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Il patrimonio forestale globale

NEWS/NATURA/FORESTE

Il patrimonio forestale globale conta oggi 4 miliardi di ettari e ricopre il 31% del totale della superficie terrestre. Un patrimonio a rischio, secondo la Fao, minacciato da deforestazione, degrado, conversione in piantagioni industriali e pascoli, riscaldamento globale e sfruttamento eccessivo. Oltre all'importante ruolo di conservazione della biodiversità, le foreste svolgono anche un'importante funzione di stabilizzazione del clima assorbendo ogni anno 289 miliardi di tonnellate di anidride carbonica e fungendo da depositi naturali di carbonio.

 

 

Il Rapporto Fao rileva che il tasso di deforestazione è allarmante. A livello globale, infatti, nel decennio 2000 - 2010 sono stati convertiti ad altro uso del suolo (incluso quello agricolo) o sono andati perduti a causa di eventi naturali, circa 13 milioni di ettari di foreste. Tuttavia, in molti Paesi, si è potuto registrare una tendenza positiva nella conservazione della diversità biologica forestale, attraverso la designazione di nuove aree forestali destinare alla conservazione della biodiversità.

I dati della Fao, nello specifico, parla di 350 kmq di foreste distrutte ogni giorno dal taglio indiscriminato del legname, dalla cattiva gestione della terra e dalla conversione in terreni agricoli; il 30% delle foreste globali viene usata per la produzione di prodotti legnosi e non. Il Rapporto rileva come il tasso di variazione di perdita delle foreste presenta notevoli disparità a seconda delle regioni a cui si riferisce: in Europa ad esempio è presente la maggiore area forestata del mondo, soprattutto grazie alle vaste aree verdi della Federazione Russa, mentre l'America Latina e Caraibi ha subito la più alta perdita netta delle foreste nell'ultimo decennio.

Inoltre l'Italia continua a bruciare, mettendo a dura prova il nostro patrimonio boschivo. Nel 2012 sono stati 8.304 gli incendi dolosi, colposi e generici registrati nel nostro Paese (+4,6% rispetto al 2011) che penalizzano soprattutto Campania, Calabria e Sicilia.

Nella classifica delle prime quattro regioni 'in fumo' troviamo quindi: Campania, Calabria, Sicilia e Lazio. Come trend di crescita, però, i dati più preoccupanti arrivano dalla Sicilia, che ha visto passare il numero di incendi dagli 814 del 2011 ai 1.028 del 2012 (+26,3%). Sale al quinto posto la Toscana (sesta nel 2011), scavalcando la Puglia. Cresce il numero degli incendi sia in Basilicata (settima con 465 incendi) sia in Liguria, all'ottavo posto, prima regione del nord (a quota 416) e un incremento del 33,3% rispetto al 2011.

In merito al prelievo della legna solo una minima parte del patrimonio boschivo italiano disponibile è sfruttato adeguatamente. Se l'81% di boschi italiani è disponibile al prelievo di legna, per una produzione annua fino a 37 milioni di metri cubi, oggi se ne sfrutta adeguatamente solo il 2%, ricavando un totale di 7-8 milioni di metri cubi nei dodici mesi: appena il 20% dell'incremento legnoso annuo, contro il 65% della media europea.

La Confederazione italiana agricoltura sottolinea che dal benessere di un bosco dipende anche l'equilibrio idrogeologico del suolo e la stabilità dei versanti su cui poggia. Ma non solo, il bosco è anche uno degli elementi fondamentali del nostro paesaggio. E come tale costituisce un potenziale economico straordinario, anche dal punto di vista turistico e culturale.

Ma, per fortuna, ci sono 232 milioni di ettari di foreste certificate nel mondo, 483.614 i proprietari con foreste certificate, 10.000 aziende (503 in Italia) e 30.000 prodotti.

 (fonte Adnkronos, 28 giugno 2013)

 


 

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