Informativa Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

EXPO: Padiglione Zero

Un racconto che parte dalla memoria dell’umanità.

 

Il padiglione Zero è la prima struttura che i visitatori si trovano davanti appena entrati a Expo, è impossibile non vederla: si trova sulla destra del Decumano e ha una grande scritta in latino che dice “Divinus halitus terrae”, cioè “il respiro divino della Terra”. Dato che è il primo padiglione, c’è sempre molta gente che entra e si mette in fila per vederlo ma il percorso all’interno è scorrevole.

 

Il Padiglione è stato curato da Davide Rampello, che di recente ha ricevuto il prestigioso riconoscimento internazionale «Wallpaper Design Award 2015», e progettato da Michele De Lucchi. L’edificio introduce la visita del Sito Espositivo di Expo Milano 2015 e copre una superficie di circa 5mila metri quadri. L’idea alla base è rappresentare nelle varie sale un viaggio attraverso la storia alimentare dell’uomo, ma si lega anche al tema delle Nazioni Unite “Sfida Fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile”

E’ un percorso scenografico e teatrale tra i più suggestivi e spettacolari di Expo Milano 2015: un «padiglione delle meraviglie.

Il Padiglione Zero mostra idealmente delle porzioni di crosta terrestre. Il risultato è rafforzato dalla totale copertura in legno, che visualmente restituisce ancora più netta la comprensione del concetto. Ti accoglie con la grande scritta Divinus Halitus Terrae ed il simbolo di tutto l’allestimento è una piccolissima terracotta proveniente dal museo egizio, la prima immagine dell’uomo al centro del mondo che risale a 6500 anni fa. 

Quanto l’uomo ha prodotto dalla sua comparsa sulla Terra fino a oggi, le trasformazioni del paesaggio naturale, la cultura e i rituali del consumo, sono il punto di partenza per qualsiasi progetto futuro. Il Padiglione Zero è il luogo in cui raccontare questo straordinario percorso con un linguaggio emotivo e immediato.

E’ un  racconto che parte dalla memoria dell’umanità, passa attraverso i suoi simboli e le sue mitologie, percorre le varie fasi dell’evoluzione del suo rapporto con la Natura – dall’azione di addomesticare il mondo animale e vegetale all’invenzione degli strumenti della lavorazione e della conservazione – e arriva fino alle forti contraddizioni dell’alimentazione contemporanea.

Secondo la visione agostiniana del tempo, passato, presente e futuro coesistono nell’animo: il presente del passato è la memoria, il presente del presente è la visione, il presente del futuro è l’attesa.

Dopo una fila di circa 20 minuti si entra in un Padiglione che incanta, un viaggio ben rappresentato. 

 

 


Leggi anche:

EXPO: si o no?

Joomla templates by a4joomla