ALLARME UE: METÀ DELLE FARFALLE A RISCHIO PER PESTICIDI

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Hans Bruyninckx, direttore dell'Agenzia europea dell'Ambiente, parla di un "drammatico declino delle farfalle di prato che fa scattare un campanello d'allarme".

 

 

 

Gli habitat adatti alla loro sopravvivenza si riducono sempre di più: vengono sfrattate dall'invasione delle periferie, dall'espansione delle reti stradali, dal moltiplicarsi dei capannoni. La loro scomparsa diventa così non solo un impoverimento della bellezza della natura, ma anche il segno di uno squilibrio degli ecosistemi carico di altre conseguenze.


Le farfalle vengono colpite da due fenomeni apparentemente opposti, ma con una radice comune. Da una parte la crescita di colture intensive, dall'altra l'abbandono dei campi marginali. Nel primo caso si ha un aumento della pressione chimica  (più insetticidi, erbicidi, pesticidi). Nel secondo la rottura di un equilibrio secolare in cui l'intervento umano aveva creato un ambiente vario, articolato, ricco di diversità.

Il primo grido di allarme risale a mezzo secolo fa. Nel 1962 la biologa americana Rachel Carson scrisse Primavera silenziosa, la prima denuncia puntuale del disastro prodotto dai pesticidi. E dieci anni fa Greenpeace lanciò una campagna contro un'altra minaccia per le farfalle: l'effetto di una sostanza legata alla produzione di mais ogm, la tossina Bt "che è tossica per numerosi insetti, non solo per quelli dannosi che si vorrebbe colpire".

 


 

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