La deforestazione del Borneo

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Il Borneo è un'isola di 743.107 km², divisa tra la Malesia (a sua volta spartita tra le regioni del Sabah e Sarawak) e il Brunei nella parte settentrionale, l'Indonesia (nella parte meridionale, regione del Kalimantàn). È la terza isola del mondo per superficie.

 

 

La sua posizione geografica a cavallo dell'equatore (quasi equamente tra Nord e Sud) fa in modo che l'isola del Borneo abbia un clima caldo-umido tutto l'anno .

Il Borneo presenta una grande biodiversità se paragonato a molte altre aree. Si trovano circa 15000 specie di piante da fiore, con 3000 specie di alberi (di cui 267 sono Dipterocarpaceae), oltre a 221 specie di mammiferi terrestri e 420 di uccelli (MacKinnon et al. 1998). La foresta pluviale del Borneo è l'unico habitat esistente per l'orano del Borneo, oltre ad essere un importante rifugio per molte specie endemiche, come l'elefante del Borneo, il rinoceronte di Sumatra, l'orso malese, il babirussa, e il leopardo nebuloso del Borneo.

Purtroppo,  uno studio ha rilevato che oltre l’80% delle foreste tropicali nel Borneo malese sono state pesantemente modificate dal taglio illegale di legname.
 
Gli stati malesi di Sabah e Sarawak sono già considerati hotspot globali della deforestazione e del degrado a causa delle industrie di olio di palma e legname, ma le percentuali e i modelli di cambiamento sono sempre stati approssimativi. Un gruppo di ricerca della University of Tasmania, della Università della Papua Nuova Guinea, e della Carnegie Institution for Science ha documentato la reale portata del taglio illegale in questa regione.


Le immagini satellitari ad alta risoluzione del CLASlite hanno scoperto strade forestali nel Brunei e negli stati malesi di Sabah e Sarawak sull’isola del Borneo. 
L’analisi di immagini satellitari raccolte dal 1990 al 2009 del  Borneo malese hanno mostrato circa 364,000 km di strade costruite nelle foreste di questa regione. Quasi l’80% della superficie terrestre di Sabah e Sarawak risente di un disboscamento illegale non registrato fino ad ora. Questa scoperta contrasta con ciò che succede in Brunei, dove il 54% della superficie terrestre ha mantenuto intatta la foresta.

Jane Bryan, capo della squadra ha spiegato: “C’è una crisi negli ecosistemi forestali tropicali di tutto il mondo, e il nostro lavoro documenta la portata della crisi nel Borneo malese. Qui restano solo piccole aree di foresta intatta. Le foreste pluviali, che prima ospitavano grandi vecchi alberi, che immagazzinavano carbonio e sostenevano un ecosistema eterogeneo, sono stati sostituiti con piantagioni di palma da olio oppure le foreste sono state tagliate per il legname.”
 
Solo l’8% e il 3% della superficie terrestre nel Sabah e Sarawak, rispettivamente, è coperta da foreste intatte nelle aree protette e pochissimi ecosistemi forestali rimangono intatti. Il Brunei al contrario  ha ampiamente escluso il disboscamento industriale dai suoi confini ed è riuscito a tutelare le sue foreste, almeno in parte.
  
L’industria del legno è penetrata direttamente nel cuore del Borneo ed è poca la foresta pluviale che rimane intatta a causa del disboscamento nel Borneo malese. Il Brunei offre un suggestivo contrasto. La maggior parte delle foreste del Brunei sono ancora intatte, perchè non si è dato spazio all’industria del legno. La situazione in queste foreste tropicali è ormai così grave che ogni ulteriore sacrificio di ecosistemi intatti per l’industria del legno dovrebbe essere fuori discussione.

 


 

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