere una strategia di imporsi in modo incrementale per cambiare lo status quo nel Mar Cinese meridionale.

 


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