EXPO: l’Albero della Vita

Il simbolo di EXPO?

 

Gli organizzatori dell’EXPO hanno presentato l’Albero della Vita come simbolo del Padiglione Italia ma anche dell’EXPO.

L’opera viene descritta come una grande chioma che svetta verso il cielo, a 37 metri di altezza, sorretta da un Complesso ed elegante intreccio di legno e acciaio: l'Albero della Vita, simbolo del Padiglione Italia. Purtroppo che, guardando, appare più piccolo del Padiglione Piazza Italia.

La grande struttura in legno e acciaio si erge al centro della Lake Arena, specchio d'acqua su cui si affacciano ampie gradinate. L'opera è stata realizzata dal consorzio "Orgoglio Brescia".

La struttura dell'Albero della Vita affonda le radici in uno dei Periodi artistici dell'arte italiana, il Rinascimento. Sul finire degli anni Trenta del secolo XVI, Michelangelo risistemava Piazza del Campidoglio su incarico papale, donandole una nuova forma e prevedendo una pavimentazione che eliminasse lo sterrato esistente. Proprio per questo pavimento, l'artista ideò una struttura complessa e simbolica che, partendo da un disegno a losanghe, culmina in una stella a dodici punte simbolo delle costellazioni. Proprio da questo disegno michelangiolesco, Marco Balich, Direttore Artistico di Padiglione Italia nonché produttore da grandi eventi e regista, ha mutuato la forma dell'Albero della Vita,

L’Albero della Vita è simbolo della Natura Primigenia, la grande forza da cui è tutto scaturito.

E’ anche il segno di uno slancio rivolto al futuro, all'Innovazione e alla Tecnologia .

 

Nella presentazione dell’EXPO è stata data una tale rilevanza all’albero della vita al punto tale che uno si aspetta un qualcosa che svetta al disopra di tutto l’EXPO (come se fosse una seconda Torre Eiffel). Prima di arrivare a Milano uno si immagina un’opera imponente che in qualche modo protegga tutto l’EXPO in realtà non è nulla di più di un simbolo del Padiglione “Piazza Italia” con un bel gioco di luci e di acqua. Niente di eccezionale.

 

Inoltre, l’opera ha provocato solo una serie di polemiche  sia per i costi sia per la mancata originalità dell’opera. Chi ha realizzato l’opera doveva immaginare che il confronto con le “Supertrees” di Singapore.

La realizzazione di Singapore consiste in una serie di alberi fotovoltaici in grado di accumulare il calore del sole e produrre energia per l’illuminazione. La realizzazione, alta tra i 25 e 50 metri, è una fusione tra botanica e tecnologia. Collocati all’interno di un giardino sono i polmoni della baia di Singapore.

 

La scelta di EXPO è molto bella e simbolica, però avrebbero potuto scegliere qualcosa di più originale che appartenesse unicamente ad EXPO ed all’Italia. Purtroppo copiare una struttura già esistente non ha fatto altro che sottolineare la mancanza di nuove idee e per sempre verrà associato il simbolo EXPO ad un plagio.

Il suo "ideatore", Marco Balich, ha ricevuto due milioni di euro sottoforma di consulenza indiretta, rinunciando però alle royalty legate allo sfruttamento futuro dell'opera, evidentemente conscio della non novità dell’opera. Chi invece potrebbe sfruttarli sono lo sponsor Pirelli, la Coldiretti e il Consorzio "Orgoglio Brescia", i tre che si sono divisi gli otto milioni di costo preventivato. 
Wilkinson, l’ideatore degli alberi di Singapore, non menziona le royalty, ma ha già mobilitato i suoi avvocati.

Anche l'architetto italiano Alessandro Zoppini si schiera a favore dei suoi colleghi inglesi. "Tecnicamente il progetto dell'Albero della vita è una palese riproposizione di quello di Singapore. Ormai siamo noi a copiare dai Paesi Asiatici". 

 

Credo che 8 milioni di euro si meritavano un’opera originale, magari ideata da un artista italiano e non da un imprenditore!

 


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