La deforestazione dello Zambia

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Da qualcuno definito come la “Cenerentola dell’Africa meridionale” per il suo limitato interesse politico, economico e turistico, lo Zambia (grande due volte e mezzo l’Italia ma con solo 12 milioni di abitanti e una densità di 16) occupa il cuore dell’Africa australe senza alcuno sbocco al mare.

 

 

Risulta formato da un altopiano ad un’altezza di 900-1.500 m con uno zoccolo geologico antichissimo ricoperto da una fertile copertura alluvionale, orlato ad est da una catena montuosa alta fino a 2.200 m che digrada a sud-ovest verso le grandi vallate dello Zambesi, maggior fiume della regione, e del suo affluente Luangwa. Presenta un clima tropicale continentale, con vegetazione a savana erbosa e arborata, a nord foreste rade e lungo i grandi fiumi fitte foreste a gallerie. Popolato in origine da cacciatori nomadi boscimani, subì nell’ XI sec. un’immigrazione di bantù che introdussero agricoltura, allevamento e metallurgia.

Lo Zambia protegge il 41 % del territorio mediante 19 parchi e centinaia di riserve, dove si possono incontrare praticamente tutte le tipologie di flora e di fauna africana.

Il parco di Kafue, il maggiore, si estende per 2 milioni di ettari, il South Luangwa, il più famoso e grande quanto metà della Puglia. Situato nello Zambia orientale lungo il corso del grande e sinuoso fiume omonimo, presenta sulle rive stagni, paludi, savane e foreste con imponenti piante di mogano, ebano, tamarindo, mopane, baobab e i curiosissimi alberi dei salami; viene considerato una delle maggiori riserve faunistiche del mondo (60 specie di mammiferi e 400 varietà di uccelli), soprattutto per i grandi branchi di elefanti e di ippopotami. Qui si possono avvistare facilmente i “big five” africani (elefante, leone, rinoceronte,bufalo e leopardo), oltre naturalmente a tante altre specie, ma è anche il posto ideale per incontrare animali minuscoli come i voraci formicaleoni, le termiti che costruiscono tane di pietra alte più di un uomo.

Nonostante i vasti territori protetti, secondo la Global Climate Change Initiative di UsaAid, «lo Zambia rischia di trasformarsi in un deserto entro i prossimi 15 anni se non verranno ridotti gli attuali livelli di deforestazione».

L’agenzia Usa per lo sviluppo internazionale dice che lo Zambia fa parte dei primi 10 Paesi al mondo ad aver ampiamente contribuito alla produzione di gas serra a causa della deforestazione. In questo Paese africano l’80% della popolazione rurale dipende dal legname per cucinare e scaldarsi e questo provoca una deforestazione che si attesta in media in 300.000 ettari all’anno.

Cifre confermate da Anna Toness, a capo del team della Global Climate Change Initiative di UsaAid: «Lo Zambia dispone di circa 50 milioni di ettari di foreste delle quali300.000 ettari sono disboscati ogni anno e, se la deforestazione continua, il Paese non avrà più foreste entro il prossimi 15 anni». La domanda di carbone della crescente popolazione urbana è enorme, il che aggrava la deforestazione nel Paese e l’attuale tasso di deforestazione pone il Paese al quarto posto al mondo per la più grande zona disboscata.

 


 

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