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Le alluvioni in Friuli dal 1500 al 1866. La grande alluvione del 1851.

Il libro “Udine e sua provincia” di Giandomenico Ciconi riporta una cronologia degli eventi climatici di particolare intensità che si sono verificati in Friuli.

 

1592.

A febbraio l’Isonzo cresce in un’ora talmente tanto che si allargò più di mezzo miglio e raggiunse le mura di Gradisca. Il Tagliamento uscì dalla sponda sinistra. La maggior parte degli abitanti di Belgrado (attualmente nel comune Varmo) si rifugiarono nei paesi vicini.

1596.

Tutti i fiumi del Friuli sondano. Il Tagliamento straripa nelle vicinanze di Rivis. L’alluvione fu disastrosa che distrusse il castello di Varmo Superiore, di Varmo Inferiore e di Madrisio. Tutti i villaggi in quella zona furono distrutti. Anche buona parte del territorio orientale di Spilimbergo fu travolto dai flutti.

1598.

Il 16 febbraio il Tagliamento distrugge la chiesa di San Giovanni di Rodi, incluso l’ospizio e l’ospedale situati a Ronchis di Latisana.

1632

Il Bût esonda e allaga Tolmezzo.

1640.

Il Tagliamento distrusse il villaggio di Rosa sulla sponda sinistra (vicino a San Vito)

1678.

Il Tagliamento sommerge la chiesa di San Mauro (attualmente frazione di San Michele al Tagliamento)

Dicembre 1706.

Il Tagliamento straripa a Rivis, corre per le campagne di Pozzo e Codroipo, entra nelle rogge di Passariano e S. Martino, quindi allaga Sivigliano e Flambruzzo.

Giugno 1724.

Il Torre esonda a S. Bernardo ed entra a Udine attraverso la porta Gemona. Abbatte i ponti in pietra e mette in pericolo il borgo di Grazzano.

 

Il rio Tresemane nasce ai piedi delle alture di Colgallo (nella parte meridionale di Tricesimo), e dopo alcune centinaia di metri (dove riceve le acque di due piccoli rii immissari e di altre scoline che drenano le alture circostanti di Luseriacco e Laipacco) raggiunge il villaggio Morena. Il Rio quindi entra nel Comune di Reana del Rojale. Le acque del Torre insieme a quelle del rio Tresemane distrussero tre ponti, cioè quello di Pracchiuso, di Poscolle e di Villalta. Le acque fecero molti danni.

 

1743.

Distrutto in gran parte il secondo villaggio di Rosa, benché fabbricato a sei chilometri dalla sponda sinistra del Tagliamento. Gli abitanti fondano il terzo villaggio di Rosa nella riva destra del fiume.

1800.

Il Tagliamento esonda dalla sponda destra e distrugge il borgo del Passo a Latisana. Più avanti esondò a sinistra distruggendo più di 100 case.

1823.

Tutti i fiumi e torrenti del Friuli strariparono facendo gravissimi danni specialmente in Carnia. Il Tagliamento port via gli argini di Latisana.

8 dicembre 1825.

Il Livenza allaga oltre metà della piazza di Sacile danneggiando molte case.

1837.

Le forti piogge sulle Alpi friulane provocarono un ingrossamento del Fella al punto tale che distrusse tutti i ponti, sia vecchi che nuovi. Distrusse anche la Via Pontebbana anche se di recente costruzione. A Dogna alcuni fabbricati e il cimitero furono travolti.

Ottobre 1851.

Il perdurare di venti di scirocco ha provocato l’innalzamento delle maree rendendo difficile lo sfociare dei fiumi già ingrossati da precedenti abbondanti piogge. La situazione climatica particolare provocò l’inondazione delle zone litorali. Qualche giorno dopo le forti piogge in montagna fecero crescere ulteriormente il livello di tutti i fiumi. Il Livenza allagò le parti più basse di Sacile. La piena del Tagliamento fu notevole. Il fiume straripò allagando tutto il Campo di Osoppo sino al Ledra, ossia la maggior parte del piano compreso tra i colli di Gemona, Buia e Majano. La popolazione di Osoppo  si riparò sul monte nella fortezza divenuta un’isola. Il fiume distrusse case e recinti murali tramutando i campi in sterili ghiaie.

Vicino a Casarsa della Delizia, la massa d’acqua ruppe il ponte che attraversava il fiume, squarciò in vari punti gli argini di Rivis minacciando Codroipo. Le acque raggiunsero Rivis e San Daniele sulla sinistra, e alla destra entrarono dentro Casarsa e allagarono le campagne di San Vito. Il Torre travolse il caseggiato di Tarcento e allagò le campagne e i borghi tra Rizzolo e Godia. Unitamente allo Judrio inondò Versa, Romans e Villesse

L’Isonzo allagò la strada da Canale a Gorizia. Vennero inondati buona parte dei comuni di Fiumicello e Aquileia.

Ulteriori giorni di pioggia torrenziale peggiorarono ulteriormente la situazione. Diluviò tutta la notte tra l’1 e il 2 novembre. La mattina seguente il Fella era al livello massimo. La corrente in tutta l’ampiezza del suo letto travolse tutto. Tutte le infrastrutture della via Pontebbana rimasero distrutte. Molte case furono distrutte.

Il maggior disastro avvenne alle tre pomeridiane. Un’enorme frana si stacco nel Canal del Ferro seppellendo sei case e andò ad ostruire il percorso del Fella. Le acque si alzarono spaventosamente e sulla sponda sinistra ingoiò 17 case. La furia delle acque uccisero 13 persone.

13 settembre 1864.

 

Il torrente Lavia che scende dai colli di Fagagna fino ad un luogo chiamato Le Grave o Lis Gravis (in quegli anni serviva da pascolo per bovini e pecore). Oltre il torrente si perde e non c’era più traccia di un alveo.

 

Ogni volta che le precipitazioni erano oltre la quantità ordinaria le acque raggiungevano Galleriano. Nel 1864 il paese fu innondato. L’acqua raggiunse il primo piano delle case.

 

 

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