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Le foreste della Costa d’Avorio

NEWS/NATURA/SALVAGUARDIA FORESTE

E’ notizia di giugno dell’apertura dei negoziati tra l’Unione Europea con la Costa d’Avorio al fine di combattere l’industria illegale del legname.

 

 

Questo tipo di intesa, che prevede sistemi di controllo e di autorizzazioni per assicurare che i prodotti importati nell'Ue dal Paese africano siano legali, finora e' stata già conclusa con Ghana, Camerun, Repubblica del Congo, Liberia, Repubblica centroafricana e Indonesia.

Un rapporto del WWF del 2008, spiegava che l’Italia importa notevoli quantità di legname esportato in maniera illegale da paesi dell’Africa, dell’Asia, e del Sudamerica: il 14% del prodotto ‘fuorilegge’ esportato dalla Bolivia arriva da noi, sotto forma di tavole di legno, parquet, e altri prodotti per arredo, il 24% di quello del Camerun, il 33% del legno ‘illegale’ della Costa d’Avorio, il 25% di quello della Repubblica Democratica del Congo, il 36% dal Congo, il 24% dal Gabon, il 14% dall’Indonesia, il 13% dalla Thailandia, il 5% dalla Malesia e il 7% dalla Cina. Negli ultimi anni nel mercato illegale italiano si sono affacciati anche i paesi dell’est facendo entrare in Italia l’illegale che esce dalla Bosnia (42%) e Ucraina (11%) .

La Costa d'Avorio ha oltre dieci milioni di ettari di foresta, tre volte quelli del Belgio, ma negli ultimi 50 anni ha perso il 75% dei suoi polmoni verdi. Il disboscamento illegale continua ad avere un impatto devastante su alcune delle foreste più importanti del mondo e sulle persone che da queste dipendono per vivere.

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