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La produzione di energia a biomassa da legno non sarebbe poi così green

NEWS/NATURA/SALVAGUARDIA FORESTE

L’uso del legno per la produzione di energia è normalmente considerato meno inquinante dei combustibili fossili, ma uno studio universitario guidato dall’Università di Dartmouth ha constatato che il taglio di alberi può rilasciare grandi quantità di carbonio immagazzinata nei suoli forestali. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Global Change Biology Bioenergy.

 

Gli studi sulle emissioni di CO2 spesso non considerano il carbonio  immagazzinato nel suolo profondo, perché si pensa che sia stabile e non influenzato dalla produzione di legname. Ma i risultati della ricerca dimostrano che  il carbonio immagazzinato nel suolo profondo possa svolgere un ruolo importante per le emissioni di carbonio nelle pratiche di gestione forestale intensiva. I risultati suggeriscono che il ricorso alla biomassa proveniente dalle foreste debba essere rivalutato e che le analisi di carbonio delle foreste sono incomplete se non comprendono il sottosuolo, che immagazzina più del 50 per cento del carbonio nei suoli forestali.

Si suggerisce che uno sfruttamento intensivo del taglio forestale può sviluppare grosse quantità di

La biomassa legnosa, che comprende alberi cresciuti in piantagioni, foreste naturali gestite e rifiuti dai tagli, costituisce circa il 75 per cento della produzione di biocarburanti a livello mondiale. La risposta del carbonio del suolo può variare fortemente a seconda dell’intensità della raccolta, della dispersione di superficie e del tipo di terreno.

 

 


 

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