I nubifragi che hanno fatto la storia del Medioevo in Friuli

Il libro “Udine e sua provincia” di Giandomenico Ciconi riporta una cronologia degli eventi climatici di particolare intensità che si sono verificati in Friuli.

 

Per la vicinanza delle Alpi e del mare, in Friuli si sono sempre verificate piogge intense e non sono rari i nubifragi.

11 settembre 1271. Il Natisone distrusse gran parte del borgo Brossano a Cividale, allagò il cimitero della chiesa di S. Pietro e Biagio, il Natisone distrusse gran parte del Borgo Brossana, allagò il cimitero della chiesa dei santi Pietro e Biagio, atterrò la porta e la muraglia civica alla Pusternola e il Di Manzano aggiunge anche che atterrò case e tutti i mulini, giungendo fino all'altezza maggiore del ponte.

 

La Grande carestia del 1315-1317 (per alcuni fino al 1322) fu la prima di una serie di crisi che su vasta scala colpirono il Nord Europa agli inizi del XIV secolo, causando milioni di morti per molti anni e ponendo fine al precedente periodo di crescita e prosperità che durava dall'undicesimo al tredicesimo secolo. Cominciando con il cattivo tempo nella primavera del 1315, il periodo di cattivi raccolti durò per tutto il 1316 fino all'estate del 1317; l'Europa non si riprese completamente fino al 1322.

8 settembre 1317. Il Natisone inondò ancora il borgo Brossana danneggiando molte case e l'acqua entrò nelle finestre della chiesa dei santi Pietro e Biagio.

1321. Gravissimi allagamenti in tutto il Friuli. A Prata, il Meduna raggiunse il primo piano delle case.

11 settembre 1327.  Il Natisone distrusse la strada che da Cividale porta a Caporetto. Distrusse la maggior parte delle case del borgo Brossana. Il Torre straripò a sud di Rizzolo raggiungendo le mura di Udine.

1400. Grandi inondazioni per lunghe e dirotte piogge al punto tale che Udine e Cividale dovettero interrompere la guerra.

23 luglio 1411. Uragano e straripamento del Torre che allaga i borghi inferiori di Udine.

1415. Il Tagliamento crebbe oltre misura. “Il 21 luglio dell'anno 1415, all'ora quattordicesima, il Tagliamento si ingrossò e l'acqua era color sangue e continuò a scorrere in questo aspetto fino all'ora diciottesima e tutti si meravigliarono, pensando che quel colore sanguigno dipendesse dal fatto che la giornata era stata caldissima.” Dal CHRONICON SPILIMBERGENSE Probabilmente qualche minerale rossastro (ocra o cinabro) proveniva dai monti dando quell’aspetto terribile al fiume.

1430. Il Tagliamento straripò fra Ospedaletto e Osoppo allagando tutta la pianura detta Campo. Incluse le pianure vicino a Gemona, Artegna, Buia, Susans (Majano). L’allagamento era tale che il monte Osoppo divenne un’isola.

1431. Straripamento di tutti i fiumi friulani e in particolare del Tagliamento. Un contemporaneo scrive che dal penultimo giorno di ottobre al 16 novembre piovve di continuo.

1434. Il Tagliamento si gonfiò al punto tale da rassomigliare al fiume Po.

Novembre 1450. Tutti i fiumi friulani si gonfiarono in modo straordinario. Il Tagliamento si gonfiò al punto da coprire argini immensi e luoghi elevati che in precedenza, a memoria d'uomo, non aveva mai raggiunto e, fatto particolarmente impressionante, non solo devastò parecchie ville, ma le stesse città fortificate, come Valvasone e Portogruaro, facendo molti danni ed incutendo non poco spavento.

26 agosto 1468. Il Natisone distrugge il territorio del villaggio di Breschis, il ponte di Premariacco e nel giorno 27 le acque si innalzarono al punto che la chiesa di S. Pietro e Biagio fu sommersa da 60 cm di acqua. A Cividale molti fabbricati furono danneggiati e l’acqua giunse al primo piano della casa del cavaliere Ada Formentini. A Udine il Torre allagò la chiesa ed il convento si S. Pietro martire e la chiesa e il monastero di S. Francesco. Vennero rasi al suolo molti villaggi nel territorio di Aquileia. Non vi fu vendemmia e ne raccolto perché le acque avevano devastato tutto. Il doge Cristoforo Moro comunico al luogotenente del Friuli Angelo Gradenigo di far riparare i danni fatti dal Torre alla città di Udine e al suo territorio ma anche di provvedere al fine di evitare i pericoli futuri dandogli ampissima facoltà di provvedere.

 

Sul terminare del quattrocento è opportuno osservare che in quest’epoca le correnti friulane erano simili all’800, sia in capacità che in ampiezza d’alveo. Ciconi osserva che sin dai tempi lontani il villaggio di Salto, non molto lontano da Udine, prende questo nome proprio dalla tradizione che in quel sito il Torre nella massima piena varcava l’argine con un salto.

 

 

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